lunedì, 16 gennaio 2006
C'è chi dopo il caffè, anche in questi giorni siberiani, si infila il pastrano ed esce dall'edificio a farsi una rilassante sigaretta.
Fosse per me e son certo per parecchi di voi, sicuramente per quel testa calda del Catullo, preferirei uno svuotino come si deve.
Non mi fraintendano gli affezionati alla Maria, lo svuotino di cui parlo io non si concretizza con un rimescolio di tabacco.
Quel che intendo è un estrazione seminale con tutti i crismi, una volta tornati alla mesta scrivania impiallacciata noce.
Uno si sveglia la mattina contro ogni necessità fisiologica, si violenta per arrivare all'ufficio, si fa due palle come due cocomeri tutta la mattina tra mail senza senso e attività di una noia ferina, mangia la sbobba della mensa, beve il "caffè" delle distributrici automatiche e dopo si concede un meritato sollazzo.
Passiamo alla tecnica.
In questa pratica non è fondamentale avere una supergnocca sotto il piano della scrivania, molto meglio un mezzo cofano se più appassionato e tecnicamente preparato.
Bevi il caffè, dici le ultime stronzate con i tuoi colleghi di merende e torni in stanza, stravacchi le zampe e cominci a girovagare noiosamente per internet. Nel mentre la patta ti viene lentamente slacciata e il capitone estratto con cura.
Controlli l'andamento delle azioni mentre il soffocotto comincia a prendere il ritmo.
E' importante che sia di bocca buona e sappia dosare anche i ceffoni che si autoinfligge per inturgidire l'arto. Lo smurfing ha sempre il suo lurido perchè durante un drenaggio inguinale.
Se avete una vista sul giardino e riuscite a scorgere quei disgraziati schiavi della sigaretta attaccati al tubo di carta mentre la volenterosa lucidapomelli si adopera, la soddisfazione sarà maggiore. Così loro inalano aria migliorata mentre noi ci prepariamo a dissetare una bocca meritevole.
Mentre girovagate tra forum e giornali online, assestate un paio di spinte sulla nuca della donzella, giusto per darle il ritmo, il senso del tempo è fondamentale in qualsiasi esecuzione, musicale o no che sia.
Quando sentite che le saccocce stanno per esplodere, almeno in un paio di occasioni, trattenetevi estraendo l'attrezzo e costringendola a dedicarsi un po' agli zebedei. Questo vi garantirà una maggiore perdita di tempo post-mensa e un maggior carico di fluidi da regalarle(chi si prodiga rannicchiata sotto una scrivania merita un premio consistente).
Procuratevi di aprire un documento qualsiasi di Word prima della deflagrazione, perchè se la bimba è brava perderete per qualche istante il controllo degli arti(tipo Joe Cocker) e l'improvvido ingresso di un/una collega non affidabile in stanza potrebbe generare qualche problema lavorativo. L'occhio pallato non induce sospetti dal momento che negli uffici è la normalità.
Premuratevi piuttosto di far ingerire ogni goccia del nettare alla gentile signora, lo sbrotto stile innaffiatoio è sconsigliato per i vestiti, le scarpe, i pavimenti che diventano sguiscidi e la beona che dovrà transitare per i corridoi con inadeguati ricami perlacei su cute e crine. Datele tutto il tempo di ripulire il capocchione perchè se reinserito nelle mutande ancora sgocciolante non potrete evitare di cartonarvele...
D'altronde non sarà questa coda prolungata un ostacolo, una signorina così ben disposta non si ferma dinanzi a simili dettagli, ogni rigagnolo va prosciugato con cura. Quando avrà terminato rendetele omaggio strizzandole leggermente una poppa e aiutatela ad uscire dalla scrivania. Magari datele anche una veloce pacca sulle natiche.
Son certo che sarete molto più rilassati di chi tornerà intirizzito dalla fumata all'addiaccio. Peraltro se avete selezionato un mezzo cofano come vi suggerivo, avrete buone probabilità di stabilire una consuetudine senza fastidiose complicazioni extralavorative(cene, regali, paranoie pseudo-romantiche), un caldo surrogato dell'actimel quotidianamente servito alla pulzella sarà premio sufficiente per porla nuovamente ginocchioni l'indomani.
Oh, se proprio questo momento di relax non vi piace compratevi un pacchetto di alfa senza filtro e andate affanculo a fumare.
postato da: luthero alle ore 13:28 | Permalink | commenti (5)
categoria:tecnica
martedì, 27 dicembre 2005
Mentre nel web e nel mondo "reale" si respira questa plasticata atmosfera natalizia, pregna di buoni propositi e buonismo rosato, sono abbastanza convinto che nell'intimo i pensieri foschi che ci animano per il resto dell'anno non stanno a grattarsi le palle.
Dal momento che questo spazio è stato concepito per dare voce a quanto si pensa, ma ci si trattiene dal dire, ritengo sia proprio il momento di fare omaggio ai lettori meno ipocriti di un piccolo Bignami sulla tecnica del graffiato.
Prendetelo come un manualino da applicare alla prima occasione utile, auguro ai più focosi di poterne far uso già a partire dalla prossima festività di capodanno, agli altri di studiarselo a fondo per un'occasione più lontana nel tempo, forse al rientro della festività.
La tecnica del graffiato ha probabilmente radici molto lontane nel tempo, la sua applicabilità, a meno di ovvie varianti, è molto vasta. Mi concentrerò su uno degli stili moderni, analogamente a tutte quelle cazzo di pseudo-arti marziali sbarcate in Italia negli ultimi vent'anni e che hanno permesso a palestre squinternate di ritagliarsi il loro ambito esclusivo in un panorama già sovraffollato di scuole di karate e judo. In questo senso Big Pete la saprebbe lunga, ninja indomito di una disciplina che ricorda in qualche modo il sudore ma di cui ora mi sfugge il nome esatto. Purtroppo Big Pete è a distruggersi fisicamente in qualche losco maniero del centro Italia, tra cannabis, jack daniels, partite di biliardo e donnacce.
Comunque, come dicevo, descriverò la tecnica del graffiato attraverso uno stile moderno, nato all'incirca alla fine degli anni '80 di pari passo con l'escalation inarrestabile del ruolo dei manager nelle aziende italiane.
Sì perchè il ruolo di manager ha stravolto la filosofia che muoveva le carriere nel nostro paese. Fino ad allora, escluse le tradizionali raccomandazioni politiche, la crescita professionale era rigidamente legata all'anzianità di servizio. E comunque anche se sostenuti da appropriate aderenze politiche, bisognava rispettare le gerarchie anagrafiche - almeno in parte. Il nuovo stile Yuppie ha consentito anche ai giovani arrampicatori mossi dall'ambizione più violenta di accedere a incarichi di responsabilità e stipendi da calciatore professionista in età inferiore ai cinquanta.
Questo rinnovamente ha inevitabilmente procurato una serie di conseguenze che hanno reso più dinamico e frizzante l'ufficio.
Se un manager(prevalentemente maschio - anche se le cose stanno lentamente cambiando) comincia a spiccare, inevitabilmente l'incrocio di sorrisi che lo accompagna per i corridoi aumenta e inevitabilmente si crea il codazzo di quelle pulzelle che a colpi di coscia e scollature cercano di farsi notare.
Il look femminile è diventato più aggressivo, la calza autoreggente è tornata di moda in un luogo dove fino a pochi anni prima poteva andar benissimo il gambaletto da zitella baffuta dell'Aspromonte.
Lo stravolgimento dei canoni estetici impiegatizi è sbocciato in una duplice prospettiva: quella del manager che deve solo scegliere su quale gota porre la sua cappella quando lo stress dirigenziale colma la misura e quella degli altri impiegati, tagliati fuori da certi privilegi e costretti a guardare con bramosia frustrata queste esposizioni brutali di tette e culi.
Nel caso, non troppo raro, che qualcuna di queste gnocche riesca anche a rimediare il puparuolo e qualche bieco privilegio, agli impiegati sfigati sarà impossibile non accorgersene. Le tipe infatti assumono quell'aria da star del cinema che ti guarda schifata anche se sei più bello di Brad Pitt.
A questo punto, con preparazione scientifica, è opportuno agire sulla zoccola mediante tecnica del graffiato.
Per una buona performance della tecnica del graffiato, dovete assicurarvi di avere a disposizione le seguenti attrezzature:

1) parete rivestita in quarzo lavorato a graffiato, meglio se colonna con spigolo vivo
2) scrivania sgombra nei pressi delle succitata colonna
3) porta chiudibile a chiave
4) palle sufficientemente gonfie per poter scrivere una poesia di Trilussa(Quasimodo è escluso per l'estrema brevità di alcune sue composizioni)
5) fate esercizi di stretching e riscaldamento della mano destra(strumento protagonista dell'azione) potete ispirarvi a qualche esercizio da pianista o a qualche manuale di prestidigitazione scritto da Silvan

Con sguardo vacuo portatevi alle spalle della vittima(preferibilmente in minigonna con calza autoreggente e capelli lunghi).
Conducetela casualmente, parlando di temi a lei cari(fatele qualche stronzo complimento sull'abbigliamento o chiedetele delle sue ultime vacanze esotiche, tanto avrà sempre qualche cazzata da dire) verso la colonna rivestita in quarzo.
A questo punto, mentre la mignotta sta rimembrando annoiata dei mirabili paesaggi tropicali, afferratele con gesto repentino e con presa salda la coda di cavallo e tirate un turbodritto alla Agassi costringendola con la torsione del collo a battere con lo zigomo sinistro lo spigolo del muro. Affrettatevi a sostenerla con il braccio sinistro, magari afferrandole anche una tetta.
Mentre è ancora svenuta, infilatela trascinandola nell'ufficio predisposto alla punizione. Finite di sgombrare la scrivania da eventuali inutili oggetti di cancelleria e riversatela a faccia avanti sul piano con il lato ferito a contatto del legno impiallacciato.
Non attendete che si riprenda, tiratele su quel francobollo di gonna che ha messo su e scostatele o strappatele il tanga. Nel caso in cui porti i collant siete autorizzati a romperli con il primo oggetto tagliente che trovate a disposizione, alle brutte un paio di forbici nella cassettiera ci sono sempre.
Entrate di blocco nel pertugio che preferite e sforzatevi di resistere fino al risveglio.
La percussione deve essere lenta e costante per consentire un risveglio graduale e un morbido strofinio dello zigomo ferito sul piano.
Si desterà rantolando confusamente, mescolando l'inatteso piacere con il dolore del cartone prodotto con il quarzo. Il quarzo ha appunto la facoltà di generare ferite irregolari: tagli profondi e abrasioni diffuse che le ricorderanno molto a lungo cosa è successo.
Quando comincerà ad aprire gli occhi e dovrà prendere la decisione tra una reazione incazzata e una più docile sottomissione(tanto non sarà di certo la prima volta per lei), affondate i colpi più decisamente e preparatevi alla scrittura della poesia(preferibilmente iniziando proprio sul rosso sanguinolento della ferita onde produrre un gradevole effetto salsa rosa.
Se avrete agito sapientemente e vi sarete fatti valere sulla scrivania, una volta autografata la poesia, vi sarà concesso un sofferto, ma convinto sorriso e un appuntamento per un secondo incontro. Sarà lei a preoccuparsi di trovare la parete giusta, dal momento che la colonna già l'ha intascata.
Avrete inoltre l'indubbia soddisfazione di vederle sparire dalla faccia quella cazzo di espressione di superiorità sostituita da un grosso cerottone bianco.
postato da: luthero alle ore 13:47 | Permalink | commenti (3)
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