La formazione di oggi alla mensa è decisamente da Coppa Italia: Yul Endit, Big Pete, il sottoscritto e una brillante collega che per convenzione chiameremo P.M.
Dopo aver acrobaticamente evitato sguardi concupiscenti verso culi e poppe in giro per la mensa e misurato la conversazione onde evitare prosaici passaggi che ci avrebbero messo in cattiva luce(cioè quella vera) agli occhi di P.M., il discorso è comunque andato a finire più o meno al solito posto: gnocca.
Ovviamente da raffinati oratori quali siamo, ci siamo sforzati di mantenere i toni e gli eccessi in un ambito gradevole, forbito e moderatamente ironico.
Tutto è partito dalla notizia, fornitaci proprio da P.M., che il Brontosauro è gravido.
Il Brontosauro è uno sgraziato esemplare femmina di 33 anni che ho avuto la sventura di conoscere un'era geologica fa alle scuole superiori. I percorsi lavorativi italici sono così imperscrutabili da essermela ritrovata collega ben venti anni dopo.
Il simpatico nomignolo le venne affibbiato proprio in epoca scolastica a causa delle sue sembianze marcatamente sorpassate. In particolare ricordo che aveva un paio di incisivi in posizione orizzontale, sporgenti dalle labbra come due tavole da surf.
Narici larghe e fumanti come quelle di un toro durante la corrida e zampe tozze come le colonne del partenone.
Malgrado questi lievissimi difetti fisici risultava essere la più affascinante delle "ragazze" della sua classe. In tutto erano cinque, ma una di loro fu individuata accidentalmente solo dopo diversi mesi. Magari ne riparlerò in un giorno di disperazione cosmica. Il Brontosauro da allora, grazie anche ai fenomenali ritrovati tecnici, ha messo a posto un po' di cose, ma permane catalogata tra i sauropodi.
Alla notizia dell'avvenuta inseminazione, sia io che Big Pete siamo esplosi in un "Chicazzo l'ha coperta?"
Yul Endit, più maligno di una suocera e sempre carico di informazioni di prima mano, ha aggiunto: "Uno col portafogli gonfio"
Sebbene P.M. fosse presente, non ho potuto evitare di correggerlo: "Per coprirla di gonfio doveva avere ben altro..."
P.M., donna di spirito, ha riso.
Da qui è partita una dissertazione sugli equilibri denaro-sesso-famiglia-matrimonio-vecchiaia-maldistomaco-morte.
Gira che ti rigira abbiamo stabilito che Big Pete, il più libertino della compagnia, debba trovare moglie e risolvere i problemi economici suoi e possibilmente anche nostri.
Per questo motivo gli abbiamo già suggerito di stringere i rapporti con un cetaceo partenopeo estremamente benestante. P.M. allo scetticismo di Big Pete ha ricordato che il cetaceo in questione è anche carino di viso. A dire il vero è carino diviso, un pezzo da una parte e uno dall'altra: finchè non smaltisce una quarantina di chili è difficile stimarne l'estetica. Comunque Big Pete deve superare questi piccoli complessi derivati dagli stereotipi di normalità che la società consumistica impone: cicciona o no, logorroica o no, ella ha il dinero e lui deve sacrificarsi.
Ha cercato di eludere la questione parlando di una riccona asburgica che si era invaghita del suo spirito maschio, giustificando la sua ritrosia col fatto che si innamora soltanto di donne povere in canna. Qui è stato ovviamente cazziato a dovere perchè nessuno aveva parlato d'amore: lui deve pescare una vecchia con cui superare i 100 anni in due, succhiarle il sangue dalle vene varicose come se divorasse una meravigliosa e succulenta ostrica e trapanarla per un paio di mesi finchè non schioda lasciandogli la pecunia. Dopodichè, diviso il bottino con chi gli vuole bene, può andarsi a cercare l'amore nell'angolo più putrido di Calcutta.
Da adesso e fino a nuovo ordine, siamo tutti mobilitati per trovare la vecchia mandrucona per Big Pete. Inviateci segnalazioni.
Dopo aver acrobaticamente evitato sguardi concupiscenti verso culi e poppe in giro per la mensa e misurato la conversazione onde evitare prosaici passaggi che ci avrebbero messo in cattiva luce(cioè quella vera) agli occhi di P.M., il discorso è comunque andato a finire più o meno al solito posto: gnocca.
Ovviamente da raffinati oratori quali siamo, ci siamo sforzati di mantenere i toni e gli eccessi in un ambito gradevole, forbito e moderatamente ironico.
Tutto è partito dalla notizia, fornitaci proprio da P.M., che il Brontosauro è gravido.
Il Brontosauro è uno sgraziato esemplare femmina di 33 anni che ho avuto la sventura di conoscere un'era geologica fa alle scuole superiori. I percorsi lavorativi italici sono così imperscrutabili da essermela ritrovata collega ben venti anni dopo.
Il simpatico nomignolo le venne affibbiato proprio in epoca scolastica a causa delle sue sembianze marcatamente sorpassate. In particolare ricordo che aveva un paio di incisivi in posizione orizzontale, sporgenti dalle labbra come due tavole da surf.
Narici larghe e fumanti come quelle di un toro durante la corrida e zampe tozze come le colonne del partenone.
Malgrado questi lievissimi difetti fisici risultava essere la più affascinante delle "ragazze" della sua classe. In tutto erano cinque, ma una di loro fu individuata accidentalmente solo dopo diversi mesi. Magari ne riparlerò in un giorno di disperazione cosmica. Il Brontosauro da allora, grazie anche ai fenomenali ritrovati tecnici, ha messo a posto un po' di cose, ma permane catalogata tra i sauropodi.
Alla notizia dell'avvenuta inseminazione, sia io che Big Pete siamo esplosi in un "Chicazzo l'ha coperta?"
Yul Endit, più maligno di una suocera e sempre carico di informazioni di prima mano, ha aggiunto: "Uno col portafogli gonfio"
Sebbene P.M. fosse presente, non ho potuto evitare di correggerlo: "Per coprirla di gonfio doveva avere ben altro..."
P.M., donna di spirito, ha riso.
Da qui è partita una dissertazione sugli equilibri denaro-sesso-famiglia-matrimonio-vecchiaia-maldistomaco-morte.
Gira che ti rigira abbiamo stabilito che Big Pete, il più libertino della compagnia, debba trovare moglie e risolvere i problemi economici suoi e possibilmente anche nostri.
Per questo motivo gli abbiamo già suggerito di stringere i rapporti con un cetaceo partenopeo estremamente benestante. P.M. allo scetticismo di Big Pete ha ricordato che il cetaceo in questione è anche carino di viso. A dire il vero è carino diviso, un pezzo da una parte e uno dall'altra: finchè non smaltisce una quarantina di chili è difficile stimarne l'estetica. Comunque Big Pete deve superare questi piccoli complessi derivati dagli stereotipi di normalità che la società consumistica impone: cicciona o no, logorroica o no, ella ha il dinero e lui deve sacrificarsi.
Ha cercato di eludere la questione parlando di una riccona asburgica che si era invaghita del suo spirito maschio, giustificando la sua ritrosia col fatto che si innamora soltanto di donne povere in canna. Qui è stato ovviamente cazziato a dovere perchè nessuno aveva parlato d'amore: lui deve pescare una vecchia con cui superare i 100 anni in due, succhiarle il sangue dalle vene varicose come se divorasse una meravigliosa e succulenta ostrica e trapanarla per un paio di mesi finchè non schioda lasciandogli la pecunia. Dopodichè, diviso il bottino con chi gli vuole bene, può andarsi a cercare l'amore nell'angolo più putrido di Calcutta.
Da adesso e fino a nuovo ordine, siamo tutti mobilitati per trovare la vecchia mandrucona per Big Pete. Inviateci segnalazioni.
postato da: luthero alle ore 13:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:hush hush, big pete
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