giovedì, 29 dicembre 2005
In ufficio non c'è un cane, ma proprio nessuno. E dire che 'sto posto è sempre pieno zeppo di cani.
Arrivo con comodo, parcheggio con comodo e mi faccio i cazzi miei per un paio d'ore. Quando mi urge il bisogno di fare la cacca e mi avvio per il lugubre corridoio. Incrocio lo sguardo di Mr. Clarks arrivato fresco fresco(e oggi è proprio il caso di dirlo). Gli do appuntamento per un caffè dopo lo scacarcio, annuisce.
Quando torno ci infognamo in due mail lavorative di una cagacazzi che vuole farci rimporre la chiusura d'anno. Sarebbe meglio che si occupasse della sua apertura d'ano invece. La chiamo immediatamente per evitare ulteriori strascichi di queste infami catene di sant'antonio che ti fanno solo imprecare nei confronti dei suoi compagni di paradiso.
Mentre termino la telefonata e Mr. Clarks si alza per andare alla macchinetta, irrompe la Pina, una commerciale di origini partenopee che ho ripetutamente segnalato a Mr. Clarks per una doverosa pistata post meridiana. Non è quel che si dice una strafiga, ma ha tutti i tratti somatici della stracciafiletto.
E c'ha pure due discrete bombe, almeno a giudicare dal gonfiore dei maglioni. Si insinua come un'anguilla nella nostra discussione, abituata evidentemente a vedere anguille insinuarsi... e ci tocca portarcela alla macchinetta.
E' chiaramente attratta da Mr. Clarks che però non gli concede mai abbastanza credito, anche perchè al pianerottolo, col culo adagiato al davanzale di una finestrona, c'è una delle meglio poppute ragazze di questo palazzo. Una di quelle chicche dall'occhio vitreo di carpa.
Mentre la Pina tiene sotto sguardo fisso Mr. Clarks e blatera di un viaggio a Praga(memore degli sconquassi prodotti da Rocco) io posso concedere pesanti occhiate alla popputa. Parlotta con altre due tipe appena sopra la soglia di un citofono. Porta una gonnellina a mezza coscia che lascia intravedere una buona tornitura sotto calza nera velata, fino all'ingresso del polpaccio in stivaletti a mezza gamba. Ma lo spettacolo è evidentemente sopra la vita dove un morbido maglione di lana bianca esplode con due colli degni dell'aventino e del palatino. E la ragazza arriverà a malapena a 23, 24 anni, con tanto ancora da dare al mondo e con una pella a occhio e croce tesa come un tamburo.
Ha un visetto niente male e una evidentissima miopia che dietro gli occhialetti da revisionare la costringe ad un continuo strizzare degli occhi per mettere a fuoco, avrebbe bisogno di un bel collirio...
Mr. Clarks porge la recchia alla Pina, ma la pupilla la aggira come una punizione di baggio per squadrare la popputa e la Pina, commerciale tutto sommato sveglia, lo tana perentoriamente: "Eh, ma così non si fa, stai parlando con me!", sorride comunque complice.
Mr. Clarks annaspa, cercando di fare lo gnorri, ma lei lo incalza(fors'anche gelosa), "Non hai mai fatto corsi di comunicazione?"
"Ma io ti sto ascoltando Pina" prova a giustificarsi. "Non basta, devi anche guardarmi..."
Io mi faccio i cazzi miei e continuo a studiare cosce e maglione gustandomi meglio il caffe'.
La Pina soprassede e continua a parlare di Praga, mentre Mr. Clarks - con la coda tra le zampe -  come un cagnolino sgridato, si costringe a guardarla controvoglia.

Ma dico io, visto il tempo anche appropriato e il corridoio vuoto, invece di perdersi inutilmente a guardare una popputa su cui probabilmente non si ha nessun ascendente erotico nè alcun potere "commerciale", non converrebbe a Mr. Clarks portarsi la Pina(sua commerciale) in ufficio e farle vedere qualche fiotto di neve?
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categoria:gnocca
martedì, 27 dicembre 2005
Mentre nel web e nel mondo "reale" si respira questa plasticata atmosfera natalizia, pregna di buoni propositi e buonismo rosato, sono abbastanza convinto che nell'intimo i pensieri foschi che ci animano per il resto dell'anno non stanno a grattarsi le palle.
Dal momento che questo spazio è stato concepito per dare voce a quanto si pensa, ma ci si trattiene dal dire, ritengo sia proprio il momento di fare omaggio ai lettori meno ipocriti di un piccolo Bignami sulla tecnica del graffiato.
Prendetelo come un manualino da applicare alla prima occasione utile, auguro ai più focosi di poterne far uso già a partire dalla prossima festività di capodanno, agli altri di studiarselo a fondo per un'occasione più lontana nel tempo, forse al rientro della festività.
La tecnica del graffiato ha probabilmente radici molto lontane nel tempo, la sua applicabilità, a meno di ovvie varianti, è molto vasta. Mi concentrerò su uno degli stili moderni, analogamente a tutte quelle cazzo di pseudo-arti marziali sbarcate in Italia negli ultimi vent'anni e che hanno permesso a palestre squinternate di ritagliarsi il loro ambito esclusivo in un panorama già sovraffollato di scuole di karate e judo. In questo senso Big Pete la saprebbe lunga, ninja indomito di una disciplina che ricorda in qualche modo il sudore ma di cui ora mi sfugge il nome esatto. Purtroppo Big Pete è a distruggersi fisicamente in qualche losco maniero del centro Italia, tra cannabis, jack daniels, partite di biliardo e donnacce.
Comunque, come dicevo, descriverò la tecnica del graffiato attraverso uno stile moderno, nato all'incirca alla fine degli anni '80 di pari passo con l'escalation inarrestabile del ruolo dei manager nelle aziende italiane.
Sì perchè il ruolo di manager ha stravolto la filosofia che muoveva le carriere nel nostro paese. Fino ad allora, escluse le tradizionali raccomandazioni politiche, la crescita professionale era rigidamente legata all'anzianità di servizio. E comunque anche se sostenuti da appropriate aderenze politiche, bisognava rispettare le gerarchie anagrafiche - almeno in parte. Il nuovo stile Yuppie ha consentito anche ai giovani arrampicatori mossi dall'ambizione più violenta di accedere a incarichi di responsabilità e stipendi da calciatore professionista in età inferiore ai cinquanta.
Questo rinnovamente ha inevitabilmente procurato una serie di conseguenze che hanno reso più dinamico e frizzante l'ufficio.
Se un manager(prevalentemente maschio - anche se le cose stanno lentamente cambiando) comincia a spiccare, inevitabilmente l'incrocio di sorrisi che lo accompagna per i corridoi aumenta e inevitabilmente si crea il codazzo di quelle pulzelle che a colpi di coscia e scollature cercano di farsi notare.
Il look femminile è diventato più aggressivo, la calza autoreggente è tornata di moda in un luogo dove fino a pochi anni prima poteva andar benissimo il gambaletto da zitella baffuta dell'Aspromonte.
Lo stravolgimento dei canoni estetici impiegatizi è sbocciato in una duplice prospettiva: quella del manager che deve solo scegliere su quale gota porre la sua cappella quando lo stress dirigenziale colma la misura e quella degli altri impiegati, tagliati fuori da certi privilegi e costretti a guardare con bramosia frustrata queste esposizioni brutali di tette e culi.
Nel caso, non troppo raro, che qualcuna di queste gnocche riesca anche a rimediare il puparuolo e qualche bieco privilegio, agli impiegati sfigati sarà impossibile non accorgersene. Le tipe infatti assumono quell'aria da star del cinema che ti guarda schifata anche se sei più bello di Brad Pitt.
A questo punto, con preparazione scientifica, è opportuno agire sulla zoccola mediante tecnica del graffiato.
Per una buona performance della tecnica del graffiato, dovete assicurarvi di avere a disposizione le seguenti attrezzature:

1) parete rivestita in quarzo lavorato a graffiato, meglio se colonna con spigolo vivo
2) scrivania sgombra nei pressi delle succitata colonna
3) porta chiudibile a chiave
4) palle sufficientemente gonfie per poter scrivere una poesia di Trilussa(Quasimodo è escluso per l'estrema brevità di alcune sue composizioni)
5) fate esercizi di stretching e riscaldamento della mano destra(strumento protagonista dell'azione) potete ispirarvi a qualche esercizio da pianista o a qualche manuale di prestidigitazione scritto da Silvan

Con sguardo vacuo portatevi alle spalle della vittima(preferibilmente in minigonna con calza autoreggente e capelli lunghi).
Conducetela casualmente, parlando di temi a lei cari(fatele qualche stronzo complimento sull'abbigliamento o chiedetele delle sue ultime vacanze esotiche, tanto avrà sempre qualche cazzata da dire) verso la colonna rivestita in quarzo.
A questo punto, mentre la mignotta sta rimembrando annoiata dei mirabili paesaggi tropicali, afferratele con gesto repentino e con presa salda la coda di cavallo e tirate un turbodritto alla Agassi costringendola con la torsione del collo a battere con lo zigomo sinistro lo spigolo del muro. Affrettatevi a sostenerla con il braccio sinistro, magari afferrandole anche una tetta.
Mentre è ancora svenuta, infilatela trascinandola nell'ufficio predisposto alla punizione. Finite di sgombrare la scrivania da eventuali inutili oggetti di cancelleria e riversatela a faccia avanti sul piano con il lato ferito a contatto del legno impiallacciato.
Non attendete che si riprenda, tiratele su quel francobollo di gonna che ha messo su e scostatele o strappatele il tanga. Nel caso in cui porti i collant siete autorizzati a romperli con il primo oggetto tagliente che trovate a disposizione, alle brutte un paio di forbici nella cassettiera ci sono sempre.
Entrate di blocco nel pertugio che preferite e sforzatevi di resistere fino al risveglio.
La percussione deve essere lenta e costante per consentire un risveglio graduale e un morbido strofinio dello zigomo ferito sul piano.
Si desterà rantolando confusamente, mescolando l'inatteso piacere con il dolore del cartone prodotto con il quarzo. Il quarzo ha appunto la facoltà di generare ferite irregolari: tagli profondi e abrasioni diffuse che le ricorderanno molto a lungo cosa è successo.
Quando comincerà ad aprire gli occhi e dovrà prendere la decisione tra una reazione incazzata e una più docile sottomissione(tanto non sarà di certo la prima volta per lei), affondate i colpi più decisamente e preparatevi alla scrittura della poesia(preferibilmente iniziando proprio sul rosso sanguinolento della ferita onde produrre un gradevole effetto salsa rosa.
Se avrete agito sapientemente e vi sarete fatti valere sulla scrivania, una volta autografata la poesia, vi sarà concesso un sofferto, ma convinto sorriso e un appuntamento per un secondo incontro. Sarà lei a preoccuparsi di trovare la parete giusta, dal momento che la colonna già l'ha intascata.
Avrete inoltre l'indubbia soddisfazione di vederle sparire dalla faccia quella cazzo di espressione di superiorità sostituita da un grosso cerottone bianco.
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categoria:tecnica
mercoledì, 21 dicembre 2005
Eravamo il Catullo, Mr. Clarks, Yul Endit ed io. Dopo esserci seduti ad un tavolo defilato, ma sufficientemente strategico per esercitarci in un po' di sano gnoccwatching, abbiamo cominciato a ingurgitare la sbobba del giorno. Come capita ormai raramente i piatti non avevano nomi del tipo: "Fringuello di tigre alla cosacca" o "Salmone ai petali di pachino e boccoli di zucchine" o addirittura "Verdesca imperiale alla perugina", quindi non potendo sparlare del cuoco abbiamo cominciato a parlare di phregna.
A dire il vero tutte le dissertazioni sono partite da una mia segnalazione sull'abbigliamento particolarmente ricercato che oggi sfoggiava un rinomato cofano del nostro piano. Dal cofano al paraurti il passo è breve e quindi tra Mr. Catullo e Yul Endit si sono cominciati a riproporre i soliti tormentoni su citofoni e sirene che di solito accompagnano il pasteggio. Big Pete ci aveva abbandonato per un pranzo ritardato altrove, un'informazione lapidaria fornitaci mentre si spalmava annoiato un po' di Nivea su quelle mani da traslocatore. Si è perso un bel po' di rivelazioni. Peggio per lui, spero che almeno si sia goduto il pasto.
Mr Clarks ha subito messo in chiaro che il Cofano di cui sopra per quanto agghindato non va bene neanche per occultare una latrina comune. Ha ragione senza dubbio, ma va riconosciuto al Cofano un grande coraggio, una perseverante negazione della propria evidente condizione di pezzo di ricambio e una indomabile e irrisolvibile fame di cazzo.
I toni sono degenerati quando si è parlato dell'esercitazione antincendio che domani ci costringerà a pupazzarci in onore di una legge tanto giusta quanto farsescamente ottemperata. La simulazione d'incendio avverrà alle undici spaccate tutti pronti col cazzo in una mano e il giacchetto nell'altra. Dovremo far finta di spaventarci pur uscendo ordinatamente attraverso le uscite d'emergenza. Yul Endit per uno strano coinvolgimento è stato prima coinvolto in un corso sulla sicurezze e poi nominato capo-corridoio(come i capoclasse alla scuola elementare). Per questo colpo di culo dovrebbe segnalare le persone che si rifiuteranno di uscire a comando.
Abbiamo provato a sondare il terreno cercando di capire se la segretaria che lo ha coinvolto in questo impiccio gli ha almeno pagato il disturbo con un'accurata svuotata delle saccocce. Yul Endit è rimasto muto come un sarago(lo stesso che speriamo abbiamo mollato sulle gote della segretaria - un tipino niente male!!! ha un po' i fianchi sciancati, ma c'ha un volto da autografare in bianco che è un invito portentoso!)
Cmq si parlava di questa evacuazione, Catullo aveva subito pensato al cesso e quindi abbiamo dovuto spiegargli che la parola evacuazione può assumere diversi significati, e abbiamo chiesto a Yul Endit: "Ma chi cazzo ci avverte? Suona una sirena?"
E lui: "Sì dovrebbe suonare una sirena"
A questo punto, non ricordo chi di noi tre, ha detto: "Potremmo ovviare alla sirena costringendo Big Pete a inculare alle undici precise il Cofano con un bel colpo di blocco in buca ad angolo! Caccerebbe un urlo che fanno evacuare pure montecitorio!"
Di qui si è degenerato: "allora facciamogli inculare quella dell'Opus Dei che non vede un cazzo dal '62, se Big Pete le arriva a battuta cala tutto il calendario da SS Madre di Dio a San Silvestro e domani si presenta vestita di nero con le croci rovesciate per orecchini."
Si è inserito inaspettatamente Yul Endit dicendo che la sirena l'hanno fatta suonare pure alla Ciambella e pure in ufficio. La Ciambella è una psicotica dal viso perennemente incazzato che fa la segretaria al palazzo di fronte. Avrebbe lo chassis per fare i soffocotti con la panna sullo sfondo di una bella scena di mucchio, di quelle che non vanno neanche nei titoli di coda, ma si lavorano di gusto il filone per guadagnarsi la pagnotta. Il problema è che visti gli attacchi di aggressività di cui è spesso preda, quando Yul Endit ha calato l'asso, è esploso un silenzio di sepolcro. L'abbiamo guardato con gli occhi a girandola: "E chi cazzo ha avuto il coraggio????"
Lui ha nicchiato, appellandosi alla discrezione.... "Ma vaffanculo" gli abbiamo fatto eco in coro "Prima fai 'ste affermazioni e poi ti tiri indietro? Ora cacci il nome"
Ha glissato, promettendoci di dircelo all'esterno, ma lasciandosi scappare che l'infilzata era avvenuta in ufficio. Proprio in quel mentre al tavolo accanto squilla il cellulare di una collega, una bionda in fase discendente. Mr Clarks rimarca quanto sia brutta la suoneria e Catullo inciampa in un "Sì però..." lasciando intendere che alla bionda concede qualche punto. "Dai continua..." lo imbecchiamo, "Cazzo fatti uscire qualcosa, non ti aiutiamo, di quello che vuoi dire!" Catullo va nel panico, sulla scorta delle batoste precedenti ha paura di sbilanciarsi finchè non gli facciamo capire cosa ne pensiamo noi. Alla fine prima che crolli gli concediamo una fetta di ragione, la bionda può ancora andare sotto mannaia, ma lui deve acquisire personalità cazzo! Deve crescere almeno la metà della sua testa.
Yul Endit butta lì che hanno pistato anche la bionda...
"Oh cazzo! ma è il giorno dei segreti" e chi se lo sarebbe mai creso che Yul Endit sapesse più cose della Giacobini!!!
"Ora porca troia ci dici chi si è passato la bionda o ti facciamo evacuare nell'Aniene" devo ammetterlo, quando si parla di gossip impiegatizio sono più curioso di una donna.

Insomma dopo minacce varie si è scoperto che il Black & Decker era lo stesso. Wow, respect! Soprattutto per il coraggio di infilare il budello nella tana della psicotica.
Big Pete subirà un duro colpo nell'orgoglio quando leggerà queste righe, c'è in giro chi chiacchierando poco colpisce più di lui e sono traguardi anche difficili.

Sulla via del ritorno abbiamo incrociato una delle top 3, una boccata d'ossigeno in una giornata altrimenti uggiosa. Assieme gli scoop regalati da Yul Endit la nostra dose di pettegolezzo bastardo e misogino è stata raggiunta abbondantemente. L'abbiamo ovviamente squadrata con passione mentre la incrociavamo. Catullo, per non saper nè leggere nè scrivere si è diretto subito al bagno. Ha detto di dover iniziare le prove d'evacuazione, dubitiamo che parlasse del retrobottega...
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categoria:hush hush
martedì, 20 dicembre 2005
Ogni tanto il Catullo perde la testa. Per chi lo conosce la cosa può risultare strana visto le dimensioni della crania, ma avviene e anche spesso.
Il Catullo è ossessionato dall'essere femminile. Purtroppo spesso e volentieri al notevole flusso di testosterone che gli circola in corpo non corrisponde pari quantità di intuito e di occhio clinico. Di solito ti si accosta con l'occhio vitreo e le mani già in tasca e inclinando lievemente il testone ti bisbiglia un commento sulla pagnorfa di passaggio.
Cerca prevalentemente che tu gli sia correo, una sorta di cameratismo voyeuristico, insomma incrocia le dita sperando di non aver di nuovo sbagliato la mira.
Sì, perchè malgrado il suo impegno costante nello scanning e nella catalogazione delle vittime virtuali, prende della cantonate da almanacco.
Qualche mese fa si invaghì - inguinalmente parlando - di una tardona da carbonio 14 che scoprimmo solo allora lavorare sul nostro piano da secoli. La cosa è estremamente indicativa delle dimensioni dell'abbaglio.
Hai voglia ad ammicarci per farci capire a chi si riferisse il suo sguardo concupiscente, guardavamo attoniti per il pianerottolo mentre sorseggiavamo l'osceno caffè da macchinetta e non capivamo. Non vedevamo non dico donne, ma neanche femmine. Infine credo ci abbia fornito un dettaglio d'abbigliamento e solo allora la tipa è apparsa nella visuale.
Una rivelazione inquietante, dopo avergli chiesto ripetute conferme, ci siamo guardati sbigottiti e in sequenza siamo esplosi in:
"E da dove cazzo è uscita questa?"
"Questa? Sicuro?"
"Madonna Catullo, è meglio la macchinetta del caffè"
L'essere sarà alta grosso modo come il cestino per i bicchieri del caffè, ha pancia, gamboni da gotta così a ics che non risolvi neanche con Cramer. I capelli sono ricci di un improbabile rosso tiziano e soprattutto ha un volto da scimmia carico di rughe come uno Sharpei.

Sono seguiti dieci minuti di commenti tanto lapidari quanto giustificati durante i quali il Catullo, ha cercato invano di ritrattare, ma il frittatone era servito.
Gli abbiamo anche chiesto se non ci si fosse già cartonato le mutande e anche considerazioni di un ordine di grandezza più pesante. Lui ha opportunamente abbozzato.
Infine, mossi dall'indulgenza che ci contraddistingue, gli abbiamo concesso un'opportunità per riparare. La chiave è trovare qualcuna che pur non palesemente stratosferica, lasci trasparire potenzialità fisiche e "caratteriali" superiori.
Di strappe manifeste ce ne sono anche troppe in giro, una gnocca dissimulata vale doppio, come una parola con la Q a scarabeo.
Noi aspettiamo pazienti, ma per ora il Catullo, pur spremendosi sicuramente le meningi, non ha saputo meravigliarci e riparare all'inquietante segnalazione.
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categoria:catullo
lunedì, 19 dicembre 2005
Eh, il primo vero post di questo blog va di diritto alle chiappe più belle del corridoio.
Soltanto qualche giorno fa si dissertava oziosamente su una brevissima classifica tra il capolavoro architettonico di cui si fa scudo la signorina in questione e quello di un altra accattivante tipa che ci rallegra le retine di tanto in tanto.
Stiamo parlando di un bel 10 per la chimera in questione e di un 9.5 per l'altra frequentatrice. La cosa più commovente è il perfetto riempimento del jeans attillato. Mai cuciture hanno subito una curvatura così melodiosa e armonica. E' un culo perfetto.
Il sondaggio, posto al sottoscritto da Catullo e Mr. Clarks, con la partecipazione sottovoce di Big Pete, era in effetti poco chiaro. Come è ovvio a domanda confusa, corrisponde risposta confusa. Se mi si chiede quale sia il fondoschiena più bello in senso assoluto tra le due contendenti, anche se di solo mezzo punto, la vincitrice è scontata.
Se invece si chiede quale sia la natica che più vigorosamente ispira cupi pensieri e laidi scenari da porta chiusa, questione da risolversi in un intenso e fiammeggiante quarto d'ora, l'ago della mia bilancia(e non solo l'ago) pende decisamente per il 9.5. C'è ovviamente una spiegazione a tutto questo.
Mentre il Catullo oscillava scettico il suo enorme testone, innamorato com'è della perfetta rotondità della chimera, Big Pete e Mr. Clarks convenivano con me che il 9.5, sebbene meno perfetto e forse anche leggermente appesantito(ha già subito una gravidanza ed è stato probabilmente tagliandato in un paio di occasioni) ha il vantaggio del maggiore stacco di cosce e del loro leggero arco. La camminata ne risulta molto più intrigante e accresce la voglia di farsi una portentosa partita a flipper.
Il 10 della chimera è troppo per poter essere consumato in quattro rantoli violenti. Lì c'è bisogno di un luuuungo preliminare, dell'osservazione lenta, di una manipolazione accorta, poi per carità - sempre a battuta bisogna finire - ma non si può sprecare tutto con quattro rapidi colpi di reni.
In più il 10 ha gambe belle, ma leggermente a ics, che aiutano cmq la mandola, ma non incutono rabbia e livore nel testone.
Insomma mentre il 9.5 è materiale di consumo, il 10 è un investimento, puoi anche tenerlo lì, di lato al Picasso per commentarlo amabilmente con i tuoi amici durante una partita di poker infrasettimanale.

Ora vado a dargli un'altra sbirciata, tanto devo passare di lì.
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categoria:gnocca
lunedì, 19 dicembre 2005
Sulla falsa riga della canzone della ipercrinita Fiorella Mannoia, ho deciso di intitolare questo blog quel che gli uomini si dicono.
Un blog fondamentale, non perchè lo scriva io, ma perchè è giunto il momento di sfatare il luogo comune che vuole noi maschietti ossessionati da soli due argomenti:
calcio e gnocca.
Questo blog ha lo scopo di rivelare, anche quotidianamente, il succo delle conversazioni tra uomini in occasione di quei momenti in cui la modalità ruttolibero è on.
Vi accorgerete presto tutti quanti, quali siano i veri interessi che governano l'universo maschile.
Compagni di avventura, assieme al sottoscritto, saranno i più frequentemente frequentati: il Catullo(la vera testa del gruppo), Mr. Clarks(lo snob)e Big Pete(misogino nell'anima).
Ci saranno, come in ogni serial che si rispetti, guest starsss, pronte a donarci camei per rendere le conversazioni più scintillanti del solito.

Bene siamo pronti a cominciare...

Coito ergo sum.
postato da: luthero alle ore 13:25 | Permalink | commenti
categoria:general