In ufficio non c'è un cane, ma proprio nessuno. E dire che 'sto posto è sempre pieno zeppo di cani.
Arrivo con comodo, parcheggio con comodo e mi faccio i cazzi miei per un paio d'ore. Quando mi urge il bisogno di fare la cacca e mi avvio per il lugubre corridoio. Incrocio lo sguardo di Mr. Clarks arrivato fresco fresco(e oggi è proprio il caso di dirlo). Gli do appuntamento per un caffè dopo lo scacarcio, annuisce.
Quando torno ci infognamo in due mail lavorative di una cagacazzi che vuole farci rimporre la chiusura d'anno. Sarebbe meglio che si occupasse della sua apertura d'ano invece. La chiamo immediatamente per evitare ulteriori strascichi di queste infami catene di sant'antonio che ti fanno solo imprecare nei confronti dei suoi compagni di paradiso.
Mentre termino la telefonata e Mr. Clarks si alza per andare alla macchinetta, irrompe la Pina, una commerciale di origini partenopee che ho ripetutamente segnalato a Mr. Clarks per una doverosa pistata post meridiana. Non è quel che si dice una strafiga, ma ha tutti i tratti somatici della stracciafiletto.
E c'ha pure due discrete bombe, almeno a giudicare dal gonfiore dei maglioni. Si insinua come un'anguilla nella nostra discussione, abituata evidentemente a vedere anguille insinuarsi... e ci tocca portarcela alla macchinetta.
E' chiaramente attratta da Mr. Clarks che però non gli concede mai abbastanza credito, anche perchè al pianerottolo, col culo adagiato al davanzale di una finestrona, c'è una delle meglio poppute ragazze di questo palazzo. Una di quelle chicche dall'occhio vitreo di carpa.
Mentre la Pina tiene sotto sguardo fisso Mr. Clarks e blatera di un viaggio a Praga(memore degli sconquassi prodotti da Rocco) io posso concedere pesanti occhiate alla popputa. Parlotta con altre due tipe appena sopra la soglia di un citofono. Porta una gonnellina a mezza coscia che lascia intravedere una buona tornitura sotto calza nera velata, fino all'ingresso del polpaccio in stivaletti a mezza gamba. Ma lo spettacolo è evidentemente sopra la vita dove un morbido maglione di lana bianca esplode con due colli degni dell'aventino e del palatino. E la ragazza arriverà a malapena a 23, 24 anni, con tanto ancora da dare al mondo e con una pella a occhio e croce tesa come un tamburo.
Ha un visetto niente male e una evidentissima miopia che dietro gli occhialetti da revisionare la costringe ad un continuo strizzare degli occhi per mettere a fuoco, avrebbe bisogno di un bel collirio...
Mr. Clarks porge la recchia alla Pina, ma la pupilla la aggira come una punizione di baggio per squadrare la popputa e la Pina, commerciale tutto sommato sveglia, lo tana perentoriamente: "Eh, ma così non si fa, stai parlando con me!", sorride comunque complice.
Mr. Clarks annaspa, cercando di fare lo gnorri, ma lei lo incalza(fors'anche gelosa), "Non hai mai fatto corsi di comunicazione?"
"Ma io ti sto ascoltando Pina" prova a giustificarsi. "Non basta, devi anche guardarmi..."
Io mi faccio i cazzi miei e continuo a studiare cosce e maglione gustandomi meglio il caffe'.
La Pina soprassede e continua a parlare di Praga, mentre Mr. Clarks - con la coda tra le zampe - come un cagnolino sgridato, si costringe a guardarla controvoglia.
Ma dico io, visto il tempo anche appropriato e il corridoio vuoto, invece di perdersi inutilmente a guardare una popputa su cui probabilmente non si ha nessun ascendente erotico nè alcun potere "commerciale", non converrebbe a Mr. Clarks portarsi la Pina(sua commerciale) in ufficio e farle vedere qualche fiotto di neve?
Arrivo con comodo, parcheggio con comodo e mi faccio i cazzi miei per un paio d'ore. Quando mi urge il bisogno di fare la cacca e mi avvio per il lugubre corridoio. Incrocio lo sguardo di Mr. Clarks arrivato fresco fresco(e oggi è proprio il caso di dirlo). Gli do appuntamento per un caffè dopo lo scacarcio, annuisce.
Quando torno ci infognamo in due mail lavorative di una cagacazzi che vuole farci rimporre la chiusura d'anno. Sarebbe meglio che si occupasse della sua apertura d'ano invece. La chiamo immediatamente per evitare ulteriori strascichi di queste infami catene di sant'antonio che ti fanno solo imprecare nei confronti dei suoi compagni di paradiso.
Mentre termino la telefonata e Mr. Clarks si alza per andare alla macchinetta, irrompe la Pina, una commerciale di origini partenopee che ho ripetutamente segnalato a Mr. Clarks per una doverosa pistata post meridiana. Non è quel che si dice una strafiga, ma ha tutti i tratti somatici della stracciafiletto.
E c'ha pure due discrete bombe, almeno a giudicare dal gonfiore dei maglioni. Si insinua come un'anguilla nella nostra discussione, abituata evidentemente a vedere anguille insinuarsi... e ci tocca portarcela alla macchinetta.
E' chiaramente attratta da Mr. Clarks che però non gli concede mai abbastanza credito, anche perchè al pianerottolo, col culo adagiato al davanzale di una finestrona, c'è una delle meglio poppute ragazze di questo palazzo. Una di quelle chicche dall'occhio vitreo di carpa.
Mentre la Pina tiene sotto sguardo fisso Mr. Clarks e blatera di un viaggio a Praga(memore degli sconquassi prodotti da Rocco) io posso concedere pesanti occhiate alla popputa. Parlotta con altre due tipe appena sopra la soglia di un citofono. Porta una gonnellina a mezza coscia che lascia intravedere una buona tornitura sotto calza nera velata, fino all'ingresso del polpaccio in stivaletti a mezza gamba. Ma lo spettacolo è evidentemente sopra la vita dove un morbido maglione di lana bianca esplode con due colli degni dell'aventino e del palatino. E la ragazza arriverà a malapena a 23, 24 anni, con tanto ancora da dare al mondo e con una pella a occhio e croce tesa come un tamburo.
Ha un visetto niente male e una evidentissima miopia che dietro gli occhialetti da revisionare la costringe ad un continuo strizzare degli occhi per mettere a fuoco, avrebbe bisogno di un bel collirio...
Mr. Clarks porge la recchia alla Pina, ma la pupilla la aggira come una punizione di baggio per squadrare la popputa e la Pina, commerciale tutto sommato sveglia, lo tana perentoriamente: "Eh, ma così non si fa, stai parlando con me!", sorride comunque complice.
Mr. Clarks annaspa, cercando di fare lo gnorri, ma lei lo incalza(fors'anche gelosa), "Non hai mai fatto corsi di comunicazione?"
"Ma io ti sto ascoltando Pina" prova a giustificarsi. "Non basta, devi anche guardarmi..."
Io mi faccio i cazzi miei e continuo a studiare cosce e maglione gustandomi meglio il caffe'.
La Pina soprassede e continua a parlare di Praga, mentre Mr. Clarks - con la coda tra le zampe - come un cagnolino sgridato, si costringe a guardarla controvoglia.
Ma dico io, visto il tempo anche appropriato e il corridoio vuoto, invece di perdersi inutilmente a guardare una popputa su cui probabilmente non si ha nessun ascendente erotico nè alcun potere "commerciale", non converrebbe a Mr. Clarks portarsi la Pina(sua commerciale) in ufficio e farle vedere qualche fiotto di neve?




