venerdì, 27 gennaio 2006
Dopo l'infrasettimanale di coppa italia, oggi siamo tornati in formazione tipo: Mr. Clarks, il Catullo, Big Pete, Yul Endit, il sottoscritto e il dodicesimo uomo Child Cesar.
Una mensa scarsamente affollata, come spesso accade di venerdì, ma forse oggi ancor di più per via delle avverse condizioni metereologiche.
Si parlava, stranamente, di argomenti diversi dalla gnocca(tant'è che tutto ciò che ci siamo detti fino al cambio d'argomento non me lo ricordo).
Avevo davanti Big Pete e il Catullo che hanno trascorso tutta la prima parte del pasto a cercare di sbirciare le cosce di una tizia che mi stava alle spalle e sulla quale non posso esprimere giudizi, ho soltanto appreso che aveva delle belle bocce. Mi sono prodigato per risolvergli il problema simulando la caduta di una fetta di limone e chinandomi ho concesso temporaneo campo aperto a Big Pete che però non è riuscito a concludere la misera missione.
Comunque finalmente la conversazione è decollata quando Big Pete, apparentemente senza motivo, ha sconsigliato di andare a puttane nella red-light zone di Amsterdam. "Cinquanta euro buttati!" Ha raccontato di esserci andato già pregiudicato mentalmente da assunzione di sostanze psicotrope, in ogni caso ha ribadito con forza il concetto. Sia io che Yul Endit abbiamo espresso l'idea che sono soldi buttati lì e altrove, finchè si può risolvere aggratise...
Dal momento che la sua critica era riferita alla parsimonia di posizioni offerte dalle professioniste e dalla sbrigatività dei modi, gli abbiamo fatto presente che proprio perchè stanno lì per lavoro e non fanno le missionarie, il livello di servizio corrisposto è direttamente proporzionale ai soldi scuciti. Se vuole sedute orali prolungate e un'antologia del Kamasutra deve investire un budget superiore.
Niente da fare, Big Pete è convinto che siano dovute a fare maggiore chiarezza sul tariffario perchè sono impiegate comunali e devono mettere al corrente il cliente su tutti i servizi disponibili e sui relativi costi.
Qui, come era giusto aspettarsi, è intervenuto d'autorità Mr. Clarks spiegando al contestatore che se si vogliono pretendere certi livelli di servizio bisogna prima redigere un capitolato provvido di dettagli, inviarlo alle suddette microimprese e valutare successivamente le proposte ecomiche e tecniche in risposta. Solo allora, a fronte di un percorso formale corretto, si potranno avanzare - a ragione - osservazioni, critiche e contestazioni e si potrà eventualmente adire le vie legali per ottenere giustizia e soddisfacimento secondo i modi e i tempi previsti. A questo proposito consiglio di includere in appendice al capitolato una tabella contenente sanzioni precise in base al livello di disservizio procurato dal fornitore. Ho idea che, in ragione della tipologia di merce commercializzata, il più delle volte le controvesie potranno essere appianate mediante pagamento in natura.
Si rende sempre più urgente l'individuazione della mandrucona per Big Pete, vorremmo tirarlo fuori da questo vortice oscuro, non tanto per le pratiche sessuali quanto per la salvaguardia del suo patrimonio. Purtroppo tra gnocca e droga non si sa mai cosa costa di più.
Se qualcuno avesse a portata di mano un capitolato anche in bozza per cominciare a lavorarci su, ci farebbe un gran servigio.
PS: Mr. Clarks mi ha invitato a occuparmi di una delicata pulzella biondo platino, di cui - manco a farlo apposta - si è infatuato Big Pete, che presumibilmente non ha ancora subito una sufficiente cura d'osso. Lo faremo, lo faremo, se la pulzella non la smontano nel giro dei prossimi giorni.
giovedì, 26 gennaio 2006
La formazione di oggi alla mensa è decisamente da Coppa Italia: Yul Endit, Big Pete, il sottoscritto e una brillante collega che per convenzione chiameremo P.M.
Dopo aver acrobaticamente evitato sguardi concupiscenti verso culi e poppe in giro per la mensa e misurato la conversazione onde evitare prosaici passaggi che ci avrebbero messo in cattiva luce(cioè quella vera) agli occhi di P.M., il discorso è comunque andato a finire più o meno al solito posto: gnocca.
Ovviamente da raffinati oratori quali siamo, ci siamo sforzati di mantenere i toni e gli eccessi in un ambito gradevole, forbito e moderatamente ironico.
Tutto è partito dalla notizia, fornitaci proprio da P.M., che il Brontosauro è gravido.
Il Brontosauro è uno sgraziato esemplare femmina di 33 anni che ho avuto la sventura di conoscere un'era geologica fa alle scuole superiori. I percorsi lavorativi italici sono così imperscrutabili da essermela ritrovata collega ben venti anni dopo.
Il simpatico nomignolo le venne affibbiato proprio in epoca scolastica a causa delle sue sembianze marcatamente sorpassate. In particolare ricordo che aveva un paio di incisivi in posizione orizzontale, sporgenti dalle labbra come due tavole da surf.
Narici larghe e fumanti come quelle di un toro durante la corrida e zampe tozze come le colonne del partenone.
Malgrado questi lievissimi difetti fisici risultava essere la più affascinante delle "ragazze" della sua classe. In tutto erano cinque, ma una di loro fu individuata accidentalmente solo dopo diversi mesi. Magari ne riparlerò in un giorno di disperazione cosmica. Il Brontosauro da allora, grazie anche ai fenomenali ritrovati tecnici, ha messo a posto un po' di cose, ma permane catalogata tra i sauropodi.
Alla notizia dell'avvenuta inseminazione, sia io che Big Pete siamo esplosi in un "Chicazzo l'ha coperta?"
Yul Endit, più maligno di una suocera e sempre carico di informazioni di prima mano, ha aggiunto: "Uno col portafogli gonfio"
Sebbene P.M. fosse presente, non ho potuto evitare di correggerlo: "Per coprirla di gonfio doveva avere ben altro..."
P.M., donna di spirito, ha riso.
Da qui è partita una dissertazione sugli equilibri denaro-sesso-famiglia-matrimonio-vecchiaia-maldistomaco-morte.
Gira che ti rigira abbiamo stabilito che Big Pete, il più libertino della compagnia, debba trovare moglie e risolvere i problemi economici suoi e possibilmente anche nostri.
Per questo motivo gli abbiamo già suggerito di stringere i rapporti con un cetaceo partenopeo estremamente benestante. P.M. allo scetticismo di Big Pete ha ricordato che il cetaceo in questione è anche carino di viso. A dire il vero è carino diviso, un pezzo da una parte e uno dall'altra: finchè non smaltisce una quarantina di chili è difficile stimarne l'estetica. Comunque Big Pete deve superare questi piccoli complessi derivati dagli stereotipi di normalità che la società consumistica impone: cicciona o no, logorroica o no, ella ha il dinero e lui deve sacrificarsi.
Ha cercato di eludere la questione parlando di una riccona asburgica che si era invaghita del suo spirito maschio, giustificando la sua ritrosia col fatto che si innamora soltanto di donne povere in canna. Qui è stato ovviamente cazziato a dovere perchè nessuno aveva parlato d'amore: lui deve pescare una vecchia con cui superare i 100 anni in due, succhiarle il sangue dalle vene varicose come se divorasse una meravigliosa e succulenta ostrica e trapanarla per un paio di mesi finchè non schioda lasciandogli la pecunia. Dopodichè, diviso il bottino con chi gli vuole bene, può andarsi a cercare l'amore nell'angolo più putrido di Calcutta.
Da adesso e fino a nuovo ordine, siamo tutti mobilitati per trovare la vecchia mandrucona per Big Pete. Inviateci segnalazioni.
martedì, 24 gennaio 2006
In questi giorni, sarà il freddo pungente o un calo letargico del desiderio sessuale, ci troviamo spesso a parlare di argomenti disordinati e di non produrre quindi sufficiente ciccia per un post degno di tale nome. Sono tranquillo e sicuro che la gnocca tornerà in auge presto, e comunque nella disperazione i nostri radi neuroni maschili potrebbero sempre gettarsi sul calcio.
Oggi, anzi da ieri a voler esser sinceri, è ricomparsa in ufficio una mandola notevole di cui credo aver parlato in occasione del post "W.orld R.ecord", ma non ci siamo soffermati più di tanto a commentare, neanche il Catullo che di solito scapoccia volentieri al suo passaggio.
Comunque ripensavo a un discorso ascoltato domenica scorsa. Un neo-genitore parlava a braccio della sua meravigliosa esperienza di padre, delle fantastiche sensazioni che il figlio gli regala quotidianamente quando improvvisamente - senza apparente ragione - ha precisato che neanche per tutto l'oro del mondo si sognerebbe di averne un altro.
La cosa non mi sorprende affatto, ultimamente non assisto che a questi strampalati e contraddittori monologhi(maschi e femmine nello stesso calderone), ma ciò che mi ha lasciato evidentemente strascico è stato il cipiglio con cui il neo-papà sottolineava questo concetto. Si è perfino profuso in una dettagliata descrizione dell'ultimo tipo di operazione atta a rendere sterile l'uomo.
"Ti fanno due forellini vero?" gli è stato chiesto
"No! quello prima, ora te ne fanno uno solo e con un lacciolo ti chiudono entrambi i canali"
Dopo aver anche snocciolato condizioni, tempi di recupero(2 mesi dalle analisi preliminari alla fine della convalescenza) e soldi necessari 5000 euro "l'intervento non te lo passano mica", ha con serio rammarico spiegato che se si vuole ripristinare la piena funzionalità è necessario un intervento chirurgico con ricostruzione dei due canali perchè a seguito dell'occlusione si avvia un processo di atrofizzazione.
Il rammarico e il discorso di un eventuale ripristino dopo che si è deciso per il primo intervento non mi sembrava particolarmente logico e ho commentato il fatto che chi decide per l'intervento è improbabile che torni indietro, di alternative ce ne sono, perchè non usare un semplice preservativo se ci si vuole lasciare aperta ogni possibilità?
E lui, il neo-papà, mentre il figlio sorridente e ancora barcollante gli camminava accanto, mi precisava che alla sua età il preservativo non è più indicato, non gli piace, non è adatto...
MAVAFFANCULO! sarai una persona confusa? ma che cazzo dici? e tu vai sotto i ferri per non infilarti un preservativo??? sei un malato cazzo. e magari ci rivai pure perchè ci ripensi??? ma mettiti una tip-top per biciclette su quell'immeritata appendice.
Poi però con fare sornione e astuto ha annunciato al mondo che a fine anno verrà commercializzato il pillolo che risolverà ogni problema, perchè a differenza dell'anticoncezionale femminile non ha effetti collaterali. Io ho volto lo sguardo altrove. Immagino che anche quando fu immessa in commercio la prima pillola non si conoscessero gli effetti collaterali...
evviva il papà felice, così felice, ma così felice che sta pensando di farsi legare il cazzo.
Io che di figli non ne ho e per il momento non voglio averne, nella mia mesta solitudine riesco a non farmi tutte queste pippe mentali, su quelle fisiche non ho preclusioni.
giovedì, 19 gennaio 2006
Dopo lo scombussolamento indotto dalla Piccari, che inevitabilmente produce delle code fantastiche per 24-72 ore, oggi di nuovo lucidi abbiamo potuto scandagliare la fauna della mensa.
Il Catullo e Mr. Clarks erano assenti, il secondo per una noiosa sgambatura di mezzodì, l'altro per ignoti motivi.
Così Big Pete, Yul Endit, Child Cesar ed io abbiamo occupato uno strategico tavolo nel centro della sala.
Il Catullo rimpiangerà di certo la sua assenza perchè giusto al tavolo accanto a noi c'era la sua bramata scimmia(quella che ci aveva timidamente indicato pochi mesi fa e che ancora gli rinfacciamo da bastardi quali siamo).
Child Cesar è una fucina di informazioni e mentre ci dirigevamo a mensa ci ha messo a conoscenza della fine del matrimonio di una tipa con cui volentieri ci faremmo separare Egisto ed Ernesto a colpi di lingua. Ovviamente l'informazione era vecchia e Child Cesar non ne ha tratto alcun vantaggio, a volte quel ragazzo avrebbe bisogno di una bella scrollata.
Comunque tornando a bomba, dopo aver annotato la presenza dell'antropomorfica fiamma del Catullo, cui Big Pete non ha risparmiato un paio di osservazioni, ci transita innanzi armata di vassoio e ancora incartata dal piumino The Body.
The Body è una quarantenne imponente - a occhio direi un metro e ottanta - con un fisico devastante.
Oggi portava un attillatissimo tailleur verde scuro che metteva in evidenza le paraboliche. Big Pete ha cacciato subito un rantolo indicandomela, e quando si è tolta il piumino mostrandoci il perfetto intaglio del culo sotto la gonna stretta ho rantolato anche io. Cazzo che corpo, ovviamente come tutte le medaglie(esclusa la Piccari), anche The Body ha un rovescio: the face.
La signora, sebbene sarebbe ingiusto definirla racchia, ha un volto discutibile, il tutto è stato disposto attorno ad un naso esteso come una vela da surf, ma è anche vero che quando si gira gli occhi difficilmente si soffermano sopra il collo... ha due bombe stratosferiche - almeno una quinta - e cazzo considerando l'età, stanno su come due pennoni.
Nei giorni di maggior calura estiva offre certe scollature che rischiano di provocarti un embolo. C'è chi fa nuoto e chi come Mr. Clarks fa novantaduemila chilometri l'anno di corsa, io allestirei un bell'ambientino con specchi alle pareti e moquette a terra e ci piazzerei dentro The Body come macchinario di fitness multiplo. Una come lei, come ha detto oggi Big Pete, "ti prende cazzo e palle e te li impasta fino a farli diventare una cosa unica, ti fa il cazzo come un quadro di Botero!"
Yul Endit è stato zitto tutto il tempo, ammiccando appena con gli occhi ai nostri commenti su The Body, inizialmente ho pensato che fosse dovuto al fatto che dandole le spalle non poteva godere del giunonico panorama, poi, quando ci siamo alzati mi sono accorto che alle nostre di spalle e quindi a favore dello sguardo di Yul Endit c'era la scucchiona con minigonna mozzafiato... altro corpo da capogiro - spiegato tanto silenzio...
martedì, 17 gennaio 2006
Chi ricorda uno dei primi hit degli Style Council, mitico gruppo del geniale e inossidabile Paul Weller?
Parecchi, ne sono sicuro, a chi non lo ricordasse consiglio di recuperarlo in giro ed ascoltarlo: pezzo gradevolissimo.
Mi capitava solo ieri di ragionare su una questione sovente dibattuta nel nostro piccolo clan di scellerati e riguardante il criterio di valutazione che applichiamo alle donne.
Ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero: pro-perfezione e pro-imperfezione.
Inutile dire che il Catullo, salvo rare occasioni, propende per la perfezione. Il motivo è da ricercarsi, a mio avviso, nella sua costante indecisione che gli impedisce di slanciarsi liberamente verso ciò che realmente lo attrae(foss'anche Maria Giovanna Elmi) e una certa immaturità sessuale che lo trattiene ancora all'epoca di Barbie. Inutile dire che io voto per l'imperfezione. Il periodo di Barbie è passato da un pezzo e le velleitarie manovre per scalfire la coriacea vulva della Mattel non hanno più molto senso.
Tra l'altre all'epoca avevo una perversa predilezione per Skipper(o come cazzo si chiamava), insomma la versione lolita. Sarà che ero più piccolo, ma intuivo in quella bamboletta di rincalzo un troione che Barbie neanche si sognava di imitare.
Immagino sia logico attraversare la fase Barbie et similia, abbiamo timore del giudizio altrui fintanto che non maturiamo un nostro gusto personale sufficientemente saldo da essere manifestato apertamente. Ma poi, per l'appunto, ci si evolve e si comincia a scrutare il mondo femminile alla ricerca della scintilla.
La scintilla checchè se ne dica, non scatta per un corpo statuario e un volto quasi sintetico. Ovviamente è impossibile non provare piacere nel guardare Monica Bellucci o donne di pari bellezza, ma la foja, quell'energia bruciante che ci sconvolge il basso ventre, scaturisce più frequentemente per un dettaglio insignificante: una voce roca(alla Barbara D'urso), un naso leggermente asimmetrico o lievemente storto, un occhio appena chiuso, dei denti impercettibilmente sporgente e soprattutto un vibrare sottocutaneo intenso.
Nel testo di un brano dei TOOL(gruppo rock non eccessivamente conosciuto) c'è una frase che sintetizza magnificamente questo concetto:
"Finding beauty in the dissonance"
Questa è la radice dell'eros, la pietrina che procura la scintilla. Molto più eccitante il confuso al netto, il celato al manifesto, l'imperfezione alla fredda plasticità di un corpo statuario. Datemi due mammelle consumate, ma ancora seriche e in attesa di saliva, datemi una gamba arcuata e un viso provato, datemi una miope dall'occhio appena strizzato, datemi una bocca socchiusa e tenetevi tutte quelle cazzo di Barbie buone per carnificare una bambola gonfiabile.
E allora che c'entra la canzone di cui al titolo?
C'entra perchè, proprio nel periodo della mia vita in cui maggiormente sono convinto di certe affermazioni, proprio stamattina, poco prima di iniziare a scrivere questo post, incrocio alla macchinetta la Piccari!
Maremma maiala, ogni convinzione si discioglie miseramente dinanzi alla number 1 dell'edificio.
Ella, benedetta dalla natura, è una topa di proporzioni bibliche, è LA TOPA.
Un culo alto che neanche il conte Mascetti avrebbe mai potuto ambire, due cosce che sono due colonne, perfettamente intubate in eleganti pantaloni scuri, un busto che neanche i bronzi di Riace, con due poppe che sembrano un omaggio ai sette colli di roma e un viso che madonna santa ci si dovrebbe scrivere a fiotti la divina commedia. Bella come poche cose al mondo, bona come lo stracchino di nonno nanni, appetitosa come una fiorentina da un chilo e due e troia infame, pure sorridente. Se è vero che chi se la tira se la strappa, lei sfugge a questa regola.
Mi incrocia mentre cerco di ascoltare - stentatamente - discorsi dei miei compagni di caffè, non la conosco, ma mi sorride e accenna un saluto.
Ho un groppo in gola e arriva diretto dalle mutande. Ricambio il sorrido, ma nel mio si legge, se ti piglio ti pisto come l'uva, ti sconocchio che bisogna rimetterti insieme tipo un puzzle della Ravensburger, ti mollo solo quando ho le palle ridotte a due prugne secche della california! Oggi ha anche i capelli acconci magnificamente, perfetti per ripulirsi il testone.
Chi dice che la perfezione è un limite, è un gran coglione.
lunedì, 16 gennaio 2006
C'è chi dopo il caffè, anche in questi giorni siberiani, si infila il pastrano ed esce dall'edificio a farsi una rilassante sigaretta.
Fosse per me e son certo per parecchi di voi, sicuramente per quel testa calda del Catullo, preferirei uno svuotino come si deve.
Non mi fraintendano gli affezionati alla Maria, lo svuotino di cui parlo io non si concretizza con un rimescolio di tabacco.
Quel che intendo è un estrazione seminale con tutti i crismi, una volta tornati alla mesta scrivania impiallacciata noce.
Uno si sveglia la mattina contro ogni necessità fisiologica, si violenta per arrivare all'ufficio, si fa due palle come due cocomeri tutta la mattina tra mail senza senso e attività di una noia ferina, mangia la sbobba della mensa, beve il "caffè" delle distributrici automatiche e dopo si concede un meritato sollazzo.
Passiamo alla tecnica.
In questa pratica non è fondamentale avere una supergnocca sotto il piano della scrivania, molto meglio un mezzo cofano se più appassionato e tecnicamente preparato.
Bevi il caffè, dici le ultime stronzate con i tuoi colleghi di merende e torni in stanza, stravacchi le zampe e cominci a girovagare noiosamente per internet. Nel mentre la patta ti viene lentamente slacciata e il capitone estratto con cura.
Controlli l'andamento delle azioni mentre il soffocotto comincia a prendere il ritmo.
E' importante che sia di bocca buona e sappia dosare anche i ceffoni che si autoinfligge per inturgidire l'arto. Lo smurfing ha sempre il suo lurido perchè durante un drenaggio inguinale.
Se avete una vista sul giardino e riuscite a scorgere quei disgraziati schiavi della sigaretta attaccati al tubo di carta mentre la volenterosa lucidapomelli si adopera, la soddisfazione sarà maggiore. Così loro inalano aria migliorata mentre noi ci prepariamo a dissetare una bocca meritevole.
Mentre girovagate tra forum e giornali online, assestate un paio di spinte sulla nuca della donzella, giusto per darle il ritmo, il senso del tempo è fondamentale in qualsiasi esecuzione, musicale o no che sia.
Quando sentite che le saccocce stanno per esplodere, almeno in un paio di occasioni, trattenetevi estraendo l'attrezzo e costringendola a dedicarsi un po' agli zebedei. Questo vi garantirà una maggiore perdita di tempo post-mensa e un maggior carico di fluidi da regalarle(chi si prodiga rannicchiata sotto una scrivania merita un premio consistente).
Procuratevi di aprire un documento qualsiasi di Word prima della deflagrazione, perchè se la bimba è brava perderete per qualche istante il controllo degli arti(tipo Joe Cocker) e l'improvvido ingresso di un/una collega non affidabile in stanza potrebbe generare qualche problema lavorativo. L'occhio pallato non induce sospetti dal momento che negli uffici è la normalità.
Premuratevi piuttosto di far ingerire ogni goccia del nettare alla gentile signora, lo sbrotto stile innaffiatoio è sconsigliato per i vestiti, le scarpe, i pavimenti che diventano sguiscidi e la beona che dovrà transitare per i corridoi con inadeguati ricami perlacei su cute e crine. Datele tutto il tempo di ripulire il capocchione perchè se reinserito nelle mutande ancora sgocciolante non potrete evitare di cartonarvele...
D'altronde non sarà questa coda prolungata un ostacolo, una signorina così ben disposta non si ferma dinanzi a simili dettagli, ogni rigagnolo va prosciugato con cura. Quando avrà terminato rendetele omaggio strizzandole leggermente una poppa e aiutatela ad uscire dalla scrivania. Magari datele anche una veloce pacca sulle natiche.
Son certo che sarete molto più rilassati di chi tornerà intirizzito dalla fumata all'addiaccio. Peraltro se avete selezionato un mezzo cofano come vi suggerivo, avrete buone probabilità di stabilire una consuetudine senza fastidiose complicazioni extralavorative(cene, regali, paranoie pseudo-romantiche), un caldo surrogato dell'actimel quotidianamente servito alla pulzella sarà premio sufficiente per porla nuovamente ginocchioni l'indomani.
Oh, se proprio questo momento di relax non vi piace compratevi un pacchetto di alfa senza filtro e andate affanculo a fumare.
giovedì, 12 gennaio 2006
Quest'oggi a pranzo eravamo solo Yul Endit, il Catullo ed io. Stranamente non abbiamo parlato di gnocca a sufficienza per tirare fuori - con rispetto parlando - un post.
Big Pete non si è proprio presentato in ufficio, sarà sicuramente andato a donnacce, Mr. Clarks aveva una partita a tennis(i suoi impegni tra Rotary e Country Club si fanno più frequenti quando le giornate lo consentono).
Questa temporanea mancanza di spunti freschi mi offre quindi la possibilità di scrivere di un tema attorno al quale, in passato, ci siamo più volte soffermati.
Beninteso che ogni ambiente lavorativo fa storia a sè, è tuttavia molto comune la coabitazione forzata tra maschi e femmine ancora sessualmente attivi.
Di per sè questo non appare - e non dovrebbe essere - un problema, ma cosa accade quando una scintilla erotica si manifesta improvvisamente?
Immagino che il discorso, malgrado le classiche reticenze e ipocrisie, sia perfettamente speculare dal punto di vista femminile, io ovviamente parlerò di noi "pendolari".
Mi ritengo, checché se ne possa pensare leggendo questo blog, una persona seria e irreprensibile, ma il glande vive in una dimensione tutta sua e sono quindi soggetto alle sue impennate come il più volgare dei puttanieri(benedetti attivisti!).
Ci sono due aspetti che mi preme sviscerare, e forse uno dei due è solo una inevitabile conseguenza del primo.
Il punto è che se ci capita di frequentare inevitabilmente qualche tocco di gnocca da urlo, una di quelle che ce lo intosta a ogni occhiata, le convenzioni sociali e il pregiudizio ci costringono a non esternare la sensazione per evitare ignobili starnazzi, magre figure e più serie conseguenze.
Sì, perchè se non si è nell'ambito di un corteggiamento, un complimento ad una donna è difficile manifestarlo se non si vuole rischiare di essere fraintesi.
Se io ora mi alzassi e mi recassi nella stanza del culo più bello del corridoio(
W.orld R.ecord n.d.l.), mi piazzassi davanti ad ella e pronunciassi la seguente frase: "W. te lo devo dire sennò scoppio, hai un sedere meraviglioso e trovo che tu sia una ragazza fantastica. Non ti nascondo che mi arrazzo spesso pensandoti o vedendoti.", sconvolgerei i destini della giornata, il garbato rapporto di stima e gentilezza che c'è tra noi e la mia reputazione di persona seria da qui all'età pensionabile. E garantito, nessuno - men che meno lei - riuscirebbe a credere alla mia buona fede e all'assenza di secondi fini(non fraintendete, se ricambiasse il pensiero starei nella merda, ma è impossibile)
Questa cosa è sistematica, provate a fare un complimento fisico ad una qualsiasi persona che non sia nel mirino del vostro prepuzio e poi ditemi.
Le donne sono convinte che l'apprezzamento fisico sia sinonimo di avance, e sappiamo tutti che è un'ipocrisia anche questa. Sappiamo tutti che desideriamo e apprezziamo con gli occhi e con gli ormoni anche ciò che non prenderemmo mai in considerazione con il cuore o con il cervello.
Il nostro corpo desidera perchè funziona, è per quello che c'hanno dato un chilo e spicci di materia cerebrale. Ma in questa società del cazzo queste considerazioni raramente vengono tenute presenti.
Così se io incrocio una gnocca e ho solo desiderio di esprimere il mio vivo e sincero apprezzamento, rischio di passare per un maniaco, un puttaniere o uno stronzo. La frustrazione inevitabilmente ingrossa capocchia e zebedei.
La seconda questione, che evidentemente è legata alla prima, riguarda i casi in cui la gnocca di turno non solo è abitualmente sotto i nostri occhi, ma addirittura nella nostra sfera di frequentazione forzata. Nella mia stanza - fortunatamente o sfortunatamente secondo il modo di intepretare la questione - siamo solo maschi e questo semplifica le relazioni quotidiane, ma se ci fosse una gnocca quanto ne saremmo condizionati? Come parlare di patata quando accanto hai un paio di cosce pronte all'occhio o delle tette che reclamano una lingua? Come guardarla serenamente in volto quando sotto la scrivania c'è uno spazio fatto apposta per ospitarla in ginocchio?
A me capita di lavorare con delle ragazze, lavorano per me - ma non illudetevi parliamo di lavoro informatico, non ginnico o idraulico - e tutto sommato il livello fisico non è eccelso, così non sono costretto ad affrontare l'argomento, ma c'è chi si ritrova a lavorare con delle fiche strepitose e immagino che al di là del sollucchero delle pupille, la cosa non sia semplicissima da gestire a livello inguinale.
Sarebbe opportuno poter dire: "Ohi, non te la prendere se mi becchi a squadrarti il culo o le poppe, non è colpa mia se porti in giro tutta quella roba. Non devi vederci niente di più che un sano apprezzamento eterologo." Rasserenerebbe l'ambiente e non produrrebbe quell'elettricità negativa, quella tensione e quella logica del sospetto che altera la quotidianità.
Ci complichiamo la vita lasciandoci dominare dall'educazione, dalle convenzioni sociali, dalle paure. Avviene in ufficio e avviene anche nella vita normale, quando ci capita tra le conoscenze un'arrossacappella cui non possiamo dichiarare serenamente il nostro pensiero senza rischiare di essere linciati. Così per evitare di essere demoliti moralmente, portiamo a casa mutande maculate e palle dure come cocchi, fa male, fa molto male.
mercoledì, 11 gennaio 2006
Uno scioglilingua cretino che ripetevamo fino alla noia a un nostro compagno di classe soprannominato Tatte(non ricordo un cazzo di perchè per questo soprannome idiota).
Da un paio di giorni mi è arrivato, tramite losche conoscenze, un giochino excel basato su tette famose. Bisogna semplicemente indovinare dalle foto cui è stato cancellato il viso, le celebri proprietarie delle poppe.
Il giochino è devastante, uno di quei trip che ti assorbe giornate rapidamente. Mi sono sentito immediatamente in obbligo di girare la tenzone agli altri ceffi.
Mentre il sottoscritto a forza di tentativi, reminescenze adolescenziali e intuizioni inquietanti ha già superato abbondantemente quota 20, non sono certo dei risultati ottenuti dagli altri.
Ognuno poi ha il suo stile e indubitabilmente le sue difficoltà:
- Mr. Clarks snobberà di certo il giochino, ma gli mollerà qualche sguardo laido quando il cerebroleso compagno di stanza sarà ingiustificatamente assente.
- Yul Endit, se mai si cimenterà, lo farà col distacco che lo contraddistingue, con l'occhio traverso e un annoiato digitare, uno due giorni e poi puah.
- Big Pete cercherà di sminuire o denigrare il valore del giochino perchè è quello che ha più da perdere, ancora si ricorda con stupore un improbabile punteggio raggiunto su un quiz legato alle esperienze sessuali. Fallire nel riconoscimento delle borracce dell'amore lo metterebbe in serio pericolo. Rovisterà il web e poi con ostentata indifferenza sparerà un punteggio assurdo(ma fra quattro cinque mesi)
- Il Catullo sarebbe il più curioso da spiare per 3 motivi:
a) il suo monitor è perfettamente orientato verso l'entrata della stanza e quindi deve badare che nessuno lo bambi
b) nella sua stanza ci sono due pulzelle, di cui una affetta da mastomegalite congenita e l'altra da mastomicrolite agonistica, ergo deve anche fare in modo che non lo becchino le due colleghe(tra l'altro hanno una stima smodata per il Catullo che passa per essere un bravo guaglione)
c) è il più avvelenato di tutti, se non fosse per i punti a) e b) passerebbe l'intera giornata lavorativa a studiare quelle combinazioni magiche di pixel, indipendentemente dalla soluzione...
Fra un paio di giorni, manderò una mail di audit e cercherò di rastrellare gli avanzamenti, spero che la lettura anticipata di questo post non li induca a mentire, sarebbe ancora più avvilente scorgere la menzogna nelle loro risposte.
Vado a dare una ripassata alla carrellata di bombe!
lunedì, 09 gennaio 2006
Prima che mi passi di mente, devo riportare un episodio riguardante il Catullo svoltosi al bar.
Non c'è niente da fare, il Catullo non riesce a recuperare il terreno perduto...
Tornando da mensa, l'atletico Big Pete, non riuscendo a stare al passo con noi, purchè si rallenti, si propone di offrirci un caffè vero al bar. Neanche a dirlo, l'attimo dopo eravamo immobili. Così dopo circa mezzora, coperti i cinquanta metri restanti dall'annuncio, siamo arrivati al bar.
Mentre Big Pete faceva la fila alla cassa noi ci siamo diretti ad una zona meno affollata del lungo bancone.
Stavano finendo il caffè alcuni colleghi, tra cui una quarantacinquenne friulana a cui qualche volta, ebbri di testosterone, abbiamo anche ipotizzato una frantumazione delle gengive. In realtà di viso è un citofono, ma ha quel dialetto distinto che inevitabilmente arrossa la capocchia.
Il Catullo sempre tra il sonno e la veglia stava evidentemente ancora fantasticando su certe dinamiche di punteruolo, mentre noi avevamo lestamente cambiato argomento soppesando a occhio le bisacce di una ragazza che fa i caffè - e pure i cappuccini secondo me. La tipa, malgrado i capelli raccolti sotto la cuffia, propone un viso di un bel color nocciola, una morona da urlo, anche se non ha proprio un profilo greco. Insomma si rincorrevano ipotesi su cornetti alla crema, cannoli alla siciliana e maritozzi con la panna e si tracciava soprattutto un confine netto tra ella e il predecessore(un clamoroso recchia di gomma). Il Catullo - equivocando disgustato - sentenziava meglio il predecessore(chissà a chi cazzo si riferiva), l'abbiam guardato sbieco cercando di ricondurlo alla ragione, ma niente. Solo quando la bisaccia si chinava verso di noi per depositare i caffè e Big Pete ha frapposto con lo sguardo una freccia tra le pupille opache del Catullo e i caporilli protetti dal cotone del camice bianco della suddetta sisona, il Catullo ha realizzato.
Eureka!
Ma cazzo, da dove ce l'hai la testa????
"Pensavo che parlavate ancora della friulana..."
"Seeeeee...."
Sono subito seguite improbabili fantasie sull'incontro grembiulato.
lunedì, 09 gennaio 2006
E così siamo di nuovo alla gogna.
Mi sono trovato un paio di messaggi privati di lettori che chiedevano notizie della mia scomparsa. Beh, innanzitutto grazie per l'attenzione, ma senza girare troppo il can per l'aia, sono solito scrivere quando si verificano almeno le seguenti due condizioni:
a) sono in ufficio
b) ho qualcosa da raccontare
negli ultimi giorni questo connubio non si è mai verificato, quindi niente post.
Al terzo messaggio invece, di un lettore/lettrice che criticava il tono del blog, non posso rispondere molto. Questo è. Racconto in forma leggermente artefatta quanto ci si dice tra noi quotidianamente. Se questo rappresenti cronaca, follia o semplice esibizionismo non mi riguarda. Ognuno se ne farà l'opinione che vuole. Posso solo dire che, ad eccezione di quel Bukowsky in erba rappresentato da Big Pete, al momento gli altri protagonisti stabili dei post sono persone comunemente giudicate normali, con un rapporto eterologo saldo e che potrebbero persino donare il sangue, sebbene stando ai racconti, preferirebbero di gran lunga donare il seme.
Ma veniamo ad oggi.
Tornati dai bagordi familiari, ci siamo ritrovati a mensa. Eravamo i soliti cinque: Big Pete, Mr. Clarks, Il Catullo, Yul Endit e me.
In realtà discorrevamo di massimi sistemi, dell'opportunità o meno di mettere al mondo dei figli, visto che la maggior parte delle coppie della nostra età che mi è capitato di frequentare recentemente ha le palle girate o per i fastidi di una nuova gravidanza o per le rotture di coglioni degli impiastri già nati.
Il conflitto è massimo quando si cerca di far conciliare il desiderio di tranquillità e di stravacco mentale, con l'impietoso orologio biologico che impone alle donne di sgravare entro una certa...
Comunque trangugiavamo avidamente il nostro pasto celiando su queste minchiate da pausa mensa quando Mr. Clarks richiama la mia attenzione a ore 14:30. Il Catullo aveva già scapocciato un paio di volte, segno che era davvero qualcosa di notevole. Volto la crania in direzione e incrocio una paio di cosce accavallate con calza nera velata infilate in stivaletti a modino. L'incrocio dei cosciotti era purtroppo schermato dalla minigonna, salgo ancora qualche centimetro e mi ritrovo un busto già visto. Mr. Clarks mi fa notare che in uno stiracchiamento di metà pasto il suddetto busto aveva regalato uno sballottio di minne da urlo. E' la scucchiona! Sta in una forma smagliante - da stupro - come sottolinea elegantemente Mr. Clarks. La scucchiona è una gnocca da urlo, corpo perfetto e di solito inguainato come si conviene, buon gusto e niente eccessi. Tra natiche, cosce e tette farebbe impallidire parecchie patacche da televisione, ahimè - e questo è il motivo per cui frequenta la nostra mensa anzichè qualche elegante ristorante in centro - ha un viso grazioso ma con porta spicci. Nel senso che il mento e la parte inferiore della bocca stanno qualche centimetro avanti. Intendiamoci, questo le ha impedito di finire su qualche rivista di moda(tutto da verificare tra quelle di autoscatto), ma a mio giudizio la peculiarità è sfruttabile alla grande. Raramente infatti capita di avere una capoccia di quel livello con salvagoccia integrato. La bimba al momento giusto è in grado di non disperdere nulla del prezioso sciroppo. E che si sia nutrita ripetutamente del proteico nettare è indubbio a giudicare da come è cresciuta. Mentre discorrevamo su questo bell'opscional, Big Pete - ancora intriso degli eccessi natalizi - ha sentenziato al passare di una tipa dal culo alto come l'Everest che l'avrebbe scocciata di gran gusto - "solo nel culo" - ha aggiunto parco, "ma magari con il calzante per aumentare l'effetto intrusivo del diabolico attrezzo!"
A quel punto mi sono sentito in dovere di suggerirgli una visita da Ikea, dove solo qualche giorno fa, ho visto in vendita degli splendidi calzanti lunghi più di un metro per infilare le scarpe senza chinarsi.
Ovviamente come Ikea insegna, le caratteristiche di un oggetto possono essere adattate ad ogni esigenza, e son sicuro che Big Pete e la culona di cui sopra saprebbero sfruttare la lunghezza del calzante, sia eretti che a pigrecomezzi.
Questi svedesi!