giovedì, 09 marzo 2006

Già dal momento del preraduno si era intuita l'aria che tirava.
Big Pete c'ha riassunto alcune eroiche imprese affrontate nello scorso weekend che giustificano, almeno in parte, anche il suo ingresso al lavoro alle ore 14:00 di lunedì.
Un suo amico con seri problemi familiari ha escogitato una terapia a base di natica tropicale, che sembra, almeno nelle serata più tristi, sollevargli il morale e anche qualcos'altro. Riesce almeno a svuotarsi del seme perfido delle preoccupazioni... sapete quando uno ha le sacche piene di preoccupazioni? Eh, proprio quelle sacche.
Insomma durante una monotona serata a base di sigarettepiù e alcoolici casuali, la natica di cui sopra si è presentata ai due(Big Pete & friend) in compagnia di una tenera e spensierata ragazza cubana. Non appena l'amico è andato a snocciolare in separata sede tutte le sue pene all'amica, la tenera cubana si è tramutata in robocop e ha praticamente ingaggiato un combattimento con Big Pete che è proseguito fino all'esaurimento dei fluidi corporei.

Or siccome RoboChiapp deve tornare ad Amsterdam dal suo maritino, Big Pete ha ben pensato di organizzare una seratina di addio, giusto per permetterle di tornare ad accudire il focolare domestico con un buon souvenir d'italie conservato nella tasca che preferisce.
Di qui l'idea di portare le due simpatiche donzelle ad un locale di scambisti, garantendosi l'ingresso gratuito con la carne d'accompagno.
Si è accesa una vivace discussione sull'opportunità di rischiare una martellata inguinale con una professionista simulante dilettantismo, anzichè ripetere la mattanza con una dilettante in possesso di indubbie doti di professionista.
Big Pete ha assicurato che dopo il weekend trascorso gli resterebbe solo di spezzarle le braccia, avendo praticamente esaurito pertugi e soluzioni finali. Preferisce a questo punto gettarsi nel mucchio e pescare quel che trova... con l'attenzione necessaria a evitare di tirar su qualche cefalo.
Il Catullo, con la testa sempre sulle spalle, ha mantenuto la sua posizione conservatrice ribadendo che preferisce il certo all'incerto e che sfrutterebbe fino all'ultimo goccio la cubana. Ma nel mezzo del discorso si è informato comunque sul dove trovare questi locali ambigui(http://www.romeguide.it/erotica/erotismo.htm).
Mr. Clarks ha sostanzialmente aderito a questa posizione spiegando che quando si ha una buona bottiglia di vino e una succulenta fiorentina da poter cucinare in casa, si evita di andare al ristorante. Comunque il suo fare aristocratico non si confà a organizzazioni così plebee.
Dal canto mio, ritengo tutto sommato comprensibile il desiderio d'avventura di Big Pete, ma lo subordinerei alla garanzia di poter disporre di una seconda cartuccia qualora al porcheggio di scambio le cose non andassero per il verso giusto.

Ci siam ripromessi di riparlarne a pranzo e così è avvenuto mentre Yul Endit e Cesar Child si accomodavano con una collega, noi ci siamo radunati a discorrere di sodomie varie in un clima già fertile dall'aperitivo di cui sopra.
Big Pete ha rafforzato la sua posizione e ha portato a sostegno il fatto di averla vista già godere anche di culo. La secondo volta nella sua onorata carriera di viveur. Ha poi annotato che di solito le ragazze caraibiche hanno il gran pregio di essere al tempo stesso estremamente disinvolte e gradevolmente ubbidienti. Insomma ha già esaurito gli sfizi con la simpatica mogliettina di quel cornuto in Amsterdam. Sono una coppia aperta ha spiegato, abbiamo sottolineato che è soprattutto lei ad essere aperta.
Ci ha poi spiazzati osservando che la donna in genere ha limiti ben più lontani di quelli maschili essendo in possesso di maggiori possibilità e di più pertugi in entrata e in uscita.
Mi sono sentito in dover di tracciare una linea di confine, essendo personalmente interessato solo ai pertugi in entrata, ma qui il Catullo si è esposto confessandosi amante del liquor vaginale. Ho smesso di mangiare il mio yogurt prugna e cereali che sembrava ormai ottenuto dal rimescolio di sostanze recuperate in un alternarsi di penetrazioni anteriori e posteriori. C'erano anche dei misteriosi grani marroncini... Non amo particolarmente Ferrero Rocher improvvisati su lenzuola matrimoniali. Bisogna prima assicurarsi di aver sgombrato il campo da terriccio.
Abbiamo chiesto al Catullo se si dispone accucciato in attesa che si apra la fontanella: lui, ridendo e piangendo al tempo stesso, ha glissato...
Dopodichè si è gettato su un piattino di prugne secche immerse nel loro sughetto rosato che mi ha evocato un orrido piatto ingerito da Bonacelli ne "Le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini. Gliel'ho fatto notare sperando di restituirgli il favore dello yogurt, ma mentre Mr. Clarks rideva di disgusto, il Catullo ha seraficamente detto di non aver visto il film e ha continuato a ingoiare quei bocconi bruni.
Il Catullo non capisce inoltre come si possano fare 100 km ad andare e 100 a tornare per una serata estrema, ma qui Big Pete - a ragione - gli ha fatto presente che questi sono dettagli di fronte alla gnocca.
Gli ha pure spiegato che le difficoltà di comprensione sono dettate dall'inesperienza, a ciascuno il suo, come diceva Sciascia: come non si può fare una corsa con la cinquecento, bisogna saper fare lo sterrato con la macchina da rally. Il Catullo ha fatto lo sborone dicendo che il rally si fa anche a casa con la propria compagna... puah. E' chiaro che non parla della stessa cosa: lui pensa a una stradina di campagna, quando Big Pete parla di Parigi - Dakar.
Ho immediatamente dato il mio supporto: e chi li conta i chilometri con un traguardo così premiante?

Immagino che Big Pete sia d'accordo con me quando dico che la dissoluzione è solo la strada più breve per incontrare i nostri istinti violenti.

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categoria:gnocca, big pete
lunedì, 27 febbraio 2006
Quando l'ormone è costretto a saziarsi di fantasie, ogni pallida speranza, anche quella più minuta e fioca all'orizzonte ha il potere di seppellire il buon senso, l'amor proprio e soprattutto l'istinto di autoconservazione.
Doverosa premessa: World Record in questi giorni sta raggiungendo delle vette inquietanti. Sarà che, causa improvvido infortunio, non si sta allenando più come una volta(la bimba invece di andare a sgambettare isterica come il 90% delle sue coetanee in costante guerra con l'adipe che si sbattono tra step, spinning, fisting, footing e poco fotting, si dedica alla più nobile ginnastica artistica), ma insomma qualche etto in più su un corpo già spaziale le hanno donato quella maturità di curve che saprebbe intostare pure l'acqua. I suoi morbidi pantaloni beige ringraziano, i miei duri zebedei pure.
Così qualche giorno fa, sostando oziosamente davanti alla bacheca posta dirimpetto alla macchinetta del caffè, il Catullo addita l'annuncio di un torneo di calciotto aziendale e mi fa: "Stanno organizzando un torneo anche da noi. Lo sta organizzando W.R."
Me lo guardo un po' stupito e gli chiedo: "W.R.? dici sul serio?"
"Sì sì, mi ha chiesto se voglio giocare."
Ovviamente un sordido impeto di gelosia mi invade al pensiero che W.R. non l'abbia chiesto prima a me. Ma si sa, sebbene abbia un buon rapporto di amicizia con il culo più bello del palazzo, passo per essere uno poco propenso all'attività fisica(con qualche determinante eccezione), io sono quello che scrive, suona, disegna...
"E tu che le hai detto?"
"E che dovevo dirle? che gioco ovviamente" e gli scappa una risata colpevole di vecchio laido concupiscente.
Il Catullo giocherà sì e no due volte l'anno. Fa piscina, questo gli va riconosciuto, ma alla sua età l'improvviso stress articolare derivante da una partita di calciotto - soprattutto se giocata a cazzo dritto e col pensiero rivolto all'allenatrice - può provocare danni fisici irreparabili, l'invalidità persino!
Così ho risposto? "Ma che sei scemo? Ma dove vai a giocare? Sei un porco: te faresti pure un incontro di pugilato con Tyson se fosse W.R. a chiedertelo. Tutto nella vana speranza di toccarle il culo!"
Ride smascherato, "Ovvio, mi fa, perchè te non giocheresti?"
"Solo se fa la massaggiatrice!"

Dopodichè torniamo nei nostri loculi, ma mi riservo di aprire il discorso a W.R. alla prima occasione. Naturalmente provoco la situazione quella stessa mattina, le dico: "Così hai deciso di mettere su una squadra di calciotto con i rifiuti solidi urbani di questo corridoio?"
"Eh sì" ride e io vorrei strizzarle una pera, ma mi mostro galantuomo.
"Ma come ti è venuta in mente questa cavolata, e poi tu che fai l'allenatrice"
Diventa straordinariamente rossa e dice: "Ma così per divertirsi e poi no, io non farei l'allenatrice, al massimo la ragazza pompon"
Il mio cervello bacato e arrazzato registra pompin e ribatte prontamente: "se fai la majorette" cambio termine per evitare la temibile gaffe "allora io vengo con la macchina fotografica alle partite!" le lancio uno sguardo alla jean gabin...
Arrossisce di nuovo "ah, no, o giochi o niente!"
"Faccio il fotografo ufficiale della squadra. Mi diverto sicuramente!"
Borbotta ancora qualcosa, ma non la sento tant'è la concentrazione visiva sul suo meraviglioso inguine e sul pensiero di vederla sgambettare natiche all'aria con qualche bastone da far roteare...(mi propongo fornitore dell'attrezzo)

Lascio tranquillamente che il Catullo vada a sudare per me, non credo che il suo afrore potrà conquistarla, peraltro avendolo visto giocare, son sicuro che non la conquisteranno neanche i suoi numeri da calciatore... è forte solo di testa.
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categoria:gnocca, catullo
venerdì, 24 febbraio 2006

Oggi formazione completa in assetto però da nonni congedanti: Big Pete, Luthero, Mr. Clarks, Yul Endit, Catullo e il Cesar Child a staff..

Formazione scazzata...oggi è venerdì 17 di un Febbraio infinito che tra ristrutturazioni aziendali ipotetiche e reali, addi ed arrivi, potenziali cambi di sede e fanta strutture organizzative ci ha logorato lo scroto, scheggiato il prepuzio e irritato il tramezzo!

Entrati presto in una mensa abbastanza desolata occupiamo due tavoli e addentiamo la sbobba...

In maniera crescente e piacevole intorno a noi si comincia a popolare di gonfia patte più o meno note; con Luthero e Mr Clarks, entrambi in fronte a me ci scambiamo coordinate aeronautiche a vicenda in modo da apprezzare via via gli arrivi, commentando e trovando conferme verbo-oculari che grazie al gioco di squadra(si coprono in questo modo tutti i 360° dello spazio attorno..) non lasciano adito a seccanti sviste.

Il gioco ci appassiona, lontano c'è The Body(le cui spalle da culturista fanno ben sperare Luthero sulle capacità di grip sul manico del corpulento figone)..io noto passare "quella da graffiato", una tipa un po sbiellata a causa dell'eccessivo abuso di cazzolina...ma che non perde la sua funzionalità, anzi vorremmo tutti essere la sua successiva dose di batacchio...Luthero attira l'attenzione anche su una delle sue preferite...una tipa zippata, tutta tette...moretta tira cazzi di prima cartella, e Mr Clark intravede ad una distanza da parsec una biondina sua vecchia conoscenza...Insomma siamo in forma, la prugna gira ed il pranzo scorre..quando arriva da Catullo la nota che tutti non avremmo voluto sentire...Seduto di fronte a me, quindi con visione a me complementare come Luthero; forse perchè già cazziato lungamente da me, Luthero e Clarks per la presenza di una tipa inchiavabile che fece l'errore di segnalare all'attenzione della Torcida...che ti fa??!!

CI SEGNALA l'ennesimo cancello!! Se ne esce con tono seriamente arrapato segnalando una tipa a sud est del mio culo ossia a h 10 di Luthero e Mr Clarks...ecco più o meno il suo virgolettato: " Ma che state a dì...guardate là...quella si che è da urlo"..etc..; guardo Luthero in faccia a me per una conferma immediata, ma quando lo vedo tra l'attonito e il corrucciato, mi giro e chi ti vedo...NO CHI TI VEDO???!! Porca troia, acc...mannagg e dannazzion..!! Cazzo Catullo c'è cascato di nuovo!!...con tutta la figa around con che cazzo va in stallo...??? Con una che è la copia anno 2000 di Gegia...si Gegia, ve la ricordate, l'"attrice" pugliese che faceva parte dello staff di Arbore e di quello di Banfi....insomma una tipa inchiavabile! L'unico film in cui me la ricordo, forse l'unico che ha fatto come comparsa per più di 5 min insieme a Bracardi(quello del Costanzo Show) è appunto "W la foca"(di N. Cicero, 1982), penso uno dei must del cinema trash di inizio anni 80.

Bene, esplicito ciò che è ormai il cruccio del resto della Torcida: Catullo soffre di sindrome attrattiva geronto-trashofila..insomma è attratto da cessi, preferibilmente con celluliti cadenti e volti con dermi simil pelle di mocassino usato!

A questo p.to urge correre ai ripari...gli diamo un'ultimimissima, ennesima chance(anche se come lui ben sà questa di Gegia era la sua ultima..dopo la bertuccia dalla pelle cadente ottuagenaria); al prossimo inciampo dovremo prendere seri provvedimenti...!

Con sdegno e sincera preoccupazione...

Big Pete

Allego per completezza foto di Gegia

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categoria:gnocca, catullo
venerdì, 27 gennaio 2006
Dopo l'infrasettimanale di coppa italia, oggi siamo tornati in formazione tipo: Mr. Clarks, il Catullo, Big Pete, Yul Endit, il sottoscritto e il dodicesimo uomo Child Cesar.

Una mensa scarsamente affollata, come spesso accade di venerdì, ma forse oggi ancor di più per via delle avverse condizioni metereologiche.
Si parlava, stranamente, di argomenti diversi dalla gnocca(tant'è che tutto ciò che ci siamo detti fino al cambio d'argomento non me lo ricordo).
Avevo davanti Big Pete e il Catullo che hanno trascorso tutta la prima parte del pasto a cercare di sbirciare le cosce di una tizia che mi stava alle spalle e sulla quale non posso esprimere giudizi, ho soltanto appreso che aveva delle belle bocce. Mi sono prodigato per risolvergli il problema simulando la caduta di una fetta di limone e chinandomi ho concesso  temporaneo campo aperto a Big Pete che però non è riuscito a concludere la misera missione.
Comunque finalmente la conversazione è decollata quando Big Pete, apparentemente senza motivo, ha sconsigliato di andare a puttane nella red-light zone di Amsterdam. "Cinquanta euro buttati!" Ha raccontato di esserci andato già pregiudicato mentalmente da assunzione di sostanze psicotrope, in ogni caso ha ribadito con forza il concetto. Sia io che Yul Endit abbiamo espresso l'idea che sono soldi buttati lì e altrove, finchè si può risolvere aggratise...
Dal momento che la sua critica era riferita alla parsimonia di posizioni offerte dalle professioniste e dalla sbrigatività dei modi, gli abbiamo fatto presente che proprio perchè stanno lì per lavoro e non fanno le missionarie, il livello di servizio corrisposto è direttamente proporzionale ai soldi scuciti. Se vuole sedute orali prolungate e un'antologia del Kamasutra deve investire un budget superiore.
Niente da fare, Big Pete è convinto che siano dovute a fare maggiore chiarezza sul tariffario perchè sono impiegate comunali e devono mettere al corrente il cliente su tutti i servizi disponibili e sui relativi costi.
Qui, come era giusto aspettarsi, è intervenuto d'autorità Mr. Clarks spiegando al contestatore che se si vogliono pretendere certi livelli di servizio bisogna prima redigere un capitolato provvido di dettagli, inviarlo alle suddette microimprese e valutare successivamente le proposte ecomiche e tecniche in risposta. Solo allora, a fronte di un percorso formale corretto, si potranno avanzare - a ragione - osservazioni, critiche e contestazioni e si potrà eventualmente adire le vie legali per ottenere giustizia e soddisfacimento secondo i modi e i tempi previsti. A questo proposito consiglio di includere in appendice al capitolato una tabella contenente sanzioni precise in base al livello di disservizio procurato dal fornitore. Ho idea che, in ragione della tipologia di merce commercializzata, il più delle volte le controvesie potranno essere appianate mediante pagamento in natura.

Si rende sempre più urgente l'individuazione della mandrucona per Big Pete, vorremmo tirarlo fuori da questo vortice oscuro, non tanto per le pratiche sessuali quanto per la salvaguardia del suo patrimonio. Purtroppo tra gnocca e droga non si sa mai cosa costa di più.

Se qualcuno avesse a portata di mano un capitolato anche in bozza per cominciare a lavorarci su, ci farebbe un gran servigio.


PS: Mr. Clarks mi ha invitato a occuparmi di una delicata pulzella biondo platino, di cui - manco a farlo apposta - si è infatuato Big Pete, che presumibilmente non ha ancora subito una sufficiente cura d'osso. Lo faremo, lo faremo, se la pulzella non la smontano nel giro dei prossimi giorni.
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categoria:gnocca, big pete
giovedì, 19 gennaio 2006
Dopo lo scombussolamento indotto dalla Piccari, che inevitabilmente produce delle code fantastiche per 24-72 ore, oggi di nuovo lucidi abbiamo potuto scandagliare la fauna della mensa.
Il Catullo e Mr. Clarks erano assenti, il secondo per una noiosa sgambatura di mezzodì, l'altro per ignoti motivi.
Così Big Pete, Yul Endit, Child Cesar ed io abbiamo occupato uno strategico tavolo nel centro della sala.
Il Catullo rimpiangerà di certo la sua assenza perchè giusto al tavolo accanto a noi c'era la sua bramata scimmia(quella che ci aveva timidamente indicato pochi mesi fa e che ancora gli rinfacciamo da bastardi quali siamo).
Child Cesar è una fucina di informazioni e mentre ci dirigevamo a mensa ci ha messo a conoscenza della fine del matrimonio di una tipa con cui volentieri ci faremmo separare Egisto ed Ernesto a colpi di lingua. Ovviamente l'informazione era vecchia e Child Cesar non ne ha tratto alcun vantaggio, a volte quel ragazzo avrebbe bisogno di una bella scrollata.
Comunque tornando a bomba, dopo aver annotato la presenza dell'antropomorfica fiamma del Catullo, cui Big Pete non ha risparmiato un paio di osservazioni, ci transita innanzi armata di vassoio e ancora incartata dal piumino The Body.
The Body è una quarantenne imponente - a occhio direi un metro e ottanta - con un fisico devastante.
Oggi portava un attillatissimo tailleur verde scuro che metteva in evidenza le paraboliche. Big Pete ha cacciato subito un rantolo indicandomela, e quando si è tolta il piumino mostrandoci il perfetto intaglio del culo sotto la gonna stretta ho rantolato anche io. Cazzo che corpo, ovviamente come tutte le medaglie(esclusa la Piccari), anche The Body ha un rovescio: the face.
La signora, sebbene sarebbe ingiusto definirla racchia, ha un volto discutibile, il tutto è stato disposto attorno ad un naso esteso come una vela da surf, ma è anche vero che quando si gira gli occhi difficilmente si soffermano sopra il collo... ha due bombe stratosferiche - almeno una quinta - e cazzo considerando l'età, stanno su come due pennoni.
Nei giorni di maggior calura estiva offre certe scollature che rischiano di provocarti un embolo. C'è chi fa nuoto e chi come Mr. Clarks fa novantaduemila chilometri l'anno di corsa, io allestirei un bell'ambientino con specchi alle pareti e moquette a terra e ci piazzerei dentro The Body come macchinario di fitness multiplo. Una come lei, come ha detto oggi Big Pete, "ti prende cazzo e palle e te li impasta fino a farli diventare una cosa unica, ti fa il cazzo come un quadro di Botero!"
Yul Endit è stato zitto tutto il tempo, ammiccando appena con gli occhi ai nostri commenti su The Body, inizialmente ho pensato che fosse dovuto al fatto che dandole le spalle non poteva godere del giunonico panorama, poi, quando ci siamo alzati mi sono accorto che alle nostre di spalle e quindi a favore dello sguardo di Yul Endit c'era la scucchiona con minigonna mozzafiato... altro corpo da capogiro - spiegato tanto silenzio...
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categoria:gnocca
martedì, 17 gennaio 2006
Chi ricorda uno dei primi hit degli Style Council, mitico gruppo del geniale e inossidabile Paul Weller?
Parecchi, ne sono sicuro, a chi non lo ricordasse consiglio di recuperarlo in giro ed ascoltarlo: pezzo gradevolissimo.
Mi capitava solo ieri di ragionare su una questione sovente dibattuta nel nostro piccolo clan di scellerati e riguardante il criterio di valutazione che applichiamo alle donne.
Ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero: pro-perfezione e pro-imperfezione.
Inutile dire che il Catullo, salvo rare occasioni, propende per la perfezione. Il motivo è da ricercarsi, a mio avviso, nella sua costante indecisione che gli impedisce di slanciarsi liberamente verso ciò che realmente lo attrae(foss'anche Maria Giovanna Elmi) e una certa immaturità sessuale che lo trattiene ancora all'epoca di Barbie. Inutile dire che io voto per l'imperfezione. Il periodo di Barbie è passato da un pezzo e le velleitarie manovre per scalfire la coriacea vulva della Mattel non hanno più molto senso.
Tra l'altre all'epoca avevo una perversa predilezione per Skipper(o come cazzo si chiamava), insomma la versione lolita. Sarà che ero più piccolo, ma intuivo in quella bamboletta di rincalzo un troione che Barbie neanche si sognava di imitare.
Immagino sia logico attraversare la fase Barbie et similia, abbiamo timore del giudizio altrui fintanto che non maturiamo un nostro gusto personale sufficientemente saldo da essere manifestato apertamente. Ma poi, per l'appunto, ci si evolve e si comincia a scrutare il mondo femminile alla ricerca della scintilla.
La scintilla checchè se ne dica, non scatta per un corpo statuario e un volto quasi sintetico. Ovviamente è impossibile non provare piacere nel guardare Monica Bellucci o donne di pari bellezza, ma la foja, quell'energia bruciante che ci sconvolge il basso ventre, scaturisce più frequentemente per un dettaglio insignificante: una voce roca(alla Barbara D'urso), un naso leggermente asimmetrico o lievemente storto, un occhio appena chiuso, dei denti impercettibilmente sporgente e soprattutto un vibrare sottocutaneo intenso.
Nel testo di un brano dei TOOL(gruppo rock non eccessivamente conosciuto) c'è una frase che sintetizza magnificamente questo concetto:
"Finding beauty in the dissonance"
Questa è la radice dell'eros, la pietrina che procura la scintilla. Molto più eccitante il confuso al netto, il celato al manifesto, l'imperfezione alla fredda plasticità di un corpo statuario. Datemi due mammelle consumate, ma ancora seriche e in attesa di saliva, datemi una gamba arcuata e un viso provato, datemi una miope dall'occhio appena strizzato, datemi una bocca socchiusa e tenetevi tutte quelle cazzo di Barbie buone per carnificare una bambola gonfiabile.
E allora che c'entra la canzone di cui al titolo?
C'entra perchè, proprio nel periodo della mia vita in cui maggiormente sono convinto di certe affermazioni, proprio stamattina, poco prima di iniziare a scrivere questo post, incrocio alla macchinetta la Piccari!
Maremma maiala, ogni convinzione si discioglie miseramente dinanzi alla number 1 dell'edificio.
Ella, benedetta dalla natura, è una topa di proporzioni bibliche, è LA TOPA.
Un culo alto che neanche il conte Mascetti avrebbe mai potuto ambire, due cosce che sono due colonne, perfettamente intubate in eleganti pantaloni scuri, un busto che neanche i bronzi di Riace, con due poppe che sembrano un omaggio ai sette colli di roma e un viso che madonna santa ci si dovrebbe scrivere a fiotti la divina commedia. Bella come poche cose al mondo, bona come lo stracchino di nonno nanni, appetitosa come una fiorentina da un chilo e due e troia infame, pure sorridente. Se è vero che chi se la tira se la strappa, lei sfugge a questa regola.
Mi incrocia mentre cerco di ascoltare - stentatamente - discorsi dei miei compagni di caffè, non la conosco, ma mi sorride e accenna un saluto.
Ho un groppo in gola e arriva diretto dalle mutande. Ricambio il sorrido, ma nel mio si legge, se ti piglio ti pisto come l'uva, ti sconocchio che bisogna rimetterti insieme tipo un puzzle della Ravensburger, ti mollo solo quando ho le palle ridotte a due prugne secche della california! Oggi ha anche i capelli acconci magnificamente, perfetti per ripulirsi il testone.

Chi dice che la perfezione è un limite, è un gran coglione.
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categoria:general, gnocca
giovedì, 12 gennaio 2006
Quest'oggi a pranzo eravamo solo Yul Endit, il Catullo ed io. Stranamente non abbiamo parlato di gnocca a sufficienza per tirare fuori - con rispetto parlando - un post.
Big Pete non si è proprio presentato in ufficio, sarà sicuramente andato a donnacce, Mr. Clarks aveva una partita a tennis(i suoi impegni tra Rotary e Country Club si fanno più frequenti quando le giornate lo consentono).
Questa temporanea mancanza di spunti freschi mi offre quindi la possibilità di scrivere di un tema attorno al quale, in passato, ci siamo più volte soffermati.
Beninteso che ogni ambiente lavorativo fa storia a sè, è tuttavia molto comune la coabitazione forzata tra maschi e femmine ancora sessualmente attivi.
Di per sè questo non appare - e non dovrebbe essere - un problema, ma cosa accade quando una scintilla erotica si manifesta improvvisamente?
Immagino che il discorso, malgrado le classiche reticenze e ipocrisie, sia perfettamente speculare dal punto di vista femminile, io ovviamente parlerò di noi "pendolari".
Mi ritengo, checché se ne possa pensare leggendo questo blog, una persona seria e irreprensibile, ma il glande vive in una dimensione tutta sua e sono quindi soggetto alle sue impennate come il più volgare dei puttanieri(benedetti attivisti!).
Ci sono due aspetti che mi preme sviscerare, e forse uno dei due è solo una inevitabile conseguenza del primo.
Il punto è che se ci capita di frequentare inevitabilmente qualche tocco di gnocca da urlo, una di quelle che ce lo intosta a ogni occhiata, le convenzioni sociali e il pregiudizio ci costringono a non esternare la sensazione per evitare ignobili starnazzi, magre figure e più serie conseguenze.
Sì, perchè se non si è nell'ambito di un corteggiamento, un complimento ad una donna è difficile manifestarlo se non si vuole rischiare di essere fraintesi.
Se io ora mi alzassi e mi recassi nella stanza del culo più bello del corridoio( W.orld R.ecord n.d.l.), mi piazzassi davanti ad ella e pronunciassi la seguente frase: "W. te lo devo dire sennò scoppio, hai un sedere meraviglioso e trovo che tu sia una ragazza fantastica. Non ti nascondo che mi arrazzo spesso pensandoti o vedendoti.", sconvolgerei i destini della giornata, il garbato rapporto di stima e gentilezza che c'è tra noi e la mia reputazione di persona seria da qui all'età pensionabile. E garantito, nessuno - men che meno lei - riuscirebbe a credere alla mia buona fede e all'assenza di secondi fini(non fraintendete, se ricambiasse il pensiero starei nella merda, ma è impossibile)
Questa cosa è sistematica, provate a fare un complimento fisico ad una qualsiasi persona che non sia nel mirino del vostro prepuzio e poi ditemi.
Le donne sono convinte che l'apprezzamento fisico sia sinonimo di avance, e sappiamo tutti che è un'ipocrisia anche questa. Sappiamo tutti che desideriamo e apprezziamo con gli occhi e con gli ormoni anche ciò che non prenderemmo mai in considerazione con il cuore o con il cervello.
Il nostro corpo desidera perchè funziona, è per quello che c'hanno dato un chilo e spicci di materia cerebrale. Ma in questa società del cazzo queste considerazioni raramente vengono tenute presenti.
Così se io incrocio una gnocca e ho solo desiderio di esprimere il mio vivo e sincero apprezzamento, rischio di passare per un maniaco, un puttaniere o uno stronzo. La frustrazione inevitabilmente ingrossa capocchia e zebedei.
La seconda questione, che evidentemente è legata alla prima, riguarda i casi in cui la gnocca di turno non solo è abitualmente sotto i nostri occhi, ma addirittura nella nostra sfera di frequentazione forzata. Nella mia stanza - fortunatamente o sfortunatamente secondo il modo di intepretare la questione - siamo solo maschi e questo semplifica le relazioni quotidiane, ma se ci fosse una gnocca quanto ne saremmo condizionati? Come parlare di patata quando accanto hai un paio di cosce pronte all'occhio o delle tette che reclamano una lingua? Come guardarla serenamente in volto quando sotto la scrivania c'è uno spazio fatto apposta per ospitarla in ginocchio?
A me capita di lavorare con delle ragazze, lavorano per me - ma non illudetevi parliamo di lavoro informatico, non ginnico o idraulico - e tutto sommato il livello fisico non è eccelso, così non sono costretto ad affrontare l'argomento, ma c'è chi si ritrova a lavorare con delle fiche strepitose e immagino che al di là del sollucchero delle pupille, la cosa non sia semplicissima da gestire a livello inguinale.
Sarebbe opportuno poter dire: "Ohi, non te la prendere se mi becchi a squadrarti il culo o le poppe, non è colpa mia se porti in giro tutta quella roba. Non devi vederci niente di più che un sano apprezzamento eterologo." Rasserenerebbe l'ambiente e non produrrebbe quell'elettricità negativa, quella tensione e quella logica del sospetto che altera la quotidianità.
Ci complichiamo la vita lasciandoci dominare dall'educazione, dalle convenzioni sociali, dalle paure. Avviene in ufficio e avviene anche nella vita normale, quando ci capita tra le conoscenze un'arrossacappella cui non possiamo dichiarare serenamente il nostro pensiero senza rischiare di essere linciati. Così per evitare di essere demoliti moralmente, portiamo a casa mutande maculate e palle dure come cocchi, fa male, fa molto male.
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categoria:general, gnocca
mercoledì, 11 gennaio 2006
Uno scioglilingua cretino che ripetevamo fino alla noia a un nostro compagno di classe soprannominato Tatte(non ricordo un cazzo di perchè per questo soprannome idiota).
Da un paio di giorni mi è arrivato, tramite losche conoscenze, un giochino excel basato su tette famose. Bisogna semplicemente indovinare dalle foto cui è stato cancellato il viso, le celebri proprietarie delle poppe.
Il giochino è devastante, uno di quei trip che ti assorbe giornate rapidamente. Mi sono sentito immediatamente in obbligo di girare la tenzone agli altri ceffi.
Mentre il sottoscritto a forza di tentativi, reminescenze adolescenziali e intuizioni inquietanti ha già superato abbondantemente quota 20, non sono certo dei risultati ottenuti dagli altri.
Ognuno poi ha il suo stile e indubitabilmente le sue difficoltà:
- Mr. Clarks snobberà di certo il giochino, ma gli mollerà qualche sguardo laido quando il cerebroleso compagno di stanza sarà ingiustificatamente assente.
- Yul Endit, se mai si cimenterà, lo farà col distacco che lo contraddistingue, con l'occhio traverso e un annoiato digitare, uno due giorni e poi puah.
- Big Pete cercherà di sminuire o denigrare il valore del giochino perchè è quello che ha più da perdere, ancora si ricorda con stupore un improbabile punteggio raggiunto su un quiz legato alle esperienze sessuali. Fallire nel riconoscimento delle borracce dell'amore lo metterebbe in serio pericolo. Rovisterà il web e poi con ostentata indifferenza sparerà un punteggio assurdo(ma fra quattro cinque mesi)
- Il Catullo sarebbe il più curioso da spiare per 3 motivi:
    a) il suo monitor è perfettamente orientato verso l'entrata della stanza e quindi deve badare che nessuno lo bambi
    b) nella sua stanza ci sono due pulzelle, di cui una affetta da mastomegalite congenita e l'altra da mastomicrolite agonistica, ergo deve anche fare in modo che non lo becchino le due colleghe(tra l'altro hanno una stima smodata per il Catullo che passa per essere un bravo guaglione)
    c) è il più avvelenato di tutti, se non fosse per i punti a) e b) passerebbe l'intera giornata lavorativa a studiare quelle combinazioni magiche di pixel, indipendentemente dalla soluzione...

Fra un paio di giorni, manderò una mail di audit e cercherò di rastrellare gli avanzamenti, spero che la lettura anticipata di questo post non li induca a mentire, sarebbe ancora più avvilente scorgere la menzogna nelle loro risposte.

Vado a dare una ripassata alla carrellata di bombe!
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categoria:gnocca
lunedì, 09 gennaio 2006
E così siamo di nuovo alla gogna.
Mi sono trovato un paio di messaggi privati di lettori che chiedevano notizie della mia scomparsa. Beh, innanzitutto grazie per l'attenzione, ma senza girare troppo il can per l'aia, sono solito scrivere quando si verificano almeno le seguenti due condizioni:

a) sono in ufficio
b) ho qualcosa da raccontare

negli ultimi giorni questo connubio non si è mai verificato, quindi niente post.

Al terzo messaggio invece, di un lettore/lettrice che criticava il tono del blog, non posso rispondere molto. Questo è. Racconto in forma leggermente artefatta quanto ci si dice tra noi quotidianamente. Se questo rappresenti cronaca, follia o semplice esibizionismo non mi riguarda. Ognuno se ne farà l'opinione che vuole. Posso solo dire che, ad eccezione di quel Bukowsky in erba rappresentato da Big Pete, al momento gli altri protagonisti stabili dei post sono persone comunemente giudicate normali, con un rapporto eterologo saldo e che potrebbero persino donare il sangue, sebbene stando ai racconti, preferirebbero di gran lunga donare il seme.

Ma veniamo ad oggi.

Tornati dai bagordi familiari, ci siamo ritrovati a mensa. Eravamo i soliti cinque: Big Pete, Mr. Clarks, Il Catullo, Yul Endit e me.

In realtà discorrevamo di massimi sistemi, dell'opportunità o meno di mettere al mondo dei figli, visto che la maggior parte delle coppie della nostra età che mi è capitato di frequentare recentemente ha le palle girate o per i fastidi di una nuova gravidanza o per le rotture di coglioni degli impiastri già nati.
Il conflitto è massimo quando si cerca di far conciliare il desiderio di tranquillità e di stravacco mentale, con l'impietoso orologio biologico che impone alle donne di sgravare entro una certa...

Comunque trangugiavamo avidamente il nostro pasto celiando su queste minchiate da pausa mensa quando Mr. Clarks richiama la mia attenzione a ore 14:30. Il Catullo aveva già scapocciato un paio di volte, segno che era davvero qualcosa di notevole. Volto la crania in direzione e incrocio una paio di cosce accavallate con calza nera velata infilate in stivaletti a modino. L'incrocio dei cosciotti era purtroppo schermato dalla minigonna, salgo ancora qualche centimetro e mi ritrovo un busto già visto. Mr. Clarks mi fa notare che in uno stiracchiamento di metà pasto il suddetto busto aveva regalato uno sballottio di minne da urlo. E' la scucchiona! Sta in una forma smagliante - da stupro - come sottolinea elegantemente Mr. Clarks. La scucchiona è una gnocca da urlo, corpo perfetto e di solito inguainato come si conviene, buon gusto e niente eccessi. Tra natiche, cosce e tette farebbe impallidire parecchie patacche da televisione, ahimè - e questo è il motivo per cui frequenta la nostra mensa anzichè qualche elegante ristorante in centro - ha un viso grazioso ma con porta spicci. Nel senso che il mento e la parte inferiore della bocca stanno qualche centimetro avanti. Intendiamoci, questo le ha impedito di finire su qualche rivista di moda(tutto da verificare tra quelle di autoscatto), ma a mio giudizio la peculiarità è sfruttabile alla grande. Raramente infatti capita di avere una capoccia di quel livello con salvagoccia integrato. La bimba al momento giusto è in grado di non disperdere nulla del prezioso sciroppo. E che si sia nutrita ripetutamente del proteico nettare è indubbio a giudicare da come è cresciuta. Mentre discorrevamo su questo bell'opscional, Big Pete - ancora intriso degli eccessi natalizi - ha sentenziato al passare di una tipa dal culo alto come l'Everest che l'avrebbe scocciata di gran gusto - "solo nel culo" - ha aggiunto parco, "ma magari con il calzante per aumentare l'effetto intrusivo del diabolico attrezzo!"
A quel punto mi sono sentito in dovere di suggerirgli una visita da Ikea, dove solo qualche giorno fa, ho visto in vendita degli splendidi calzanti lunghi più di un metro per infilare le scarpe senza chinarsi.
Ovviamente come Ikea insegna, le caratteristiche di un oggetto possono essere adattate ad ogni esigenza, e son sicuro che Big Pete e la culona di cui sopra saprebbero sfruttare la lunghezza del calzante, sia eretti che a pigrecomezzi.

Questi svedesi!
postato da: luthero alle ore 14:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:general, gnocca
giovedì, 29 dicembre 2005
In ufficio non c'è un cane, ma proprio nessuno. E dire che 'sto posto è sempre pieno zeppo di cani.
Arrivo con comodo, parcheggio con comodo e mi faccio i cazzi miei per un paio d'ore. Quando mi urge il bisogno di fare la cacca e mi avvio per il lugubre corridoio. Incrocio lo sguardo di Mr. Clarks arrivato fresco fresco(e oggi è proprio il caso di dirlo). Gli do appuntamento per un caffè dopo lo scacarcio, annuisce.
Quando torno ci infognamo in due mail lavorative di una cagacazzi che vuole farci rimporre la chiusura d'anno. Sarebbe meglio che si occupasse della sua apertura d'ano invece. La chiamo immediatamente per evitare ulteriori strascichi di queste infami catene di sant'antonio che ti fanno solo imprecare nei confronti dei suoi compagni di paradiso.
Mentre termino la telefonata e Mr. Clarks si alza per andare alla macchinetta, irrompe la Pina, una commerciale di origini partenopee che ho ripetutamente segnalato a Mr. Clarks per una doverosa pistata post meridiana. Non è quel che si dice una strafiga, ma ha tutti i tratti somatici della stracciafiletto.
E c'ha pure due discrete bombe, almeno a giudicare dal gonfiore dei maglioni. Si insinua come un'anguilla nella nostra discussione, abituata evidentemente a vedere anguille insinuarsi... e ci tocca portarcela alla macchinetta.
E' chiaramente attratta da Mr. Clarks che però non gli concede mai abbastanza credito, anche perchè al pianerottolo, col culo adagiato al davanzale di una finestrona, c'è una delle meglio poppute ragazze di questo palazzo. Una di quelle chicche dall'occhio vitreo di carpa.
Mentre la Pina tiene sotto sguardo fisso Mr. Clarks e blatera di un viaggio a Praga(memore degli sconquassi prodotti da Rocco) io posso concedere pesanti occhiate alla popputa. Parlotta con altre due tipe appena sopra la soglia di un citofono. Porta una gonnellina a mezza coscia che lascia intravedere una buona tornitura sotto calza nera velata, fino all'ingresso del polpaccio in stivaletti a mezza gamba. Ma lo spettacolo è evidentemente sopra la vita dove un morbido maglione di lana bianca esplode con due colli degni dell'aventino e del palatino. E la ragazza arriverà a malapena a 23, 24 anni, con tanto ancora da dare al mondo e con una pella a occhio e croce tesa come un tamburo.
Ha un visetto niente male e una evidentissima miopia che dietro gli occhialetti da revisionare la costringe ad un continuo strizzare degli occhi per mettere a fuoco, avrebbe bisogno di un bel collirio...
Mr. Clarks porge la recchia alla Pina, ma la pupilla la aggira come una punizione di baggio per squadrare la popputa e la Pina, commerciale tutto sommato sveglia, lo tana perentoriamente: "Eh, ma così non si fa, stai parlando con me!", sorride comunque complice.
Mr. Clarks annaspa, cercando di fare lo gnorri, ma lei lo incalza(fors'anche gelosa), "Non hai mai fatto corsi di comunicazione?"
"Ma io ti sto ascoltando Pina" prova a giustificarsi. "Non basta, devi anche guardarmi..."
Io mi faccio i cazzi miei e continuo a studiare cosce e maglione gustandomi meglio il caffe'.
La Pina soprassede e continua a parlare di Praga, mentre Mr. Clarks - con la coda tra le zampe -  come un cagnolino sgridato, si costringe a guardarla controvoglia.

Ma dico io, visto il tempo anche appropriato e il corridoio vuoto, invece di perdersi inutilmente a guardare una popputa su cui probabilmente non si ha nessun ascendente erotico nè alcun potere "commerciale", non converrebbe a Mr. Clarks portarsi la Pina(sua commerciale) in ufficio e farle vedere qualche fiotto di neve?
postato da: luthero alle ore 10:07 | Permalink | commenti (5)
categoria:gnocca