giovedì, 09 marzo 2006

Già dal momento del preraduno si era intuita l'aria che tirava.
Big Pete c'ha riassunto alcune eroiche imprese affrontate nello scorso weekend che giustificano, almeno in parte, anche il suo ingresso al lavoro alle ore 14:00 di lunedì.
Un suo amico con seri problemi familiari ha escogitato una terapia a base di natica tropicale, che sembra, almeno nelle serata più tristi, sollevargli il morale e anche qualcos'altro. Riesce almeno a svuotarsi del seme perfido delle preoccupazioni... sapete quando uno ha le sacche piene di preoccupazioni? Eh, proprio quelle sacche.
Insomma durante una monotona serata a base di sigarettepiù e alcoolici casuali, la natica di cui sopra si è presentata ai due(Big Pete & friend) in compagnia di una tenera e spensierata ragazza cubana. Non appena l'amico è andato a snocciolare in separata sede tutte le sue pene all'amica, la tenera cubana si è tramutata in robocop e ha praticamente ingaggiato un combattimento con Big Pete che è proseguito fino all'esaurimento dei fluidi corporei.

Or siccome RoboChiapp deve tornare ad Amsterdam dal suo maritino, Big Pete ha ben pensato di organizzare una seratina di addio, giusto per permetterle di tornare ad accudire il focolare domestico con un buon souvenir d'italie conservato nella tasca che preferisce.
Di qui l'idea di portare le due simpatiche donzelle ad un locale di scambisti, garantendosi l'ingresso gratuito con la carne d'accompagno.
Si è accesa una vivace discussione sull'opportunità di rischiare una martellata inguinale con una professionista simulante dilettantismo, anzichè ripetere la mattanza con una dilettante in possesso di indubbie doti di professionista.
Big Pete ha assicurato che dopo il weekend trascorso gli resterebbe solo di spezzarle le braccia, avendo praticamente esaurito pertugi e soluzioni finali. Preferisce a questo punto gettarsi nel mucchio e pescare quel che trova... con l'attenzione necessaria a evitare di tirar su qualche cefalo.
Il Catullo, con la testa sempre sulle spalle, ha mantenuto la sua posizione conservatrice ribadendo che preferisce il certo all'incerto e che sfrutterebbe fino all'ultimo goccio la cubana. Ma nel mezzo del discorso si è informato comunque sul dove trovare questi locali ambigui(http://www.romeguide.it/erotica/erotismo.htm).
Mr. Clarks ha sostanzialmente aderito a questa posizione spiegando che quando si ha una buona bottiglia di vino e una succulenta fiorentina da poter cucinare in casa, si evita di andare al ristorante. Comunque il suo fare aristocratico non si confà a organizzazioni così plebee.
Dal canto mio, ritengo tutto sommato comprensibile il desiderio d'avventura di Big Pete, ma lo subordinerei alla garanzia di poter disporre di una seconda cartuccia qualora al porcheggio di scambio le cose non andassero per il verso giusto.

Ci siam ripromessi di riparlarne a pranzo e così è avvenuto mentre Yul Endit e Cesar Child si accomodavano con una collega, noi ci siamo radunati a discorrere di sodomie varie in un clima già fertile dall'aperitivo di cui sopra.
Big Pete ha rafforzato la sua posizione e ha portato a sostegno il fatto di averla vista già godere anche di culo. La secondo volta nella sua onorata carriera di viveur. Ha poi annotato che di solito le ragazze caraibiche hanno il gran pregio di essere al tempo stesso estremamente disinvolte e gradevolmente ubbidienti. Insomma ha già esaurito gli sfizi con la simpatica mogliettina di quel cornuto in Amsterdam. Sono una coppia aperta ha spiegato, abbiamo sottolineato che è soprattutto lei ad essere aperta.
Ci ha poi spiazzati osservando che la donna in genere ha limiti ben più lontani di quelli maschili essendo in possesso di maggiori possibilità e di più pertugi in entrata e in uscita.
Mi sono sentito in dover di tracciare una linea di confine, essendo personalmente interessato solo ai pertugi in entrata, ma qui il Catullo si è esposto confessandosi amante del liquor vaginale. Ho smesso di mangiare il mio yogurt prugna e cereali che sembrava ormai ottenuto dal rimescolio di sostanze recuperate in un alternarsi di penetrazioni anteriori e posteriori. C'erano anche dei misteriosi grani marroncini... Non amo particolarmente Ferrero Rocher improvvisati su lenzuola matrimoniali. Bisogna prima assicurarsi di aver sgombrato il campo da terriccio.
Abbiamo chiesto al Catullo se si dispone accucciato in attesa che si apra la fontanella: lui, ridendo e piangendo al tempo stesso, ha glissato...
Dopodichè si è gettato su un piattino di prugne secche immerse nel loro sughetto rosato che mi ha evocato un orrido piatto ingerito da Bonacelli ne "Le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini. Gliel'ho fatto notare sperando di restituirgli il favore dello yogurt, ma mentre Mr. Clarks rideva di disgusto, il Catullo ha seraficamente detto di non aver visto il film e ha continuato a ingoiare quei bocconi bruni.
Il Catullo non capisce inoltre come si possano fare 100 km ad andare e 100 a tornare per una serata estrema, ma qui Big Pete - a ragione - gli ha fatto presente che questi sono dettagli di fronte alla gnocca.
Gli ha pure spiegato che le difficoltà di comprensione sono dettate dall'inesperienza, a ciascuno il suo, come diceva Sciascia: come non si può fare una corsa con la cinquecento, bisogna saper fare lo sterrato con la macchina da rally. Il Catullo ha fatto lo sborone dicendo che il rally si fa anche a casa con la propria compagna... puah. E' chiaro che non parla della stessa cosa: lui pensa a una stradina di campagna, quando Big Pete parla di Parigi - Dakar.
Ho immediatamente dato il mio supporto: e chi li conta i chilometri con un traguardo così premiante?

Immagino che Big Pete sia d'accordo con me quando dico che la dissoluzione è solo la strada più breve per incontrare i nostri istinti violenti.

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categoria:gnocca, big pete
lunedì, 06 marzo 2006

Giovedì scorso io e il Big Pete siamo stati invitati ad una cena di lavoro, cosiddetta di "fine progetto". Solitamente declino questo tipo di inviti, ma questa volta trattandosi di un invito del fornitore più tirchio della Storia che per la prima volta si peritava di portarci a cena in un locale niente male tra l'altro e del fatto che sapevo che i due personaggi più odiosi avevano già declinato, ho opportunamente accettato, dopo essermi assicurato che almeno i tre o quattro con i quali vale la pena scambiare due parole al di fuori dell'ufficio davanti ad un buon bicchiere (tra cui ovviamente il Big Pete) avessero confermato la loro partecipazione.
C'era inoltre una situazione "intrigante" che vedeva protagonista il buon Big Pete che meritava di essere osservata da vicino. Si dà il caso che una gentil donzella nostra collega quel giorno aveva la targa posteriore sbagliata e si è quindi rivolta al nostro per procurarsi un morbido sedile sul quale poggiare le natiche, con la prospettiva di ribaltare eventualmente quel sedile e perché no di cambiare qualche marcia del cambio foderato di pelle umana del Big Pete. La fama del Big Pete non dev'essere certo sfuggita alla tipa che sicuramente avrà immaginato una macchina con i sedili leopardati, con il pulsante "fuck" sul cruscotto in grado di trasformare in un attimo l'automezzo in un'alcova a luci rosse.
La tipa non è certo un "pezzo di gnocca" ma ha un certo "so io che"... A stento supera il metro e mezzo, ma come si suol dire è all'altezza giusta per il cambio e anche per il freno a mano. E c'è un altro vantaggio: la "minuzia" della tipa permette volteggi ed evoluzioni che varcano i confini del kamasutra e che solo la porca fantasia maschile è in grado di limitare. Tra l'altro ella ha una boccuccia carnosa ma piccola che ti chiedi se il volatile possa trovarvi adeguato spazio sia in larghezza che in lunghezza, ma più la guardi e più aumenta la curiosità di provare. La totale assenza di minne viene prontamente compensata da due natiche di tutto rispetto che, nonostante abbiano perso qualche punto in brillantezza col passare del tempo, rimangono decisamente il pezzo forte della tipa.
Le premesse dell'inciucio c'erano tutte: la fama(e) del Big Pete è nota in tutto il centro Italia e oltre, lei abita vicino a lui, è single nonché affamata e poi non c'è dubbio che il fascino del Big Pete abbia fatto presa su di lei. Ma lui, nonostante l'avessimo più volte stuzzicato, andava dritto come il TAV: "niente commistioni tra fica e ufficio". Senonché lei il giorno prima se ne esce con una frase che fa caracollare il nostro: "Ho appena sistemato la mia casetta, se poi sali te la mostro (la casa, n.d.r.)". Il colpo è stato forte e sono sicuro che il buon Big Pete ci abbia messo un bel po' per assorbirlo.
La sera mi reco all'appuntamento mondano senza pretese, ma con la curiosità di sapere se l'amico con la fama di stallone avesse aggiunto l'ennesima "tacca" alla sua lunga lista. Anche se non avevo dubbi sul finale della storia e già mi immaginavo lei il giorno dopo con la bocca di Raffaella Carrà e la camminata di John Wayne.
Fuori al locale incontro i tre colleghi di cui sopra, uno causa infortunio stile Totti non lo vedevo da tempo. Proprio lui spara subito: "questo locale lo conosco, è pieno di fica fino all'orlo". Effettivamente nei pochi minuti di attesa fuori al locale, ne entrano un paio che come si suol dire valevano da sole il prezzo del biglietto, tanto più che nel nostro caso il prezzo del biglietto era pari a zero. Entrati nel locale succede quello che facilmente si poteva immaginare: saletta riservata solo a noi al primo piano e quindi addio fica del locale e presenza femminile che si poteva contare sulle dita di una mano. Oltre alla succitata c'erano altre due dame appartenenti al fornitore, la "capa" progetto e la tipa del commerciale. Devo dire che entrambe superano di una spanna la mia pur rasoterra soglia, ma purtroppo erano entrambe blindate, una anche con pargolo al seguito avente età in cui già si gioca con il proprio joystick.
Dentro il locale incontro Big Pete e signora. Lei me la immaginavo vestita in maniera provocante, invece con mia sorpresa la vedo vestita sobria, anche se aveva una gonna che all'occorrenza poteva coprire un sano smorza candela. Anche lui era vestito niente di che, ma aveva il pacco in risalto, il che non guasta mai.
La serata fila via liscia, con il Big Pete e l'altro amico "sciancato" che sparano commenti sulla evidente penuria di pelo, al riparo dalla tipa che devo dire è anche piacevole alla conversazione. La tipa però ha un caratterino niente male ed è questa la cosa che più di tutte ha fermato il nostro eroe. Eh sì perché come il titolo del post lascia ad intravedere, la fumata questa volta è stata nera e l'arma impropria del Big Bete questa volta non ha sparato. Perché passi la collega che il giorno dopo te la ritrovi in ufficio, passino pure le battutine delle serpi-colleghi (noi), ma il caratterino di lei è un ostacolo insormontabile. Se pure riesci a "coprirla" il giorno dopo te ne penti che vorresti tagliartelo e lei te "la" fa pagare cara: già me lo immagino il Big Pete da Bricofer a comprare di tutto di più per farle i lavoretti a casa o lui con lei mano nella mano il sabato a fare shopping da Ikea, magari con cagnolino al seguito che lui deve portare a pisciare nelle ore più impensabili.
Caro Big Pete, hai fatto bene. Meglio una bella sega e le maioliche da ripulire piuttosto che ammanettato per il resto dei tempi. Hai ancora una vita davanti e tanto seme da dispensare all'altra metà del genere umano.

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categoria:hush hush, big pete
mercoledì, 01 marzo 2006
Stamattina, mentre io e il Catullo ciondolavamo indolenti alla macchinetta del caffè, sortisce dalle scale Big Pete.
Gli lanciamo uno sguaiato richiamo, ammicca e ci raggiunge dopo essersi liberato di giaccone e borsa.
Il Catullo mi sta tediando con domande sul programma più adatto per realizzare siti web, non ne sa un cazzo, malgrado ciò opina sui miei suggerimenti... che gli dirà la testa?
Non c'è pagnarfa a vista così mi sto riempendo i coglioni all'inverosimile e spero che Big Pete ci offra uno spunto per cambiare argomento.
Ha un set di Samsonite sotto gli occhi.
"Che cazzo hai fatto ieri sera?"
"Sono andato a Testaccio dove mi hanno rapinato 12 euro per due cuba libre!"
"Beh, per quanto sia eccessivo è il costo corrente di due cuba libre..." replico.
Da qui parte una lunga dissertazione, più pallosa di quella su Dreamweaver, circa la speculazione che i locali fanno su cocktail e bevande varie.
I miei coglioni sono ormai paragonabili a due mongolfiere, quand'ecco il guizzo!
I due compagnucci domani sera vanno ad una cena a scrocco da un fornitore. Dissimulano indifferenza e quasi noia, ma ogni volta che si può scroccare sono in prima linea...
Comunque stanno cercando di accordarsi sulla macchina dal momento che il ristorante è in un posto con seri problemi di parcheggio, quando Big Pete:
"Beh, però io domani ho pure R. con me!"
"R.? e come cazzo è che viene con te?" gli chiede il Catullo.
"Eh, me lo ha chiesto lei..." cerca di spiegare con semplicità Big Pete.

Occorre sapere che R. è una tipetta piccolina, col visetto ovale da bimba, una sospetta macchia tra bocca e guancia e un culo a mandola disegnato appositamente per un sonoro crack! Uno di quei culetti che evocano lo sconocchio che d'estate eseguiamo sulle pesche spaccarelle.
Ha sempre quell'aria da precisina sottuttoio che ci gioca a racchettoni col muro, ma è un po' che ronza attorno a Big Pete, inizialmente a causa di una forzosa collaborazione professionale, ma adesso si sospetta a ragione, l'attrazione per la mazza.  Da principio anzi penso che la ruvidezza di Big Pete si sia combinata male con l'aria da stronzetta di R., ma quant'è vero che i poli opposti si attraggono: adesso è lei che gli ha chiesto di farle da cavaliere - o più probabilmenta da cavallo. E domani sera gli chiederà di tirare il freno a mano o di cambiare le marce.
Già immagino la scena: Big Pete tirato a lucido, tutto smaranza col pacco in evidenza che gli arriva inchiodando sotto casa col suo bolide nero.
Lei che scende con la gonna attillata a promuovere il culo tondo e improfumato per la sganasciatura successiva.
Big Pete che fa tutto il galante intanto che il prepuzio gli si arrossa e mette la musica più di merda possibile pur di fare colpo sulla R. Una così sentirà Ramazzotti, Bocelli, Bublè o qualche minchiata commerciale del genere.
Il divertimento maggiore sarà del Catullo che, se non accompagnato da mogliera, potrà lasciarsi andare e godersi Big Pete oscillare faticosamente sul confine tra la sua straripante rozzezza da camionista mancato e la galanteria dell'ingegnere accompagnatore di fighetta.

Tutto per assicurarsi una penetrazione vertiginosa sul ritorno a casa: pulsante "fuck" e sbrago sedili, rotazione fulminea del bacino di R. e vigoroso colpo di reni per assicurare 8 e 15 in buca al centro, di blocco.

Se la sodomizzazione si concluderà con reciproca soddisfazione, vedremo molto presto R. con Big Pete al guinzaglio di domenica pomeriggio per centri commerciali...

Aspettiamo con impazienza una cronaca dettagliata dal Catullo, per una volta sarà i nostri occhi e le nostre orecchie.
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categoria:hush hush, big pete
lunedì, 27 febbraio 2006
Quando l'ormone è costretto a saziarsi di fantasie, ogni pallida speranza, anche quella più minuta e fioca all'orizzonte ha il potere di seppellire il buon senso, l'amor proprio e soprattutto l'istinto di autoconservazione.
Doverosa premessa: World Record in questi giorni sta raggiungendo delle vette inquietanti. Sarà che, causa improvvido infortunio, non si sta allenando più come una volta(la bimba invece di andare a sgambettare isterica come il 90% delle sue coetanee in costante guerra con l'adipe che si sbattono tra step, spinning, fisting, footing e poco fotting, si dedica alla più nobile ginnastica artistica), ma insomma qualche etto in più su un corpo già spaziale le hanno donato quella maturità di curve che saprebbe intostare pure l'acqua. I suoi morbidi pantaloni beige ringraziano, i miei duri zebedei pure.
Così qualche giorno fa, sostando oziosamente davanti alla bacheca posta dirimpetto alla macchinetta del caffè, il Catullo addita l'annuncio di un torneo di calciotto aziendale e mi fa: "Stanno organizzando un torneo anche da noi. Lo sta organizzando W.R."
Me lo guardo un po' stupito e gli chiedo: "W.R.? dici sul serio?"
"Sì sì, mi ha chiesto se voglio giocare."
Ovviamente un sordido impeto di gelosia mi invade al pensiero che W.R. non l'abbia chiesto prima a me. Ma si sa, sebbene abbia un buon rapporto di amicizia con il culo più bello del palazzo, passo per essere uno poco propenso all'attività fisica(con qualche determinante eccezione), io sono quello che scrive, suona, disegna...
"E tu che le hai detto?"
"E che dovevo dirle? che gioco ovviamente" e gli scappa una risata colpevole di vecchio laido concupiscente.
Il Catullo giocherà sì e no due volte l'anno. Fa piscina, questo gli va riconosciuto, ma alla sua età l'improvviso stress articolare derivante da una partita di calciotto - soprattutto se giocata a cazzo dritto e col pensiero rivolto all'allenatrice - può provocare danni fisici irreparabili, l'invalidità persino!
Così ho risposto? "Ma che sei scemo? Ma dove vai a giocare? Sei un porco: te faresti pure un incontro di pugilato con Tyson se fosse W.R. a chiedertelo. Tutto nella vana speranza di toccarle il culo!"
Ride smascherato, "Ovvio, mi fa, perchè te non giocheresti?"
"Solo se fa la massaggiatrice!"

Dopodichè torniamo nei nostri loculi, ma mi riservo di aprire il discorso a W.R. alla prima occasione. Naturalmente provoco la situazione quella stessa mattina, le dico: "Così hai deciso di mettere su una squadra di calciotto con i rifiuti solidi urbani di questo corridoio?"
"Eh sì" ride e io vorrei strizzarle una pera, ma mi mostro galantuomo.
"Ma come ti è venuta in mente questa cavolata, e poi tu che fai l'allenatrice"
Diventa straordinariamente rossa e dice: "Ma così per divertirsi e poi no, io non farei l'allenatrice, al massimo la ragazza pompon"
Il mio cervello bacato e arrazzato registra pompin e ribatte prontamente: "se fai la majorette" cambio termine per evitare la temibile gaffe "allora io vengo con la macchina fotografica alle partite!" le lancio uno sguardo alla jean gabin...
Arrossisce di nuovo "ah, no, o giochi o niente!"
"Faccio il fotografo ufficiale della squadra. Mi diverto sicuramente!"
Borbotta ancora qualcosa, ma non la sento tant'è la concentrazione visiva sul suo meraviglioso inguine e sul pensiero di vederla sgambettare natiche all'aria con qualche bastone da far roteare...(mi propongo fornitore dell'attrezzo)

Lascio tranquillamente che il Catullo vada a sudare per me, non credo che il suo afrore potrà conquistarla, peraltro avendolo visto giocare, son sicuro che non la conquisteranno neanche i suoi numeri da calciatore... è forte solo di testa.
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categoria:gnocca, catullo
venerdì, 24 febbraio 2006

Oggi formazione completa in assetto però da nonni congedanti: Big Pete, Luthero, Mr. Clarks, Yul Endit, Catullo e il Cesar Child a staff..

Formazione scazzata...oggi è venerdì 17 di un Febbraio infinito che tra ristrutturazioni aziendali ipotetiche e reali, addi ed arrivi, potenziali cambi di sede e fanta strutture organizzative ci ha logorato lo scroto, scheggiato il prepuzio e irritato il tramezzo!

Entrati presto in una mensa abbastanza desolata occupiamo due tavoli e addentiamo la sbobba...

In maniera crescente e piacevole intorno a noi si comincia a popolare di gonfia patte più o meno note; con Luthero e Mr Clarks, entrambi in fronte a me ci scambiamo coordinate aeronautiche a vicenda in modo da apprezzare via via gli arrivi, commentando e trovando conferme verbo-oculari che grazie al gioco di squadra(si coprono in questo modo tutti i 360° dello spazio attorno..) non lasciano adito a seccanti sviste.

Il gioco ci appassiona, lontano c'è The Body(le cui spalle da culturista fanno ben sperare Luthero sulle capacità di grip sul manico del corpulento figone)..io noto passare "quella da graffiato", una tipa un po sbiellata a causa dell'eccessivo abuso di cazzolina...ma che non perde la sua funzionalità, anzi vorremmo tutti essere la sua successiva dose di batacchio...Luthero attira l'attenzione anche su una delle sue preferite...una tipa zippata, tutta tette...moretta tira cazzi di prima cartella, e Mr Clark intravede ad una distanza da parsec una biondina sua vecchia conoscenza...Insomma siamo in forma, la prugna gira ed il pranzo scorre..quando arriva da Catullo la nota che tutti non avremmo voluto sentire...Seduto di fronte a me, quindi con visione a me complementare come Luthero; forse perchè già cazziato lungamente da me, Luthero e Clarks per la presenza di una tipa inchiavabile che fece l'errore di segnalare all'attenzione della Torcida...che ti fa??!!

CI SEGNALA l'ennesimo cancello!! Se ne esce con tono seriamente arrapato segnalando una tipa a sud est del mio culo ossia a h 10 di Luthero e Mr Clarks...ecco più o meno il suo virgolettato: " Ma che state a dì...guardate là...quella si che è da urlo"..etc..; guardo Luthero in faccia a me per una conferma immediata, ma quando lo vedo tra l'attonito e il corrucciato, mi giro e chi ti vedo...NO CHI TI VEDO???!! Porca troia, acc...mannagg e dannazzion..!! Cazzo Catullo c'è cascato di nuovo!!...con tutta la figa around con che cazzo va in stallo...??? Con una che è la copia anno 2000 di Gegia...si Gegia, ve la ricordate, l'"attrice" pugliese che faceva parte dello staff di Arbore e di quello di Banfi....insomma una tipa inchiavabile! L'unico film in cui me la ricordo, forse l'unico che ha fatto come comparsa per più di 5 min insieme a Bracardi(quello del Costanzo Show) è appunto "W la foca"(di N. Cicero, 1982), penso uno dei must del cinema trash di inizio anni 80.

Bene, esplicito ciò che è ormai il cruccio del resto della Torcida: Catullo soffre di sindrome attrattiva geronto-trashofila..insomma è attratto da cessi, preferibilmente con celluliti cadenti e volti con dermi simil pelle di mocassino usato!

A questo p.to urge correre ai ripari...gli diamo un'ultimimissima, ennesima chance(anche se come lui ben sà questa di Gegia era la sua ultima..dopo la bertuccia dalla pelle cadente ottuagenaria); al prossimo inciampo dovremo prendere seri provvedimenti...!

Con sdegno e sincera preoccupazione...

Big Pete

Allego per completezza foto di Gegia

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categoria:gnocca, catullo
venerdì, 27 gennaio 2006
Dopo l'infrasettimanale di coppa italia, oggi siamo tornati in formazione tipo: Mr. Clarks, il Catullo, Big Pete, Yul Endit, il sottoscritto e il dodicesimo uomo Child Cesar.

Una mensa scarsamente affollata, come spesso accade di venerdì, ma forse oggi ancor di più per via delle avverse condizioni metereologiche.
Si parlava, stranamente, di argomenti diversi dalla gnocca(tant'è che tutto ciò che ci siamo detti fino al cambio d'argomento non me lo ricordo).
Avevo davanti Big Pete e il Catullo che hanno trascorso tutta la prima parte del pasto a cercare di sbirciare le cosce di una tizia che mi stava alle spalle e sulla quale non posso esprimere giudizi, ho soltanto appreso che aveva delle belle bocce. Mi sono prodigato per risolvergli il problema simulando la caduta di una fetta di limone e chinandomi ho concesso  temporaneo campo aperto a Big Pete che però non è riuscito a concludere la misera missione.
Comunque finalmente la conversazione è decollata quando Big Pete, apparentemente senza motivo, ha sconsigliato di andare a puttane nella red-light zone di Amsterdam. "Cinquanta euro buttati!" Ha raccontato di esserci andato già pregiudicato mentalmente da assunzione di sostanze psicotrope, in ogni caso ha ribadito con forza il concetto. Sia io che Yul Endit abbiamo espresso l'idea che sono soldi buttati lì e altrove, finchè si può risolvere aggratise...
Dal momento che la sua critica era riferita alla parsimonia di posizioni offerte dalle professioniste e dalla sbrigatività dei modi, gli abbiamo fatto presente che proprio perchè stanno lì per lavoro e non fanno le missionarie, il livello di servizio corrisposto è direttamente proporzionale ai soldi scuciti. Se vuole sedute orali prolungate e un'antologia del Kamasutra deve investire un budget superiore.
Niente da fare, Big Pete è convinto che siano dovute a fare maggiore chiarezza sul tariffario perchè sono impiegate comunali e devono mettere al corrente il cliente su tutti i servizi disponibili e sui relativi costi.
Qui, come era giusto aspettarsi, è intervenuto d'autorità Mr. Clarks spiegando al contestatore che se si vogliono pretendere certi livelli di servizio bisogna prima redigere un capitolato provvido di dettagli, inviarlo alle suddette microimprese e valutare successivamente le proposte ecomiche e tecniche in risposta. Solo allora, a fronte di un percorso formale corretto, si potranno avanzare - a ragione - osservazioni, critiche e contestazioni e si potrà eventualmente adire le vie legali per ottenere giustizia e soddisfacimento secondo i modi e i tempi previsti. A questo proposito consiglio di includere in appendice al capitolato una tabella contenente sanzioni precise in base al livello di disservizio procurato dal fornitore. Ho idea che, in ragione della tipologia di merce commercializzata, il più delle volte le controvesie potranno essere appianate mediante pagamento in natura.

Si rende sempre più urgente l'individuazione della mandrucona per Big Pete, vorremmo tirarlo fuori da questo vortice oscuro, non tanto per le pratiche sessuali quanto per la salvaguardia del suo patrimonio. Purtroppo tra gnocca e droga non si sa mai cosa costa di più.

Se qualcuno avesse a portata di mano un capitolato anche in bozza per cominciare a lavorarci su, ci farebbe un gran servigio.


PS: Mr. Clarks mi ha invitato a occuparmi di una delicata pulzella biondo platino, di cui - manco a farlo apposta - si è infatuato Big Pete, che presumibilmente non ha ancora subito una sufficiente cura d'osso. Lo faremo, lo faremo, se la pulzella non la smontano nel giro dei prossimi giorni.
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categoria:gnocca, big pete
giovedì, 26 gennaio 2006
La formazione di oggi alla mensa è decisamente da Coppa Italia: Yul Endit, Big Pete, il sottoscritto e una brillante collega che per convenzione chiameremo P.M.
Dopo aver acrobaticamente evitato sguardi concupiscenti verso culi e poppe in giro per la mensa e misurato la conversazione onde evitare prosaici passaggi che ci avrebbero messo in cattiva luce(cioè quella vera) agli occhi di P.M., il discorso è comunque andato a finire più o meno al solito posto: gnocca.
Ovviamente da raffinati oratori quali siamo, ci siamo sforzati di mantenere i toni e gli eccessi in un ambito gradevole, forbito e moderatamente ironico.
Tutto è partito dalla notizia, fornitaci proprio da P.M., che il Brontosauro è gravido.
Il Brontosauro è uno sgraziato esemplare femmina di 33 anni che ho avuto la sventura di conoscere un'era geologica fa alle scuole superiori. I percorsi lavorativi italici sono così imperscrutabili da essermela ritrovata collega ben venti anni dopo.
Il simpatico nomignolo le venne affibbiato proprio in epoca scolastica a causa delle sue sembianze marcatamente sorpassate. In particolare ricordo che aveva un paio di incisivi in posizione orizzontale, sporgenti dalle labbra come due tavole da surf.
Narici larghe e fumanti come quelle di un toro durante la corrida e zampe tozze come le colonne del partenone.
Malgrado questi lievissimi difetti fisici risultava essere la più affascinante delle "ragazze" della sua classe. In tutto erano cinque, ma una di loro fu individuata accidentalmente solo dopo diversi mesi. Magari ne riparlerò in un giorno di disperazione cosmica. Il Brontosauro da allora, grazie anche ai fenomenali ritrovati tecnici, ha messo a posto un po' di cose, ma permane catalogata tra i sauropodi.
Alla notizia dell'avvenuta inseminazione, sia io che Big Pete siamo esplosi in un "Chicazzo l'ha coperta?"
Yul Endit, più maligno di una suocera e sempre carico di informazioni di prima mano, ha aggiunto: "Uno col portafogli gonfio"
Sebbene P.M. fosse presente, non ho potuto evitare di correggerlo: "Per coprirla di gonfio doveva avere ben altro..."
P.M., donna di spirito, ha riso.
Da qui è partita una dissertazione sugli equilibri denaro-sesso-famiglia-matrimonio-vecchiaia-maldistomaco-morte.
Gira che ti rigira abbiamo stabilito che Big Pete, il più libertino della compagnia, debba trovare moglie e risolvere i problemi economici suoi e possibilmente anche nostri.
Per questo motivo gli abbiamo già suggerito di stringere i rapporti con un cetaceo partenopeo estremamente benestante. P.M. allo scetticismo di Big Pete ha ricordato che il cetaceo in questione è anche carino di viso. A dire il vero è carino diviso, un pezzo da una parte e uno dall'altra: finchè non smaltisce una quarantina di chili è difficile stimarne l'estetica. Comunque Big Pete deve superare questi piccoli complessi derivati dagli stereotipi di normalità che la società consumistica impone: cicciona o no, logorroica o no, ella ha il dinero e lui deve sacrificarsi.
Ha cercato di eludere la questione parlando di una riccona asburgica che si era invaghita del suo spirito maschio, giustificando la sua ritrosia col fatto che si innamora soltanto di donne povere in canna. Qui è stato ovviamente cazziato a dovere perchè nessuno aveva parlato d'amore: lui deve pescare una vecchia con cui superare i 100 anni in due, succhiarle il sangue dalle vene varicose come se divorasse una meravigliosa e succulenta ostrica e trapanarla per un paio di mesi finchè non schioda lasciandogli la pecunia. Dopodichè, diviso il bottino con chi gli vuole bene, può andarsi a cercare l'amore nell'angolo più putrido di Calcutta.

Da adesso e fino a nuovo ordine, siamo tutti mobilitati per trovare la vecchia mandrucona per Big Pete. Inviateci segnalazioni.
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categoria:hush hush, big pete
martedì, 24 gennaio 2006
In questi giorni, sarà il freddo pungente o un calo letargico del desiderio sessuale, ci troviamo spesso a parlare di argomenti disordinati e di non produrre quindi sufficiente ciccia per un post degno di tale nome. Sono tranquillo e sicuro che la gnocca tornerà in auge presto, e comunque nella disperazione i nostri radi neuroni maschili potrebbero sempre gettarsi sul calcio.
Oggi, anzi da ieri a voler esser sinceri, è ricomparsa in ufficio una mandola notevole di cui credo aver parlato in occasione del post "W.orld R.ecord", ma non ci siamo soffermati più di tanto a commentare, neanche il Catullo che di solito scapoccia volentieri al suo passaggio.
Comunque ripensavo a un discorso ascoltato domenica scorsa. Un neo-genitore parlava a braccio della sua meravigliosa esperienza di padre, delle fantastiche sensazioni che il figlio gli regala quotidianamente quando improvvisamente - senza apparente ragione - ha precisato che neanche per tutto l'oro del mondo si sognerebbe di averne un altro.
La cosa non mi sorprende affatto, ultimamente non assisto che a questi strampalati e contraddittori monologhi(maschi e femmine nello stesso calderone), ma ciò che mi ha lasciato evidentemente strascico è stato il cipiglio con cui il neo-papà sottolineava questo concetto. Si è perfino profuso in una dettagliata descrizione dell'ultimo tipo di operazione atta a rendere sterile l'uomo.
"Ti fanno due forellini vero?" gli è stato chiesto
"No! quello prima, ora te ne fanno uno solo e con un lacciolo ti chiudono entrambi i canali"
Dopo aver anche snocciolato condizioni, tempi di recupero(2 mesi dalle analisi preliminari alla fine della convalescenza) e soldi necessari 5000 euro "l'intervento non te lo passano mica", ha con serio rammarico spiegato che se si vuole ripristinare la piena funzionalità è necessario un intervento chirurgico con ricostruzione dei due canali perchè a seguito dell'occlusione si avvia un processo di atrofizzazione.
Il rammarico e il discorso di un eventuale ripristino dopo che si è deciso per il primo intervento non mi sembrava particolarmente logico e ho commentato il fatto che chi decide per l'intervento è improbabile che torni indietro, di alternative ce ne sono, perchè non usare un semplice preservativo se ci si vuole lasciare aperta ogni possibilità?
E lui, il neo-papà, mentre il figlio sorridente e ancora barcollante gli camminava accanto, mi precisava che alla sua età il preservativo non è più indicato, non gli piace, non è adatto...

MAVAFFANCULO! sarai una persona confusa? ma che cazzo dici? e tu vai sotto i ferri per non infilarti un preservativo??? sei un malato cazzo. e magari ci rivai pure perchè ci ripensi??? ma mettiti una tip-top per biciclette su quell'immeritata appendice.

Poi però con fare sornione e astuto ha annunciato al mondo che a fine anno verrà commercializzato il pillolo che risolverà ogni problema, perchè a differenza dell'anticoncezionale femminile non ha effetti collaterali. Io ho volto lo sguardo altrove. Immagino che anche quando fu immessa in commercio la prima pillola non si conoscessero gli effetti collaterali...

evviva il papà felice, così felice, ma così felice che sta pensando di farsi legare il cazzo.

Io che di figli non ne ho e per il momento non voglio averne, nella mia mesta solitudine riesco a non farmi tutte queste pippe mentali, su quelle fisiche non ho preclusioni.
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categoria:general
giovedì, 19 gennaio 2006
Dopo lo scombussolamento indotto dalla Piccari, che inevitabilmente produce delle code fantastiche per 24-72 ore, oggi di nuovo lucidi abbiamo potuto scandagliare la fauna della mensa.
Il Catullo e Mr. Clarks erano assenti, il secondo per una noiosa sgambatura di mezzodì, l'altro per ignoti motivi.
Così Big Pete, Yul Endit, Child Cesar ed io abbiamo occupato uno strategico tavolo nel centro della sala.
Il Catullo rimpiangerà di certo la sua assenza perchè giusto al tavolo accanto a noi c'era la sua bramata scimmia(quella che ci aveva timidamente indicato pochi mesi fa e che ancora gli rinfacciamo da bastardi quali siamo).
Child Cesar è una fucina di informazioni e mentre ci dirigevamo a mensa ci ha messo a conoscenza della fine del matrimonio di una tipa con cui volentieri ci faremmo separare Egisto ed Ernesto a colpi di lingua. Ovviamente l'informazione era vecchia e Child Cesar non ne ha tratto alcun vantaggio, a volte quel ragazzo avrebbe bisogno di una bella scrollata.
Comunque tornando a bomba, dopo aver annotato la presenza dell'antropomorfica fiamma del Catullo, cui Big Pete non ha risparmiato un paio di osservazioni, ci transita innanzi armata di vassoio e ancora incartata dal piumino The Body.
The Body è una quarantenne imponente - a occhio direi un metro e ottanta - con un fisico devastante.
Oggi portava un attillatissimo tailleur verde scuro che metteva in evidenza le paraboliche. Big Pete ha cacciato subito un rantolo indicandomela, e quando si è tolta il piumino mostrandoci il perfetto intaglio del culo sotto la gonna stretta ho rantolato anche io. Cazzo che corpo, ovviamente come tutte le medaglie(esclusa la Piccari), anche The Body ha un rovescio: the face.
La signora, sebbene sarebbe ingiusto definirla racchia, ha un volto discutibile, il tutto è stato disposto attorno ad un naso esteso come una vela da surf, ma è anche vero che quando si gira gli occhi difficilmente si soffermano sopra il collo... ha due bombe stratosferiche - almeno una quinta - e cazzo considerando l'età, stanno su come due pennoni.
Nei giorni di maggior calura estiva offre certe scollature che rischiano di provocarti un embolo. C'è chi fa nuoto e chi come Mr. Clarks fa novantaduemila chilometri l'anno di corsa, io allestirei un bell'ambientino con specchi alle pareti e moquette a terra e ci piazzerei dentro The Body come macchinario di fitness multiplo. Una come lei, come ha detto oggi Big Pete, "ti prende cazzo e palle e te li impasta fino a farli diventare una cosa unica, ti fa il cazzo come un quadro di Botero!"
Yul Endit è stato zitto tutto il tempo, ammiccando appena con gli occhi ai nostri commenti su The Body, inizialmente ho pensato che fosse dovuto al fatto che dandole le spalle non poteva godere del giunonico panorama, poi, quando ci siamo alzati mi sono accorto che alle nostre di spalle e quindi a favore dello sguardo di Yul Endit c'era la scucchiona con minigonna mozzafiato... altro corpo da capogiro - spiegato tanto silenzio...
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categoria:gnocca
martedì, 17 gennaio 2006
Chi ricorda uno dei primi hit degli Style Council, mitico gruppo del geniale e inossidabile Paul Weller?
Parecchi, ne sono sicuro, a chi non lo ricordasse consiglio di recuperarlo in giro ed ascoltarlo: pezzo gradevolissimo.
Mi capitava solo ieri di ragionare su una questione sovente dibattuta nel nostro piccolo clan di scellerati e riguardante il criterio di valutazione che applichiamo alle donne.
Ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero: pro-perfezione e pro-imperfezione.
Inutile dire che il Catullo, salvo rare occasioni, propende per la perfezione. Il motivo è da ricercarsi, a mio avviso, nella sua costante indecisione che gli impedisce di slanciarsi liberamente verso ciò che realmente lo attrae(foss'anche Maria Giovanna Elmi) e una certa immaturità sessuale che lo trattiene ancora all'epoca di Barbie. Inutile dire che io voto per l'imperfezione. Il periodo di Barbie è passato da un pezzo e le velleitarie manovre per scalfire la coriacea vulva della Mattel non hanno più molto senso.
Tra l'altre all'epoca avevo una perversa predilezione per Skipper(o come cazzo si chiamava), insomma la versione lolita. Sarà che ero più piccolo, ma intuivo in quella bamboletta di rincalzo un troione che Barbie neanche si sognava di imitare.
Immagino sia logico attraversare la fase Barbie et similia, abbiamo timore del giudizio altrui fintanto che non maturiamo un nostro gusto personale sufficientemente saldo da essere manifestato apertamente. Ma poi, per l'appunto, ci si evolve e si comincia a scrutare il mondo femminile alla ricerca della scintilla.
La scintilla checchè se ne dica, non scatta per un corpo statuario e un volto quasi sintetico. Ovviamente è impossibile non provare piacere nel guardare Monica Bellucci o donne di pari bellezza, ma la foja, quell'energia bruciante che ci sconvolge il basso ventre, scaturisce più frequentemente per un dettaglio insignificante: una voce roca(alla Barbara D'urso), un naso leggermente asimmetrico o lievemente storto, un occhio appena chiuso, dei denti impercettibilmente sporgente e soprattutto un vibrare sottocutaneo intenso.
Nel testo di un brano dei TOOL(gruppo rock non eccessivamente conosciuto) c'è una frase che sintetizza magnificamente questo concetto:
"Finding beauty in the dissonance"
Questa è la radice dell'eros, la pietrina che procura la scintilla. Molto più eccitante il confuso al netto, il celato al manifesto, l'imperfezione alla fredda plasticità di un corpo statuario. Datemi due mammelle consumate, ma ancora seriche e in attesa di saliva, datemi una gamba arcuata e un viso provato, datemi una miope dall'occhio appena strizzato, datemi una bocca socchiusa e tenetevi tutte quelle cazzo di Barbie buone per carnificare una bambola gonfiabile.
E allora che c'entra la canzone di cui al titolo?
C'entra perchè, proprio nel periodo della mia vita in cui maggiormente sono convinto di certe affermazioni, proprio stamattina, poco prima di iniziare a scrivere questo post, incrocio alla macchinetta la Piccari!
Maremma maiala, ogni convinzione si discioglie miseramente dinanzi alla number 1 dell'edificio.
Ella, benedetta dalla natura, è una topa di proporzioni bibliche, è LA TOPA.
Un culo alto che neanche il conte Mascetti avrebbe mai potuto ambire, due cosce che sono due colonne, perfettamente intubate in eleganti pantaloni scuri, un busto che neanche i bronzi di Riace, con due poppe che sembrano un omaggio ai sette colli di roma e un viso che madonna santa ci si dovrebbe scrivere a fiotti la divina commedia. Bella come poche cose al mondo, bona come lo stracchino di nonno nanni, appetitosa come una fiorentina da un chilo e due e troia infame, pure sorridente. Se è vero che chi se la tira se la strappa, lei sfugge a questa regola.
Mi incrocia mentre cerco di ascoltare - stentatamente - discorsi dei miei compagni di caffè, non la conosco, ma mi sorride e accenna un saluto.
Ho un groppo in gola e arriva diretto dalle mutande. Ricambio il sorrido, ma nel mio si legge, se ti piglio ti pisto come l'uva, ti sconocchio che bisogna rimetterti insieme tipo un puzzle della Ravensburger, ti mollo solo quando ho le palle ridotte a due prugne secche della california! Oggi ha anche i capelli acconci magnificamente, perfetti per ripulirsi il testone.

Chi dice che la perfezione è un limite, è un gran coglione.
postato da: luthero alle ore 09:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:general, gnocca