Giovedì scorso io e il Big Pete siamo stati invitati ad una cena di lavoro, cosiddetta di "fine progetto". Solitamente declino questo tipo di inviti, ma questa volta trattandosi di un invito del fornitore più tirchio della Storia che per la prima volta si peritava di portarci a cena in un locale niente male tra l'altro e del fatto che sapevo che i due personaggi più odiosi avevano già declinato, ho opportunamente accettato, dopo essermi assicurato che almeno i tre o quattro con i quali vale la pena scambiare due parole al di fuori dell'ufficio davanti ad un buon bicchiere (tra cui ovviamente il Big Pete) avessero confermato la loro partecipazione.
C'era inoltre una situazione "intrigante" che vedeva protagonista il buon Big Pete che meritava di essere osservata da vicino. Si dà il caso che una gentil donzella nostra collega quel giorno aveva la targa posteriore sbagliata e si è quindi rivolta al nostro per procurarsi un morbido sedile sul quale poggiare le natiche, con la prospettiva di ribaltare eventualmente quel sedile e perché no di cambiare qualche marcia del cambio foderato di pelle umana del Big Pete. La fama del Big Pete non dev'essere certo sfuggita alla tipa che sicuramente avrà immaginato una macchina con i sedili leopardati, con il pulsante "fuck" sul cruscotto in grado di trasformare in un attimo l'automezzo in un'alcova a luci rosse.
La tipa non è certo un "pezzo di gnocca" ma ha un certo "so io che"... A stento supera il metro e mezzo, ma come si suol dire è all'altezza giusta per il cambio e anche per il freno a mano. E c'è un altro vantaggio: la "minuzia" della tipa permette volteggi ed evoluzioni che varcano i confini del kamasutra e che solo la porca fantasia maschile è in grado di limitare. Tra l'altro ella ha una boccuccia carnosa ma piccola che ti chiedi se il volatile possa trovarvi adeguato spazio sia in larghezza che in lunghezza, ma più la guardi e più aumenta la curiosità di provare. La totale assenza di minne viene prontamente compensata da due natiche di tutto rispetto che, nonostante abbiano perso qualche punto in brillantezza col passare del tempo, rimangono decisamente il pezzo forte della tipa.
Le premesse dell'inciucio c'erano tutte: la fama(e) del Big Pete è nota in tutto il centro Italia e oltre, lei abita vicino a lui, è single nonché affamata e poi non c'è dubbio che il fascino del Big Pete abbia fatto presa su di lei. Ma lui, nonostante l'avessimo più volte stuzzicato, andava dritto come il TAV: "niente commistioni tra fica e ufficio". Senonché lei il giorno prima se ne esce con una frase che fa caracollare il nostro: "Ho appena sistemato la mia casetta, se poi sali te la mostro (la casa, n.d.r.)". Il colpo è stato forte e sono sicuro che il buon Big Pete ci abbia messo un bel po' per assorbirlo.
La sera mi reco all'appuntamento mondano senza pretese, ma con la curiosità di sapere se l'amico con la fama di stallone avesse aggiunto l'ennesima "tacca" alla sua lunga lista. Anche se non avevo dubbi sul finale della storia e già mi immaginavo lei il giorno dopo con la bocca di Raffaella Carrà e la camminata di John Wayne.
Fuori al locale incontro i tre colleghi di cui sopra, uno causa infortunio stile Totti non lo vedevo da tempo. Proprio lui spara subito: "questo locale lo conosco, è pieno di fica fino all'orlo". Effettivamente nei pochi minuti di attesa fuori al locale, ne entrano un paio che come si suol dire valevano da sole il prezzo del biglietto, tanto più che nel nostro caso il prezzo del biglietto era pari a zero. Entrati nel locale succede quello che facilmente si poteva immaginare: saletta riservata solo a noi al primo piano e quindi addio fica del locale e presenza femminile che si poteva contare sulle dita di una mano. Oltre alla succitata c'erano altre due dame appartenenti al fornitore, la "capa" progetto e la tipa del commerciale. Devo dire che entrambe superano di una spanna la mia pur rasoterra soglia, ma purtroppo erano entrambe blindate, una anche con pargolo al seguito avente età in cui già si gioca con il proprio joystick.
Dentro il locale incontro Big Pete e signora. Lei me la immaginavo vestita in maniera provocante, invece con mia sorpresa la vedo vestita sobria, anche se aveva una gonna che all'occorrenza poteva coprire un sano smorza candela. Anche lui era vestito niente di che, ma aveva il pacco in risalto, il che non guasta mai.
La serata fila via liscia, con il Big Pete e l'altro amico "sciancato" che sparano commenti sulla evidente penuria di pelo, al riparo dalla tipa che devo dire è anche piacevole alla conversazione. La tipa però ha un caratterino niente male ed è questa la cosa che più di tutte ha fermato il nostro eroe. Eh sì perché come il titolo del post lascia ad intravedere, la fumata questa volta è stata nera e l'arma impropria del Big Bete questa volta non ha sparato. Perché passi la collega che il giorno dopo te la ritrovi in ufficio, passino pure le battutine delle serpi-colleghi (noi), ma il caratterino di lei è un ostacolo insormontabile. Se pure riesci a "coprirla" il giorno dopo te ne penti che vorresti tagliartelo e lei te "la" fa pagare cara: già me lo immagino il Big Pete da Bricofer a comprare di tutto di più per farle i lavoretti a casa o lui con lei mano nella mano il sabato a fare shopping da Ikea, magari con cagnolino al seguito che lui deve portare a pisciare nelle ore più impensabili.
Caro Big Pete, hai fatto bene. Meglio una bella sega e le maioliche da ripulire piuttosto che ammanettato per il resto dei tempi. Hai ancora una vita davanti e tanto seme da dispensare all'altra metà del genere umano.




