giovedì, 09 marzo 2006

Già dal momento del preraduno si era intuita l'aria che tirava.
Big Pete c'ha riassunto alcune eroiche imprese affrontate nello scorso weekend che giustificano, almeno in parte, anche il suo ingresso al lavoro alle ore 14:00 di lunedì.
Un suo amico con seri problemi familiari ha escogitato una terapia a base di natica tropicale, che sembra, almeno nelle serata più tristi, sollevargli il morale e anche qualcos'altro. Riesce almeno a svuotarsi del seme perfido delle preoccupazioni... sapete quando uno ha le sacche piene di preoccupazioni? Eh, proprio quelle sacche.
Insomma durante una monotona serata a base di sigarettepiù e alcoolici casuali, la natica di cui sopra si è presentata ai due(Big Pete & friend) in compagnia di una tenera e spensierata ragazza cubana. Non appena l'amico è andato a snocciolare in separata sede tutte le sue pene all'amica, la tenera cubana si è tramutata in robocop e ha praticamente ingaggiato un combattimento con Big Pete che è proseguito fino all'esaurimento dei fluidi corporei.

Or siccome RoboChiapp deve tornare ad Amsterdam dal suo maritino, Big Pete ha ben pensato di organizzare una seratina di addio, giusto per permetterle di tornare ad accudire il focolare domestico con un buon souvenir d'italie conservato nella tasca che preferisce.
Di qui l'idea di portare le due simpatiche donzelle ad un locale di scambisti, garantendosi l'ingresso gratuito con la carne d'accompagno.
Si è accesa una vivace discussione sull'opportunità di rischiare una martellata inguinale con una professionista simulante dilettantismo, anzichè ripetere la mattanza con una dilettante in possesso di indubbie doti di professionista.
Big Pete ha assicurato che dopo il weekend trascorso gli resterebbe solo di spezzarle le braccia, avendo praticamente esaurito pertugi e soluzioni finali. Preferisce a questo punto gettarsi nel mucchio e pescare quel che trova... con l'attenzione necessaria a evitare di tirar su qualche cefalo.
Il Catullo, con la testa sempre sulle spalle, ha mantenuto la sua posizione conservatrice ribadendo che preferisce il certo all'incerto e che sfrutterebbe fino all'ultimo goccio la cubana. Ma nel mezzo del discorso si è informato comunque sul dove trovare questi locali ambigui(http://www.romeguide.it/erotica/erotismo.htm).
Mr. Clarks ha sostanzialmente aderito a questa posizione spiegando che quando si ha una buona bottiglia di vino e una succulenta fiorentina da poter cucinare in casa, si evita di andare al ristorante. Comunque il suo fare aristocratico non si confà a organizzazioni così plebee.
Dal canto mio, ritengo tutto sommato comprensibile il desiderio d'avventura di Big Pete, ma lo subordinerei alla garanzia di poter disporre di una seconda cartuccia qualora al porcheggio di scambio le cose non andassero per il verso giusto.

Ci siam ripromessi di riparlarne a pranzo e così è avvenuto mentre Yul Endit e Cesar Child si accomodavano con una collega, noi ci siamo radunati a discorrere di sodomie varie in un clima già fertile dall'aperitivo di cui sopra.
Big Pete ha rafforzato la sua posizione e ha portato a sostegno il fatto di averla vista già godere anche di culo. La secondo volta nella sua onorata carriera di viveur. Ha poi annotato che di solito le ragazze caraibiche hanno il gran pregio di essere al tempo stesso estremamente disinvolte e gradevolmente ubbidienti. Insomma ha già esaurito gli sfizi con la simpatica mogliettina di quel cornuto in Amsterdam. Sono una coppia aperta ha spiegato, abbiamo sottolineato che è soprattutto lei ad essere aperta.
Ci ha poi spiazzati osservando che la donna in genere ha limiti ben più lontani di quelli maschili essendo in possesso di maggiori possibilità e di più pertugi in entrata e in uscita.
Mi sono sentito in dover di tracciare una linea di confine, essendo personalmente interessato solo ai pertugi in entrata, ma qui il Catullo si è esposto confessandosi amante del liquor vaginale. Ho smesso di mangiare il mio yogurt prugna e cereali che sembrava ormai ottenuto dal rimescolio di sostanze recuperate in un alternarsi di penetrazioni anteriori e posteriori. C'erano anche dei misteriosi grani marroncini... Non amo particolarmente Ferrero Rocher improvvisati su lenzuola matrimoniali. Bisogna prima assicurarsi di aver sgombrato il campo da terriccio.
Abbiamo chiesto al Catullo se si dispone accucciato in attesa che si apra la fontanella: lui, ridendo e piangendo al tempo stesso, ha glissato...
Dopodichè si è gettato su un piattino di prugne secche immerse nel loro sughetto rosato che mi ha evocato un orrido piatto ingerito da Bonacelli ne "Le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini. Gliel'ho fatto notare sperando di restituirgli il favore dello yogurt, ma mentre Mr. Clarks rideva di disgusto, il Catullo ha seraficamente detto di non aver visto il film e ha continuato a ingoiare quei bocconi bruni.
Il Catullo non capisce inoltre come si possano fare 100 km ad andare e 100 a tornare per una serata estrema, ma qui Big Pete - a ragione - gli ha fatto presente che questi sono dettagli di fronte alla gnocca.
Gli ha pure spiegato che le difficoltà di comprensione sono dettate dall'inesperienza, a ciascuno il suo, come diceva Sciascia: come non si può fare una corsa con la cinquecento, bisogna saper fare lo sterrato con la macchina da rally. Il Catullo ha fatto lo sborone dicendo che il rally si fa anche a casa con la propria compagna... puah. E' chiaro che non parla della stessa cosa: lui pensa a una stradina di campagna, quando Big Pete parla di Parigi - Dakar.
Ho immediatamente dato il mio supporto: e chi li conta i chilometri con un traguardo così premiante?

Immagino che Big Pete sia d'accordo con me quando dico che la dissoluzione è solo la strada più breve per incontrare i nostri istinti violenti.

postato da: luthero alle ore 13:18 | Permalink | commenti (10)
categoria:gnocca, big pete
lunedì, 06 marzo 2006

Giovedì scorso io e il Big Pete siamo stati invitati ad una cena di lavoro, cosiddetta di "fine progetto". Solitamente declino questo tipo di inviti, ma questa volta trattandosi di un invito del fornitore più tirchio della Storia che per la prima volta si peritava di portarci a cena in un locale niente male tra l'altro e del fatto che sapevo che i due personaggi più odiosi avevano già declinato, ho opportunamente accettato, dopo essermi assicurato che almeno i tre o quattro con i quali vale la pena scambiare due parole al di fuori dell'ufficio davanti ad un buon bicchiere (tra cui ovviamente il Big Pete) avessero confermato la loro partecipazione.
C'era inoltre una situazione "intrigante" che vedeva protagonista il buon Big Pete che meritava di essere osservata da vicino. Si dà il caso che una gentil donzella nostra collega quel giorno aveva la targa posteriore sbagliata e si è quindi rivolta al nostro per procurarsi un morbido sedile sul quale poggiare le natiche, con la prospettiva di ribaltare eventualmente quel sedile e perché no di cambiare qualche marcia del cambio foderato di pelle umana del Big Pete. La fama del Big Pete non dev'essere certo sfuggita alla tipa che sicuramente avrà immaginato una macchina con i sedili leopardati, con il pulsante "fuck" sul cruscotto in grado di trasformare in un attimo l'automezzo in un'alcova a luci rosse.
La tipa non è certo un "pezzo di gnocca" ma ha un certo "so io che"... A stento supera il metro e mezzo, ma come si suol dire è all'altezza giusta per il cambio e anche per il freno a mano. E c'è un altro vantaggio: la "minuzia" della tipa permette volteggi ed evoluzioni che varcano i confini del kamasutra e che solo la porca fantasia maschile è in grado di limitare. Tra l'altro ella ha una boccuccia carnosa ma piccola che ti chiedi se il volatile possa trovarvi adeguato spazio sia in larghezza che in lunghezza, ma più la guardi e più aumenta la curiosità di provare. La totale assenza di minne viene prontamente compensata da due natiche di tutto rispetto che, nonostante abbiano perso qualche punto in brillantezza col passare del tempo, rimangono decisamente il pezzo forte della tipa.
Le premesse dell'inciucio c'erano tutte: la fama(e) del Big Pete è nota in tutto il centro Italia e oltre, lei abita vicino a lui, è single nonché affamata e poi non c'è dubbio che il fascino del Big Pete abbia fatto presa su di lei. Ma lui, nonostante l'avessimo più volte stuzzicato, andava dritto come il TAV: "niente commistioni tra fica e ufficio". Senonché lei il giorno prima se ne esce con una frase che fa caracollare il nostro: "Ho appena sistemato la mia casetta, se poi sali te la mostro (la casa, n.d.r.)". Il colpo è stato forte e sono sicuro che il buon Big Pete ci abbia messo un bel po' per assorbirlo.
La sera mi reco all'appuntamento mondano senza pretese, ma con la curiosità di sapere se l'amico con la fama di stallone avesse aggiunto l'ennesima "tacca" alla sua lunga lista. Anche se non avevo dubbi sul finale della storia e già mi immaginavo lei il giorno dopo con la bocca di Raffaella Carrà e la camminata di John Wayne.
Fuori al locale incontro i tre colleghi di cui sopra, uno causa infortunio stile Totti non lo vedevo da tempo. Proprio lui spara subito: "questo locale lo conosco, è pieno di fica fino all'orlo". Effettivamente nei pochi minuti di attesa fuori al locale, ne entrano un paio che come si suol dire valevano da sole il prezzo del biglietto, tanto più che nel nostro caso il prezzo del biglietto era pari a zero. Entrati nel locale succede quello che facilmente si poteva immaginare: saletta riservata solo a noi al primo piano e quindi addio fica del locale e presenza femminile che si poteva contare sulle dita di una mano. Oltre alla succitata c'erano altre due dame appartenenti al fornitore, la "capa" progetto e la tipa del commerciale. Devo dire che entrambe superano di una spanna la mia pur rasoterra soglia, ma purtroppo erano entrambe blindate, una anche con pargolo al seguito avente età in cui già si gioca con il proprio joystick.
Dentro il locale incontro Big Pete e signora. Lei me la immaginavo vestita in maniera provocante, invece con mia sorpresa la vedo vestita sobria, anche se aveva una gonna che all'occorrenza poteva coprire un sano smorza candela. Anche lui era vestito niente di che, ma aveva il pacco in risalto, il che non guasta mai.
La serata fila via liscia, con il Big Pete e l'altro amico "sciancato" che sparano commenti sulla evidente penuria di pelo, al riparo dalla tipa che devo dire è anche piacevole alla conversazione. La tipa però ha un caratterino niente male ed è questa la cosa che più di tutte ha fermato il nostro eroe. Eh sì perché come il titolo del post lascia ad intravedere, la fumata questa volta è stata nera e l'arma impropria del Big Bete questa volta non ha sparato. Perché passi la collega che il giorno dopo te la ritrovi in ufficio, passino pure le battutine delle serpi-colleghi (noi), ma il caratterino di lei è un ostacolo insormontabile. Se pure riesci a "coprirla" il giorno dopo te ne penti che vorresti tagliartelo e lei te "la" fa pagare cara: già me lo immagino il Big Pete da Bricofer a comprare di tutto di più per farle i lavoretti a casa o lui con lei mano nella mano il sabato a fare shopping da Ikea, magari con cagnolino al seguito che lui deve portare a pisciare nelle ore più impensabili.
Caro Big Pete, hai fatto bene. Meglio una bella sega e le maioliche da ripulire piuttosto che ammanettato per il resto dei tempi. Hai ancora una vita davanti e tanto seme da dispensare all'altra metà del genere umano.

postato da: luthero alle ore 14:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:hush hush, big pete
mercoledì, 01 marzo 2006
Stamattina, mentre io e il Catullo ciondolavamo indolenti alla macchinetta del caffè, sortisce dalle scale Big Pete.
Gli lanciamo uno sguaiato richiamo, ammicca e ci raggiunge dopo essersi liberato di giaccone e borsa.
Il Catullo mi sta tediando con domande sul programma più adatto per realizzare siti web, non ne sa un cazzo, malgrado ciò opina sui miei suggerimenti... che gli dirà la testa?
Non c'è pagnarfa a vista così mi sto riempendo i coglioni all'inverosimile e spero che Big Pete ci offra uno spunto per cambiare argomento.
Ha un set di Samsonite sotto gli occhi.
"Che cazzo hai fatto ieri sera?"
"Sono andato a Testaccio dove mi hanno rapinato 12 euro per due cuba libre!"
"Beh, per quanto sia eccessivo è il costo corrente di due cuba libre..." replico.
Da qui parte una lunga dissertazione, più pallosa di quella su Dreamweaver, circa la speculazione che i locali fanno su cocktail e bevande varie.
I miei coglioni sono ormai paragonabili a due mongolfiere, quand'ecco il guizzo!
I due compagnucci domani sera vanno ad una cena a scrocco da un fornitore. Dissimulano indifferenza e quasi noia, ma ogni volta che si può scroccare sono in prima linea...
Comunque stanno cercando di accordarsi sulla macchina dal momento che il ristorante è in un posto con seri problemi di parcheggio, quando Big Pete:
"Beh, però io domani ho pure R. con me!"
"R.? e come cazzo è che viene con te?" gli chiede il Catullo.
"Eh, me lo ha chiesto lei..." cerca di spiegare con semplicità Big Pete.

Occorre sapere che R. è una tipetta piccolina, col visetto ovale da bimba, una sospetta macchia tra bocca e guancia e un culo a mandola disegnato appositamente per un sonoro crack! Uno di quei culetti che evocano lo sconocchio che d'estate eseguiamo sulle pesche spaccarelle.
Ha sempre quell'aria da precisina sottuttoio che ci gioca a racchettoni col muro, ma è un po' che ronza attorno a Big Pete, inizialmente a causa di una forzosa collaborazione professionale, ma adesso si sospetta a ragione, l'attrazione per la mazza.  Da principio anzi penso che la ruvidezza di Big Pete si sia combinata male con l'aria da stronzetta di R., ma quant'è vero che i poli opposti si attraggono: adesso è lei che gli ha chiesto di farle da cavaliere - o più probabilmenta da cavallo. E domani sera gli chiederà di tirare il freno a mano o di cambiare le marce.
Già immagino la scena: Big Pete tirato a lucido, tutto smaranza col pacco in evidenza che gli arriva inchiodando sotto casa col suo bolide nero.
Lei che scende con la gonna attillata a promuovere il culo tondo e improfumato per la sganasciatura successiva.
Big Pete che fa tutto il galante intanto che il prepuzio gli si arrossa e mette la musica più di merda possibile pur di fare colpo sulla R. Una così sentirà Ramazzotti, Bocelli, Bublè o qualche minchiata commerciale del genere.
Il divertimento maggiore sarà del Catullo che, se non accompagnato da mogliera, potrà lasciarsi andare e godersi Big Pete oscillare faticosamente sul confine tra la sua straripante rozzezza da camionista mancato e la galanteria dell'ingegnere accompagnatore di fighetta.

Tutto per assicurarsi una penetrazione vertiginosa sul ritorno a casa: pulsante "fuck" e sbrago sedili, rotazione fulminea del bacino di R. e vigoroso colpo di reni per assicurare 8 e 15 in buca al centro, di blocco.

Se la sodomizzazione si concluderà con reciproca soddisfazione, vedremo molto presto R. con Big Pete al guinzaglio di domenica pomeriggio per centri commerciali...

Aspettiamo con impazienza una cronaca dettagliata dal Catullo, per una volta sarà i nostri occhi e le nostre orecchie.
postato da: luthero alle ore 10:32 | Permalink | commenti (1)
categoria:hush hush, big pete