lunedì, 06 marzo 2006

Giovedì scorso io e il Big Pete siamo stati invitati ad una cena di lavoro, cosiddetta di "fine progetto". Solitamente declino questo tipo di inviti, ma questa volta trattandosi di un invito del fornitore più tirchio della Storia che per la prima volta si peritava di portarci a cena in un locale niente male tra l'altro e del fatto che sapevo che i due personaggi più odiosi avevano già declinato, ho opportunamente accettato, dopo essermi assicurato che almeno i tre o quattro con i quali vale la pena scambiare due parole al di fuori dell'ufficio davanti ad un buon bicchiere (tra cui ovviamente il Big Pete) avessero confermato la loro partecipazione.
C'era inoltre una situazione "intrigante" che vedeva protagonista il buon Big Pete che meritava di essere osservata da vicino. Si dà il caso che una gentil donzella nostra collega quel giorno aveva la targa posteriore sbagliata e si è quindi rivolta al nostro per procurarsi un morbido sedile sul quale poggiare le natiche, con la prospettiva di ribaltare eventualmente quel sedile e perché no di cambiare qualche marcia del cambio foderato di pelle umana del Big Pete. La fama del Big Pete non dev'essere certo sfuggita alla tipa che sicuramente avrà immaginato una macchina con i sedili leopardati, con il pulsante "fuck" sul cruscotto in grado di trasformare in un attimo l'automezzo in un'alcova a luci rosse.
La tipa non è certo un "pezzo di gnocca" ma ha un certo "so io che"... A stento supera il metro e mezzo, ma come si suol dire è all'altezza giusta per il cambio e anche per il freno a mano. E c'è un altro vantaggio: la "minuzia" della tipa permette volteggi ed evoluzioni che varcano i confini del kamasutra e che solo la porca fantasia maschile è in grado di limitare. Tra l'altro ella ha una boccuccia carnosa ma piccola che ti chiedi se il volatile possa trovarvi adeguato spazio sia in larghezza che in lunghezza, ma più la guardi e più aumenta la curiosità di provare. La totale assenza di minne viene prontamente compensata da due natiche di tutto rispetto che, nonostante abbiano perso qualche punto in brillantezza col passare del tempo, rimangono decisamente il pezzo forte della tipa.
Le premesse dell'inciucio c'erano tutte: la fama(e) del Big Pete è nota in tutto il centro Italia e oltre, lei abita vicino a lui, è single nonché affamata e poi non c'è dubbio che il fascino del Big Pete abbia fatto presa su di lei. Ma lui, nonostante l'avessimo più volte stuzzicato, andava dritto come il TAV: "niente commistioni tra fica e ufficio". Senonché lei il giorno prima se ne esce con una frase che fa caracollare il nostro: "Ho appena sistemato la mia casetta, se poi sali te la mostro (la casa, n.d.r.)". Il colpo è stato forte e sono sicuro che il buon Big Pete ci abbia messo un bel po' per assorbirlo.
La sera mi reco all'appuntamento mondano senza pretese, ma con la curiosità di sapere se l'amico con la fama di stallone avesse aggiunto l'ennesima "tacca" alla sua lunga lista. Anche se non avevo dubbi sul finale della storia e già mi immaginavo lei il giorno dopo con la bocca di Raffaella Carrà e la camminata di John Wayne.
Fuori al locale incontro i tre colleghi di cui sopra, uno causa infortunio stile Totti non lo vedevo da tempo. Proprio lui spara subito: "questo locale lo conosco, è pieno di fica fino all'orlo". Effettivamente nei pochi minuti di attesa fuori al locale, ne entrano un paio che come si suol dire valevano da sole il prezzo del biglietto, tanto più che nel nostro caso il prezzo del biglietto era pari a zero. Entrati nel locale succede quello che facilmente si poteva immaginare: saletta riservata solo a noi al primo piano e quindi addio fica del locale e presenza femminile che si poteva contare sulle dita di una mano. Oltre alla succitata c'erano altre due dame appartenenti al fornitore, la "capa" progetto e la tipa del commerciale. Devo dire che entrambe superano di una spanna la mia pur rasoterra soglia, ma purtroppo erano entrambe blindate, una anche con pargolo al seguito avente età in cui già si gioca con il proprio joystick.
Dentro il locale incontro Big Pete e signora. Lei me la immaginavo vestita in maniera provocante, invece con mia sorpresa la vedo vestita sobria, anche se aveva una gonna che all'occorrenza poteva coprire un sano smorza candela. Anche lui era vestito niente di che, ma aveva il pacco in risalto, il che non guasta mai.
La serata fila via liscia, con il Big Pete e l'altro amico "sciancato" che sparano commenti sulla evidente penuria di pelo, al riparo dalla tipa che devo dire è anche piacevole alla conversazione. La tipa però ha un caratterino niente male ed è questa la cosa che più di tutte ha fermato il nostro eroe. Eh sì perché come il titolo del post lascia ad intravedere, la fumata questa volta è stata nera e l'arma impropria del Big Bete questa volta non ha sparato. Perché passi la collega che il giorno dopo te la ritrovi in ufficio, passino pure le battutine delle serpi-colleghi (noi), ma il caratterino di lei è un ostacolo insormontabile. Se pure riesci a "coprirla" il giorno dopo te ne penti che vorresti tagliartelo e lei te "la" fa pagare cara: già me lo immagino il Big Pete da Bricofer a comprare di tutto di più per farle i lavoretti a casa o lui con lei mano nella mano il sabato a fare shopping da Ikea, magari con cagnolino al seguito che lui deve portare a pisciare nelle ore più impensabili.
Caro Big Pete, hai fatto bene. Meglio una bella sega e le maioliche da ripulire piuttosto che ammanettato per il resto dei tempi. Hai ancora una vita davanti e tanto seme da dispensare all'altra metà del genere umano.

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mercoledì, 01 marzo 2006
Stamattina, mentre io e il Catullo ciondolavamo indolenti alla macchinetta del caffè, sortisce dalle scale Big Pete.
Gli lanciamo uno sguaiato richiamo, ammicca e ci raggiunge dopo essersi liberato di giaccone e borsa.
Il Catullo mi sta tediando con domande sul programma più adatto per realizzare siti web, non ne sa un cazzo, malgrado ciò opina sui miei suggerimenti... che gli dirà la testa?
Non c'è pagnarfa a vista così mi sto riempendo i coglioni all'inverosimile e spero che Big Pete ci offra uno spunto per cambiare argomento.
Ha un set di Samsonite sotto gli occhi.
"Che cazzo hai fatto ieri sera?"
"Sono andato a Testaccio dove mi hanno rapinato 12 euro per due cuba libre!"
"Beh, per quanto sia eccessivo è il costo corrente di due cuba libre..." replico.
Da qui parte una lunga dissertazione, più pallosa di quella su Dreamweaver, circa la speculazione che i locali fanno su cocktail e bevande varie.
I miei coglioni sono ormai paragonabili a due mongolfiere, quand'ecco il guizzo!
I due compagnucci domani sera vanno ad una cena a scrocco da un fornitore. Dissimulano indifferenza e quasi noia, ma ogni volta che si può scroccare sono in prima linea...
Comunque stanno cercando di accordarsi sulla macchina dal momento che il ristorante è in un posto con seri problemi di parcheggio, quando Big Pete:
"Beh, però io domani ho pure R. con me!"
"R.? e come cazzo è che viene con te?" gli chiede il Catullo.
"Eh, me lo ha chiesto lei..." cerca di spiegare con semplicità Big Pete.

Occorre sapere che R. è una tipetta piccolina, col visetto ovale da bimba, una sospetta macchia tra bocca e guancia e un culo a mandola disegnato appositamente per un sonoro crack! Uno di quei culetti che evocano lo sconocchio che d'estate eseguiamo sulle pesche spaccarelle.
Ha sempre quell'aria da precisina sottuttoio che ci gioca a racchettoni col muro, ma è un po' che ronza attorno a Big Pete, inizialmente a causa di una forzosa collaborazione professionale, ma adesso si sospetta a ragione, l'attrazione per la mazza.  Da principio anzi penso che la ruvidezza di Big Pete si sia combinata male con l'aria da stronzetta di R., ma quant'è vero che i poli opposti si attraggono: adesso è lei che gli ha chiesto di farle da cavaliere - o più probabilmenta da cavallo. E domani sera gli chiederà di tirare il freno a mano o di cambiare le marce.
Già immagino la scena: Big Pete tirato a lucido, tutto smaranza col pacco in evidenza che gli arriva inchiodando sotto casa col suo bolide nero.
Lei che scende con la gonna attillata a promuovere il culo tondo e improfumato per la sganasciatura successiva.
Big Pete che fa tutto il galante intanto che il prepuzio gli si arrossa e mette la musica più di merda possibile pur di fare colpo sulla R. Una così sentirà Ramazzotti, Bocelli, Bublè o qualche minchiata commerciale del genere.
Il divertimento maggiore sarà del Catullo che, se non accompagnato da mogliera, potrà lasciarsi andare e godersi Big Pete oscillare faticosamente sul confine tra la sua straripante rozzezza da camionista mancato e la galanteria dell'ingegnere accompagnatore di fighetta.

Tutto per assicurarsi una penetrazione vertiginosa sul ritorno a casa: pulsante "fuck" e sbrago sedili, rotazione fulminea del bacino di R. e vigoroso colpo di reni per assicurare 8 e 15 in buca al centro, di blocco.

Se la sodomizzazione si concluderà con reciproca soddisfazione, vedremo molto presto R. con Big Pete al guinzaglio di domenica pomeriggio per centri commerciali...

Aspettiamo con impazienza una cronaca dettagliata dal Catullo, per una volta sarà i nostri occhi e le nostre orecchie.
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giovedì, 26 gennaio 2006
La formazione di oggi alla mensa è decisamente da Coppa Italia: Yul Endit, Big Pete, il sottoscritto e una brillante collega che per convenzione chiameremo P.M.
Dopo aver acrobaticamente evitato sguardi concupiscenti verso culi e poppe in giro per la mensa e misurato la conversazione onde evitare prosaici passaggi che ci avrebbero messo in cattiva luce(cioè quella vera) agli occhi di P.M., il discorso è comunque andato a finire più o meno al solito posto: gnocca.
Ovviamente da raffinati oratori quali siamo, ci siamo sforzati di mantenere i toni e gli eccessi in un ambito gradevole, forbito e moderatamente ironico.
Tutto è partito dalla notizia, fornitaci proprio da P.M., che il Brontosauro è gravido.
Il Brontosauro è uno sgraziato esemplare femmina di 33 anni che ho avuto la sventura di conoscere un'era geologica fa alle scuole superiori. I percorsi lavorativi italici sono così imperscrutabili da essermela ritrovata collega ben venti anni dopo.
Il simpatico nomignolo le venne affibbiato proprio in epoca scolastica a causa delle sue sembianze marcatamente sorpassate. In particolare ricordo che aveva un paio di incisivi in posizione orizzontale, sporgenti dalle labbra come due tavole da surf.
Narici larghe e fumanti come quelle di un toro durante la corrida e zampe tozze come le colonne del partenone.
Malgrado questi lievissimi difetti fisici risultava essere la più affascinante delle "ragazze" della sua classe. In tutto erano cinque, ma una di loro fu individuata accidentalmente solo dopo diversi mesi. Magari ne riparlerò in un giorno di disperazione cosmica. Il Brontosauro da allora, grazie anche ai fenomenali ritrovati tecnici, ha messo a posto un po' di cose, ma permane catalogata tra i sauropodi.
Alla notizia dell'avvenuta inseminazione, sia io che Big Pete siamo esplosi in un "Chicazzo l'ha coperta?"
Yul Endit, più maligno di una suocera e sempre carico di informazioni di prima mano, ha aggiunto: "Uno col portafogli gonfio"
Sebbene P.M. fosse presente, non ho potuto evitare di correggerlo: "Per coprirla di gonfio doveva avere ben altro..."
P.M., donna di spirito, ha riso.
Da qui è partita una dissertazione sugli equilibri denaro-sesso-famiglia-matrimonio-vecchiaia-maldistomaco-morte.
Gira che ti rigira abbiamo stabilito che Big Pete, il più libertino della compagnia, debba trovare moglie e risolvere i problemi economici suoi e possibilmente anche nostri.
Per questo motivo gli abbiamo già suggerito di stringere i rapporti con un cetaceo partenopeo estremamente benestante. P.M. allo scetticismo di Big Pete ha ricordato che il cetaceo in questione è anche carino di viso. A dire il vero è carino diviso, un pezzo da una parte e uno dall'altra: finchè non smaltisce una quarantina di chili è difficile stimarne l'estetica. Comunque Big Pete deve superare questi piccoli complessi derivati dagli stereotipi di normalità che la società consumistica impone: cicciona o no, logorroica o no, ella ha il dinero e lui deve sacrificarsi.
Ha cercato di eludere la questione parlando di una riccona asburgica che si era invaghita del suo spirito maschio, giustificando la sua ritrosia col fatto che si innamora soltanto di donne povere in canna. Qui è stato ovviamente cazziato a dovere perchè nessuno aveva parlato d'amore: lui deve pescare una vecchia con cui superare i 100 anni in due, succhiarle il sangue dalle vene varicose come se divorasse una meravigliosa e succulenta ostrica e trapanarla per un paio di mesi finchè non schioda lasciandogli la pecunia. Dopodichè, diviso il bottino con chi gli vuole bene, può andarsi a cercare l'amore nell'angolo più putrido di Calcutta.

Da adesso e fino a nuovo ordine, siamo tutti mobilitati per trovare la vecchia mandrucona per Big Pete. Inviateci segnalazioni.
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categoria:hush hush, big pete
mercoledì, 21 dicembre 2005
Eravamo il Catullo, Mr. Clarks, Yul Endit ed io. Dopo esserci seduti ad un tavolo defilato, ma sufficientemente strategico per esercitarci in un po' di sano gnoccwatching, abbiamo cominciato a ingurgitare la sbobba del giorno. Come capita ormai raramente i piatti non avevano nomi del tipo: "Fringuello di tigre alla cosacca" o "Salmone ai petali di pachino e boccoli di zucchine" o addirittura "Verdesca imperiale alla perugina", quindi non potendo sparlare del cuoco abbiamo cominciato a parlare di phregna.
A dire il vero tutte le dissertazioni sono partite da una mia segnalazione sull'abbigliamento particolarmente ricercato che oggi sfoggiava un rinomato cofano del nostro piano. Dal cofano al paraurti il passo è breve e quindi tra Mr. Catullo e Yul Endit si sono cominciati a riproporre i soliti tormentoni su citofoni e sirene che di solito accompagnano il pasteggio. Big Pete ci aveva abbandonato per un pranzo ritardato altrove, un'informazione lapidaria fornitaci mentre si spalmava annoiato un po' di Nivea su quelle mani da traslocatore. Si è perso un bel po' di rivelazioni. Peggio per lui, spero che almeno si sia goduto il pasto.
Mr Clarks ha subito messo in chiaro che il Cofano di cui sopra per quanto agghindato non va bene neanche per occultare una latrina comune. Ha ragione senza dubbio, ma va riconosciuto al Cofano un grande coraggio, una perseverante negazione della propria evidente condizione di pezzo di ricambio e una indomabile e irrisolvibile fame di cazzo.
I toni sono degenerati quando si è parlato dell'esercitazione antincendio che domani ci costringerà a pupazzarci in onore di una legge tanto giusta quanto farsescamente ottemperata. La simulazione d'incendio avverrà alle undici spaccate tutti pronti col cazzo in una mano e il giacchetto nell'altra. Dovremo far finta di spaventarci pur uscendo ordinatamente attraverso le uscite d'emergenza. Yul Endit per uno strano coinvolgimento è stato prima coinvolto in un corso sulla sicurezze e poi nominato capo-corridoio(come i capoclasse alla scuola elementare). Per questo colpo di culo dovrebbe segnalare le persone che si rifiuteranno di uscire a comando.
Abbiamo provato a sondare il terreno cercando di capire se la segretaria che lo ha coinvolto in questo impiccio gli ha almeno pagato il disturbo con un'accurata svuotata delle saccocce. Yul Endit è rimasto muto come un sarago(lo stesso che speriamo abbiamo mollato sulle gote della segretaria - un tipino niente male!!! ha un po' i fianchi sciancati, ma c'ha un volto da autografare in bianco che è un invito portentoso!)
Cmq si parlava di questa evacuazione, Catullo aveva subito pensato al cesso e quindi abbiamo dovuto spiegargli che la parola evacuazione può assumere diversi significati, e abbiamo chiesto a Yul Endit: "Ma chi cazzo ci avverte? Suona una sirena?"
E lui: "Sì dovrebbe suonare una sirena"
A questo punto, non ricordo chi di noi tre, ha detto: "Potremmo ovviare alla sirena costringendo Big Pete a inculare alle undici precise il Cofano con un bel colpo di blocco in buca ad angolo! Caccerebbe un urlo che fanno evacuare pure montecitorio!"
Di qui si è degenerato: "allora facciamogli inculare quella dell'Opus Dei che non vede un cazzo dal '62, se Big Pete le arriva a battuta cala tutto il calendario da SS Madre di Dio a San Silvestro e domani si presenta vestita di nero con le croci rovesciate per orecchini."
Si è inserito inaspettatamente Yul Endit dicendo che la sirena l'hanno fatta suonare pure alla Ciambella e pure in ufficio. La Ciambella è una psicotica dal viso perennemente incazzato che fa la segretaria al palazzo di fronte. Avrebbe lo chassis per fare i soffocotti con la panna sullo sfondo di una bella scena di mucchio, di quelle che non vanno neanche nei titoli di coda, ma si lavorano di gusto il filone per guadagnarsi la pagnotta. Il problema è che visti gli attacchi di aggressività di cui è spesso preda, quando Yul Endit ha calato l'asso, è esploso un silenzio di sepolcro. L'abbiamo guardato con gli occhi a girandola: "E chi cazzo ha avuto il coraggio????"
Lui ha nicchiato, appellandosi alla discrezione.... "Ma vaffanculo" gli abbiamo fatto eco in coro "Prima fai 'ste affermazioni e poi ti tiri indietro? Ora cacci il nome"
Ha glissato, promettendoci di dircelo all'esterno, ma lasciandosi scappare che l'infilzata era avvenuta in ufficio. Proprio in quel mentre al tavolo accanto squilla il cellulare di una collega, una bionda in fase discendente. Mr Clarks rimarca quanto sia brutta la suoneria e Catullo inciampa in un "Sì però..." lasciando intendere che alla bionda concede qualche punto. "Dai continua..." lo imbecchiamo, "Cazzo fatti uscire qualcosa, non ti aiutiamo, di quello che vuoi dire!" Catullo va nel panico, sulla scorta delle batoste precedenti ha paura di sbilanciarsi finchè non gli facciamo capire cosa ne pensiamo noi. Alla fine prima che crolli gli concediamo una fetta di ragione, la bionda può ancora andare sotto mannaia, ma lui deve acquisire personalità cazzo! Deve crescere almeno la metà della sua testa.
Yul Endit butta lì che hanno pistato anche la bionda...
"Oh cazzo! ma è il giorno dei segreti" e chi se lo sarebbe mai creso che Yul Endit sapesse più cose della Giacobini!!!
"Ora porca troia ci dici chi si è passato la bionda o ti facciamo evacuare nell'Aniene" devo ammetterlo, quando si parla di gossip impiegatizio sono più curioso di una donna.

Insomma dopo minacce varie si è scoperto che il Black & Decker era lo stesso. Wow, respect! Soprattutto per il coraggio di infilare il budello nella tana della psicotica.
Big Pete subirà un duro colpo nell'orgoglio quando leggerà queste righe, c'è in giro chi chiacchierando poco colpisce più di lui e sono traguardi anche difficili.

Sulla via del ritorno abbiamo incrociato una delle top 3, una boccata d'ossigeno in una giornata altrimenti uggiosa. Assieme gli scoop regalati da Yul Endit la nostra dose di pettegolezzo bastardo e misogino è stata raggiunta abbondantemente. L'abbiamo ovviamente squadrata con passione mentre la incrociavamo. Catullo, per non saper nè leggere nè scrivere si è diretto subito al bagno. Ha detto di dover iniziare le prove d'evacuazione, dubitiamo che parlasse del retrobottega...
postato da: luthero alle ore 13:36 | Permalink | commenti (7)
categoria:hush hush