martedì, 24 gennaio 2006
In questi giorni, sarà il freddo pungente o un calo letargico del desiderio sessuale, ci troviamo spesso a parlare di argomenti disordinati e di non produrre quindi sufficiente ciccia per un post degno di tale nome. Sono tranquillo e sicuro che la gnocca tornerà in auge presto, e comunque nella disperazione i nostri radi neuroni maschili potrebbero sempre gettarsi sul calcio.
Oggi, anzi da ieri a voler esser sinceri, è ricomparsa in ufficio una mandola notevole di cui credo aver parlato in occasione del post "W.orld R.ecord", ma non ci siamo soffermati più di tanto a commentare, neanche il Catullo che di solito scapoccia volentieri al suo passaggio.
Comunque ripensavo a un discorso ascoltato domenica scorsa. Un neo-genitore parlava a braccio della sua meravigliosa esperienza di padre, delle fantastiche sensazioni che il figlio gli regala quotidianamente quando improvvisamente - senza apparente ragione - ha precisato che neanche per tutto l'oro del mondo si sognerebbe di averne un altro.
La cosa non mi sorprende affatto, ultimamente non assisto che a questi strampalati e contraddittori monologhi(maschi e femmine nello stesso calderone), ma ciò che mi ha lasciato evidentemente strascico è stato il cipiglio con cui il neo-papà sottolineava questo concetto. Si è perfino profuso in una dettagliata descrizione dell'ultimo tipo di operazione atta a rendere sterile l'uomo.
"Ti fanno due forellini vero?" gli è stato chiesto
"No! quello prima, ora te ne fanno uno solo e con un lacciolo ti chiudono entrambi i canali"
Dopo aver anche snocciolato condizioni, tempi di recupero(2 mesi dalle analisi preliminari alla fine della convalescenza) e soldi necessari 5000 euro "l'intervento non te lo passano mica", ha con serio rammarico spiegato che se si vuole ripristinare la piena funzionalità è necessario un intervento chirurgico con ricostruzione dei due canali perchè a seguito dell'occlusione si avvia un processo di atrofizzazione.
Il rammarico e il discorso di un eventuale ripristino dopo che si è deciso per il primo intervento non mi sembrava particolarmente logico e ho commentato il fatto che chi decide per l'intervento è improbabile che torni indietro, di alternative ce ne sono, perchè non usare un semplice preservativo se ci si vuole lasciare aperta ogni possibilità?
E lui, il neo-papà, mentre il figlio sorridente e ancora barcollante gli camminava accanto, mi precisava che alla sua età il preservativo non è più indicato, non gli piace, non è adatto...

MAVAFFANCULO! sarai una persona confusa? ma che cazzo dici? e tu vai sotto i ferri per non infilarti un preservativo??? sei un malato cazzo. e magari ci rivai pure perchè ci ripensi??? ma mettiti una tip-top per biciclette su quell'immeritata appendice.

Poi però con fare sornione e astuto ha annunciato al mondo che a fine anno verrà commercializzato il pillolo che risolverà ogni problema, perchè a differenza dell'anticoncezionale femminile non ha effetti collaterali. Io ho volto lo sguardo altrove. Immagino che anche quando fu immessa in commercio la prima pillola non si conoscessero gli effetti collaterali...

evviva il papà felice, così felice, ma così felice che sta pensando di farsi legare il cazzo.

Io che di figli non ne ho e per il momento non voglio averne, nella mia mesta solitudine riesco a non farmi tutte queste pippe mentali, su quelle fisiche non ho preclusioni.
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categoria:general
martedì, 17 gennaio 2006
Chi ricorda uno dei primi hit degli Style Council, mitico gruppo del geniale e inossidabile Paul Weller?
Parecchi, ne sono sicuro, a chi non lo ricordasse consiglio di recuperarlo in giro ed ascoltarlo: pezzo gradevolissimo.
Mi capitava solo ieri di ragionare su una questione sovente dibattuta nel nostro piccolo clan di scellerati e riguardante il criterio di valutazione che applichiamo alle donne.
Ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero: pro-perfezione e pro-imperfezione.
Inutile dire che il Catullo, salvo rare occasioni, propende per la perfezione. Il motivo è da ricercarsi, a mio avviso, nella sua costante indecisione che gli impedisce di slanciarsi liberamente verso ciò che realmente lo attrae(foss'anche Maria Giovanna Elmi) e una certa immaturità sessuale che lo trattiene ancora all'epoca di Barbie. Inutile dire che io voto per l'imperfezione. Il periodo di Barbie è passato da un pezzo e le velleitarie manovre per scalfire la coriacea vulva della Mattel non hanno più molto senso.
Tra l'altre all'epoca avevo una perversa predilezione per Skipper(o come cazzo si chiamava), insomma la versione lolita. Sarà che ero più piccolo, ma intuivo in quella bamboletta di rincalzo un troione che Barbie neanche si sognava di imitare.
Immagino sia logico attraversare la fase Barbie et similia, abbiamo timore del giudizio altrui fintanto che non maturiamo un nostro gusto personale sufficientemente saldo da essere manifestato apertamente. Ma poi, per l'appunto, ci si evolve e si comincia a scrutare il mondo femminile alla ricerca della scintilla.
La scintilla checchè se ne dica, non scatta per un corpo statuario e un volto quasi sintetico. Ovviamente è impossibile non provare piacere nel guardare Monica Bellucci o donne di pari bellezza, ma la foja, quell'energia bruciante che ci sconvolge il basso ventre, scaturisce più frequentemente per un dettaglio insignificante: una voce roca(alla Barbara D'urso), un naso leggermente asimmetrico o lievemente storto, un occhio appena chiuso, dei denti impercettibilmente sporgente e soprattutto un vibrare sottocutaneo intenso.
Nel testo di un brano dei TOOL(gruppo rock non eccessivamente conosciuto) c'è una frase che sintetizza magnificamente questo concetto:
"Finding beauty in the dissonance"
Questa è la radice dell'eros, la pietrina che procura la scintilla. Molto più eccitante il confuso al netto, il celato al manifesto, l'imperfezione alla fredda plasticità di un corpo statuario. Datemi due mammelle consumate, ma ancora seriche e in attesa di saliva, datemi una gamba arcuata e un viso provato, datemi una miope dall'occhio appena strizzato, datemi una bocca socchiusa e tenetevi tutte quelle cazzo di Barbie buone per carnificare una bambola gonfiabile.
E allora che c'entra la canzone di cui al titolo?
C'entra perchè, proprio nel periodo della mia vita in cui maggiormente sono convinto di certe affermazioni, proprio stamattina, poco prima di iniziare a scrivere questo post, incrocio alla macchinetta la Piccari!
Maremma maiala, ogni convinzione si discioglie miseramente dinanzi alla number 1 dell'edificio.
Ella, benedetta dalla natura, è una topa di proporzioni bibliche, è LA TOPA.
Un culo alto che neanche il conte Mascetti avrebbe mai potuto ambire, due cosce che sono due colonne, perfettamente intubate in eleganti pantaloni scuri, un busto che neanche i bronzi di Riace, con due poppe che sembrano un omaggio ai sette colli di roma e un viso che madonna santa ci si dovrebbe scrivere a fiotti la divina commedia. Bella come poche cose al mondo, bona come lo stracchino di nonno nanni, appetitosa come una fiorentina da un chilo e due e troia infame, pure sorridente. Se è vero che chi se la tira se la strappa, lei sfugge a questa regola.
Mi incrocia mentre cerco di ascoltare - stentatamente - discorsi dei miei compagni di caffè, non la conosco, ma mi sorride e accenna un saluto.
Ho un groppo in gola e arriva diretto dalle mutande. Ricambio il sorrido, ma nel mio si legge, se ti piglio ti pisto come l'uva, ti sconocchio che bisogna rimetterti insieme tipo un puzzle della Ravensburger, ti mollo solo quando ho le palle ridotte a due prugne secche della california! Oggi ha anche i capelli acconci magnificamente, perfetti per ripulirsi il testone.

Chi dice che la perfezione è un limite, è un gran coglione.
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categoria:general, gnocca
giovedì, 12 gennaio 2006
Quest'oggi a pranzo eravamo solo Yul Endit, il Catullo ed io. Stranamente non abbiamo parlato di gnocca a sufficienza per tirare fuori - con rispetto parlando - un post.
Big Pete non si è proprio presentato in ufficio, sarà sicuramente andato a donnacce, Mr. Clarks aveva una partita a tennis(i suoi impegni tra Rotary e Country Club si fanno più frequenti quando le giornate lo consentono).
Questa temporanea mancanza di spunti freschi mi offre quindi la possibilità di scrivere di un tema attorno al quale, in passato, ci siamo più volte soffermati.
Beninteso che ogni ambiente lavorativo fa storia a sè, è tuttavia molto comune la coabitazione forzata tra maschi e femmine ancora sessualmente attivi.
Di per sè questo non appare - e non dovrebbe essere - un problema, ma cosa accade quando una scintilla erotica si manifesta improvvisamente?
Immagino che il discorso, malgrado le classiche reticenze e ipocrisie, sia perfettamente speculare dal punto di vista femminile, io ovviamente parlerò di noi "pendolari".
Mi ritengo, checché se ne possa pensare leggendo questo blog, una persona seria e irreprensibile, ma il glande vive in una dimensione tutta sua e sono quindi soggetto alle sue impennate come il più volgare dei puttanieri(benedetti attivisti!).
Ci sono due aspetti che mi preme sviscerare, e forse uno dei due è solo una inevitabile conseguenza del primo.
Il punto è che se ci capita di frequentare inevitabilmente qualche tocco di gnocca da urlo, una di quelle che ce lo intosta a ogni occhiata, le convenzioni sociali e il pregiudizio ci costringono a non esternare la sensazione per evitare ignobili starnazzi, magre figure e più serie conseguenze.
Sì, perchè se non si è nell'ambito di un corteggiamento, un complimento ad una donna è difficile manifestarlo se non si vuole rischiare di essere fraintesi.
Se io ora mi alzassi e mi recassi nella stanza del culo più bello del corridoio( W.orld R.ecord n.d.l.), mi piazzassi davanti ad ella e pronunciassi la seguente frase: "W. te lo devo dire sennò scoppio, hai un sedere meraviglioso e trovo che tu sia una ragazza fantastica. Non ti nascondo che mi arrazzo spesso pensandoti o vedendoti.", sconvolgerei i destini della giornata, il garbato rapporto di stima e gentilezza che c'è tra noi e la mia reputazione di persona seria da qui all'età pensionabile. E garantito, nessuno - men che meno lei - riuscirebbe a credere alla mia buona fede e all'assenza di secondi fini(non fraintendete, se ricambiasse il pensiero starei nella merda, ma è impossibile)
Questa cosa è sistematica, provate a fare un complimento fisico ad una qualsiasi persona che non sia nel mirino del vostro prepuzio e poi ditemi.
Le donne sono convinte che l'apprezzamento fisico sia sinonimo di avance, e sappiamo tutti che è un'ipocrisia anche questa. Sappiamo tutti che desideriamo e apprezziamo con gli occhi e con gli ormoni anche ciò che non prenderemmo mai in considerazione con il cuore o con il cervello.
Il nostro corpo desidera perchè funziona, è per quello che c'hanno dato un chilo e spicci di materia cerebrale. Ma in questa società del cazzo queste considerazioni raramente vengono tenute presenti.
Così se io incrocio una gnocca e ho solo desiderio di esprimere il mio vivo e sincero apprezzamento, rischio di passare per un maniaco, un puttaniere o uno stronzo. La frustrazione inevitabilmente ingrossa capocchia e zebedei.
La seconda questione, che evidentemente è legata alla prima, riguarda i casi in cui la gnocca di turno non solo è abitualmente sotto i nostri occhi, ma addirittura nella nostra sfera di frequentazione forzata. Nella mia stanza - fortunatamente o sfortunatamente secondo il modo di intepretare la questione - siamo solo maschi e questo semplifica le relazioni quotidiane, ma se ci fosse una gnocca quanto ne saremmo condizionati? Come parlare di patata quando accanto hai un paio di cosce pronte all'occhio o delle tette che reclamano una lingua? Come guardarla serenamente in volto quando sotto la scrivania c'è uno spazio fatto apposta per ospitarla in ginocchio?
A me capita di lavorare con delle ragazze, lavorano per me - ma non illudetevi parliamo di lavoro informatico, non ginnico o idraulico - e tutto sommato il livello fisico non è eccelso, così non sono costretto ad affrontare l'argomento, ma c'è chi si ritrova a lavorare con delle fiche strepitose e immagino che al di là del sollucchero delle pupille, la cosa non sia semplicissima da gestire a livello inguinale.
Sarebbe opportuno poter dire: "Ohi, non te la prendere se mi becchi a squadrarti il culo o le poppe, non è colpa mia se porti in giro tutta quella roba. Non devi vederci niente di più che un sano apprezzamento eterologo." Rasserenerebbe l'ambiente e non produrrebbe quell'elettricità negativa, quella tensione e quella logica del sospetto che altera la quotidianità.
Ci complichiamo la vita lasciandoci dominare dall'educazione, dalle convenzioni sociali, dalle paure. Avviene in ufficio e avviene anche nella vita normale, quando ci capita tra le conoscenze un'arrossacappella cui non possiamo dichiarare serenamente il nostro pensiero senza rischiare di essere linciati. Così per evitare di essere demoliti moralmente, portiamo a casa mutande maculate e palle dure come cocchi, fa male, fa molto male.
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categoria:general, gnocca
lunedì, 09 gennaio 2006
E così siamo di nuovo alla gogna.
Mi sono trovato un paio di messaggi privati di lettori che chiedevano notizie della mia scomparsa. Beh, innanzitutto grazie per l'attenzione, ma senza girare troppo il can per l'aia, sono solito scrivere quando si verificano almeno le seguenti due condizioni:

a) sono in ufficio
b) ho qualcosa da raccontare

negli ultimi giorni questo connubio non si è mai verificato, quindi niente post.

Al terzo messaggio invece, di un lettore/lettrice che criticava il tono del blog, non posso rispondere molto. Questo è. Racconto in forma leggermente artefatta quanto ci si dice tra noi quotidianamente. Se questo rappresenti cronaca, follia o semplice esibizionismo non mi riguarda. Ognuno se ne farà l'opinione che vuole. Posso solo dire che, ad eccezione di quel Bukowsky in erba rappresentato da Big Pete, al momento gli altri protagonisti stabili dei post sono persone comunemente giudicate normali, con un rapporto eterologo saldo e che potrebbero persino donare il sangue, sebbene stando ai racconti, preferirebbero di gran lunga donare il seme.

Ma veniamo ad oggi.

Tornati dai bagordi familiari, ci siamo ritrovati a mensa. Eravamo i soliti cinque: Big Pete, Mr. Clarks, Il Catullo, Yul Endit e me.

In realtà discorrevamo di massimi sistemi, dell'opportunità o meno di mettere al mondo dei figli, visto che la maggior parte delle coppie della nostra età che mi è capitato di frequentare recentemente ha le palle girate o per i fastidi di una nuova gravidanza o per le rotture di coglioni degli impiastri già nati.
Il conflitto è massimo quando si cerca di far conciliare il desiderio di tranquillità e di stravacco mentale, con l'impietoso orologio biologico che impone alle donne di sgravare entro una certa...

Comunque trangugiavamo avidamente il nostro pasto celiando su queste minchiate da pausa mensa quando Mr. Clarks richiama la mia attenzione a ore 14:30. Il Catullo aveva già scapocciato un paio di volte, segno che era davvero qualcosa di notevole. Volto la crania in direzione e incrocio una paio di cosce accavallate con calza nera velata infilate in stivaletti a modino. L'incrocio dei cosciotti era purtroppo schermato dalla minigonna, salgo ancora qualche centimetro e mi ritrovo un busto già visto. Mr. Clarks mi fa notare che in uno stiracchiamento di metà pasto il suddetto busto aveva regalato uno sballottio di minne da urlo. E' la scucchiona! Sta in una forma smagliante - da stupro - come sottolinea elegantemente Mr. Clarks. La scucchiona è una gnocca da urlo, corpo perfetto e di solito inguainato come si conviene, buon gusto e niente eccessi. Tra natiche, cosce e tette farebbe impallidire parecchie patacche da televisione, ahimè - e questo è il motivo per cui frequenta la nostra mensa anzichè qualche elegante ristorante in centro - ha un viso grazioso ma con porta spicci. Nel senso che il mento e la parte inferiore della bocca stanno qualche centimetro avanti. Intendiamoci, questo le ha impedito di finire su qualche rivista di moda(tutto da verificare tra quelle di autoscatto), ma a mio giudizio la peculiarità è sfruttabile alla grande. Raramente infatti capita di avere una capoccia di quel livello con salvagoccia integrato. La bimba al momento giusto è in grado di non disperdere nulla del prezioso sciroppo. E che si sia nutrita ripetutamente del proteico nettare è indubbio a giudicare da come è cresciuta. Mentre discorrevamo su questo bell'opscional, Big Pete - ancora intriso degli eccessi natalizi - ha sentenziato al passare di una tipa dal culo alto come l'Everest che l'avrebbe scocciata di gran gusto - "solo nel culo" - ha aggiunto parco, "ma magari con il calzante per aumentare l'effetto intrusivo del diabolico attrezzo!"
A quel punto mi sono sentito in dovere di suggerirgli una visita da Ikea, dove solo qualche giorno fa, ho visto in vendita degli splendidi calzanti lunghi più di un metro per infilare le scarpe senza chinarsi.
Ovviamente come Ikea insegna, le caratteristiche di un oggetto possono essere adattate ad ogni esigenza, e son sicuro che Big Pete e la culona di cui sopra saprebbero sfruttare la lunghezza del calzante, sia eretti che a pigrecomezzi.

Questi svedesi!
postato da: luthero alle ore 14:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:general, gnocca
lunedì, 19 dicembre 2005
Sulla falsa riga della canzone della ipercrinita Fiorella Mannoia, ho deciso di intitolare questo blog quel che gli uomini si dicono.
Un blog fondamentale, non perchè lo scriva io, ma perchè è giunto il momento di sfatare il luogo comune che vuole noi maschietti ossessionati da soli due argomenti:
calcio e gnocca.
Questo blog ha lo scopo di rivelare, anche quotidianamente, il succo delle conversazioni tra uomini in occasione di quei momenti in cui la modalità ruttolibero è on.
Vi accorgerete presto tutti quanti, quali siano i veri interessi che governano l'universo maschile.
Compagni di avventura, assieme al sottoscritto, saranno i più frequentemente frequentati: il Catullo(la vera testa del gruppo), Mr. Clarks(lo snob)e Big Pete(misogino nell'anima).
Ci saranno, come in ogni serial che si rispetti, guest starsss, pronte a donarci camei per rendere le conversazioni più scintillanti del solito.

Bene siamo pronti a cominciare...

Coito ergo sum.
postato da: luthero alle ore 13:25 | Permalink | commenti
categoria:general